VISTORTA, LA CANTINA DEI BRANDOLINI D’ADDA

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Una visita privata a Vistorta, la tenuta dei Brandolini D’Adda tra Friuli e Veneto.

Un elegante insieme di lussureggianti campagne, parchi, ville e grandi vini 

villa vistorta

La Villa di Vistorta

Quella di Vistorta è la storia di una grande famiglia che lavora, sogna e ama la propria terra è ciò che recita l’incipit della presentazione della cantina, a sancire l’importanza e la centralità che Vistorta ha sempre rappresentato, e che tutt’oggi rappresenta, all’interno della famiglia Brandolini D’Adda. Infatti Vistorta è una tenuta vitivinicola che produce grandi vini, un bellissimo borgo duecentesco, una villa circondata da un grandioso parco romantico con serre ed orchidee, ma prima di tutto una casa di famiglia nella quale i Brandolini, da generazioni, cercano di generare e tramandare un’eredità di valori che si rispecchi anche nei vini che producono.

L’inizio della storia d’amore tra la famiglia Brandolini e questa fertile terra adagiata tra Friuli e Veneto (per esattezza nel comune di Sacile) ha inizio nel 1780, anno dell’acquisto delle terre e del borgo. I giorni gloriosi di Vistorta si datano però nella seconda metà dell’800 quando il Conte Guido Brandolini, uno dei capostipiti della famiglia, prese le redini della tenuta attrezzandola con impianti e mezzi per l’epoca di larghissime vedute. Peraltro, dopo che l’epidemia della Filossera uccise la quasi totalità delle viti autoctone europee obbligando tutti i grandi vignaioli del vecchio continente all’impianto di vitigni americani, Guido fu tra i primi che, con grande lungimiranza, comprese la vocazione di questa terra al Merlot. Decisione che venne largamente ripagata dagli ottimi risultati che ne ottenne.

Tramandata di generazione in generazione Vistorta è oggi condotta con amore e dedizione da Brandino Brandolini che negli anni ’80 ha deciso di dedicare le proprie fatiche ad innalzare ulteriormente la fama della tenuta di Vistorta e della sua cantina, facendo dei suoi vini delle etichette di qualità conosciuta e ben riconosciuta.

LA TENUTA

La tenuta di Vistorta si estende su oltre 220 ettari tra Friuli e Veneto. Di questi, 33 ettari sono a vitigno rosso (di cui il 90% e Merlot) e 7 a bianco. I terreni argillosi e calcarei della zona di Vistorta, assimilabili in molti aspetti a quelli del Bordolese, sono la vera terra principe del Merlot, e per questo favoriscono una crescita ed una maturazione ottimale che permettono di ottenere ottimi merlot in purezza. Negli anni ’80 è stata iniziata da Brandino Brandolini un’opera di cura delle viti centenarie che, affiancate a vitigni di nuovo impianto, peraltro biologici, riescono a trasmettere nei vini tutte le sfumature che questa pianta ha nel suo ciclo vitale.

LA CANTINA

Le cantine dove è effettuata la vinificazione e dove vengono conservate botti e bottiglie si trovavano originariamente nella barchessa adiacente alla villa. Sono state poi spostate nella vicina barchessa di Cordigliano, più adatta a raccogliere l’intera produzione. Le etichette prodotte a Vistorta sono, prima fra tutte, il Merlot in purezza, biologico, e prodotto con vitigni maturi più generosi in qualità che quantità; poi Cabernet, Refosco e, tra i bianchi, Sauvignon, Chardonnay, Tocai, Pinot Grigio e Traminer. Le cantine di Vistorta sono aperte su appuntamento, ed è possibile al loro interno organizzare visite e degustazioni.

LA VILLA

Centro di tutto il complesso è la grande villa ottocentesca che tutt’oggi viene utilizzata dalla famiglia Brandolini per trascorrere periodi di vacanza o per invitare amici. La casa, grande e solenne, fu completamente ristrutturata negli anni cinquanta dal celebre architetto Renzo Mongiardino, amico di famiglia, che ne rivisitò gli interni rendendoli sontuosi ma al contempo caldi ed accoglienti. La pianta a L della villa concepiva un antico loggiato d’ingresso su di un lato del giardino che venne poi chiuso da Mongiardino per trasformarlo in un giardino d’inverno che potrebbe esser considerato il manifesto del suo stile. Inoltre l’atrio, i saloni, la camera da pranzo e la biblioteca, così come tutto il primo piano dedicato alla zona notte sono stati ridisegnati in quegli anni di modo da conservare un gusto per il passato senza tralasciare le comodità di vita moderne. La casa, essendo tutt’oggi abitata, è chiusa al pubblico.

IL PARCO

Il grande paesaggista Russel Page, chiamato nel 1965 a Vistorta per riprogettare il parco, impiegò quasi tre anni di lavoro per portare a compimento i sui progetti. Questo enorme parco di stampo romantico è completamente circondato da un antico muro di cinta con tanto di fossato. Al suo interno si susseguono specchi d’acqua, rigagnoli e piccoli laghetti progettati da Page di modo da avere l’acqua sempre in circolo e mai stagnante. Su questi specchi d’acqua si riflettono oniricamente le architetture presenti nel giardino, dalla villa stessa ai bastioni del muro di cinta. Isole e isolotti, boschetti di bambù e ninfee rendono perciò la presenza dell’acqua centrale in questo parco. Un bosco di Sequoia giganti arrivate dal Canada, l’orto ed il fitto bosco oltre il muro dividono il giardino in stanze immaginarie, ognuna col proprio carattere ma tutte ben amalgamate tra loro. Celebre è poi la raccolta di orchidee nelle serre di Vistorta che vengono alcune volte aperte al pubblico, come ad esempio accadrà il 21 Novembre 2015, in occasione della fioritura di Cattleya, quando sarà possibile fare anche tour guidati del parco.

LA BARCHESSA

Le barchesse delle ville venete, edifici un tempo usati come magazzini dei prodotti dell’agricoltura, come cantine e, a partire dall’ottocento, come bigattiere per l’allevamento di bachi da seta sono sempre costruzioni enormi su più piani e anche quella di Vistorta non è da meno. Oggi la cantina è stata spostata e la barchessa è stata riadattata a location per eventi.

A Vistorta è inoltre presente, adiacente alla villa, ( Via Vistorta 82, 33077, Sacile, PN) una rivendita diretta dei prodotti biologici dell’orto e della campagna, oltre che dei vini della tenuta. Per info e contatti: vistorta@vistorta.it; Tel. 043471135;  http://www.vistorta.it/

Testo di Federico Sigali

Foto di Federico Sigali

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