WILLIAM GARGIULLO: L’UOMO CHE CORRE IL MONDO

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Le pulsazioni a mille, i muscoli indolenziti, il sudore che cola, le palpebre pesanti, la sensazione di essere al limite delle proprie capacità fisiche. Tutto questo fa parte della routine quotidiana dei corridori professionisti. Ma cosa accade quando correre diventa la tua ragione di vita? The Italian Eye ha il piacere di presentarvi un uomo spettacolare, che non è mai stato fra i professionisti, ma che ha ugualmente raggiunto nella corsa risultati fuori dal comune. Volontà d’acciaio e vera ispirazione: è William Gargiullo.

William Gargiullo: l'uomo che corre il mondo

William Gargiullo: l’uomo che corre il mondo

William Gargiullo, 61 anni, viene dalla Svizzera, e fra il 1977 e il 2015 ha corso per 114000 chilometri. Più di 6850 km li ha passati fra competizioni e maratone in diverse nazioni di tutto il mondo. Marocco, Cina, Polo Sud e Polo Nord, Australia, Stati Uniti, Finlandia, Danimarca, Turchia — nominate una nazione, lui ha corso sulle sue strade.

Salve Mr Gargiullo. Grazie per aver dedicato del tempo a condividere con i lettori di The Italian Eye Magazine le sue esperienze di corsa e gli incredibili luoghi dove ha avuto modo di competere. Prima di tutto, vorrebbe raccontarci quando ha iniziato a correre e quali sono le località più estreme dove ha gareggiato?

Ho sempre amato gli sport. L’hockey è sempre stata la mia passione, ma 24 anni è iniziata l’attrazione per la corsa, specialmente su lunghe distanze. La mia prima gara è stata la 100 chilometri di Bienne, in Svizzera. Era il lontano 1978!

A proposito invece dei luoghi più estremi, citerei il Polo Nord, il Polo Sud, la Grande Muraglia Cinese, Melbourne… Per non parlare della maratona dell’Everest: 5400 metri di altitudine. Nel 2017 ho già in programma una maratona sul lago ghiacciato di Barkai in Siberia, nonché la maratona sul deserto arido più alto del mondo, ad Atacama in Cile.

Correre le permette di vedere una città o una nazione in una luce diversa? Potrebbe raccontarci dei suoi viaggi preferiti?

Non sono facili da identificare. Ogni corsa internazionale ha il suo fascino. Certo, la maratona a 5400 metri di altitudine sull’Everest è stata un’esperienza straordinaria, soprattutto per via degli Sherpa, che sono persone spettacolari [N.d.r.: gli Sherpa sono il gruppo etnico che abita la regione montuosa del Nepal, sull’Himalaya]. Mi ricordo anche benissimo della corsa sulla Grande Muraglia Cinese, che mi ha permesso di scoprire la cultura e la storia di questo luogo.

William Gargiullo: l'uomo che corre il mondo

William Gargiullo: l’uomo che corre il mondo

Oltre al duro allenamento fisico, quali sono le altre sfide che bisogna affrontare e come si prepara lei?

Nelle gare di endurance, cioè comprese fra i 42 e i 100 chilometri, il lato fisico è solo uno degli elementi del successo. La forza mentale è vitale. Lo ripeto ogni volta, la relazione fra corpo e cervello, la mia torre di controllo, è imprescindibile. Pensieri e focalizzazione sono i componenti principali.

Pensa che correre sia più di un’esperienza fisica? Se è così, quali sono i benefici che ne ha tratto per la sua vita?

Sì, senza dubbio. Gli aspetti fisici del correre sono solo la punta dell’iceberg. La cosa più importante è che queste gare forgiano un muscolo che tutti noi abbiamo: la volontà. Grazie a questo posso superare le sfide nella mia vita professionale e personale. Durante una gara che può durare ore ho tempo per riflettere su diverse domande esistenziali.

Pensa che correre possa essere utilizzata come attività per legare con amici e famiglia e per viaggiare verso destinazioni lontane?

Nel mio caso, è chiaro che correre mi ha permesso di vedere luoghi inusuali, lontano dai turisti. Tuttavia, le eventuali interazioni sociali con altri corridori sono effimere. Ognuno persegue il proprio percorso sportivo.

William Gargiullo: l'uomo che corre il mondo

William Gargiullo: l’uomo che corre il mondo

Che consiglio dà a coloro che vogliono includere la corsa nel proprio stile di vita?

Non posso dare un consiglio generico. Ad ogni modo, lo sport non può che far bene a corpo e mente. L’unica cosa importante è ascoltare il proprio corpo e dosare i propri sforzi.

C’è stato un momento nella sua carriera in cui si è sentito davvero fiero di se stesso? Che ha ripagato tutti gli sforzi?

Non posso negare che sono molto fiero di me quando termino una competizione con un buon piazzamento. Sono orgoglioso del mio settimo posto alla maratona del Polo Nord e del mio quinto posto sulla Grande Muraglia Cinese. E ovviamente anche del mio secondo posto alla 100km del Polo Sud nel 2016.

Come ci si sente ad essere un modello da imitare?

Ci tengo a sottolineare che non sono assolutamente un modello da imitare. Corro perché è la mia passione e resto un amatore. Se il mio esempio può ispirare le persone e iniziare a farle correre, va benissimo. L’importante è avere un ideale e non arrendersi mai.

William Gargiullo: l'uomo che corre il mondo

William Gargiullo: l’uomo che corre il mondo

Grazie ancora per aver reso possibile questa intervista. Le auguriamo il meglio per i suoi futuri raggiungimenti.

Per seguire le imprese di William Gargiullo potete andare sul suo blog (operationmarathonsplanetaires.wordpress.com) gestito dalla figlia Melissa, appassionata di corsa proprio come il padre.

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