UN VIAGGIO FRA LE LEGGENDE DELLE HIGHLANDS

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In qualsiasi angolo della Scozia voi cerchiate rifugio, sarà impossibile sfuggire alle straordinarie storie che popolano questa terra. Immaginate dunque una fresca notte d’estate. Seduti intorno ad un fuoco. Mentre il vento soffia leggero sulle colline che vi circondano. Lasciandovi incantare dai miti. E da storie senza tempo. Ecco raccontate per voi le più famose leggende delle Highlands.

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“La storia ha le sue verità, e così la leggenda. La verità della leggenda ha una natura diversa da quella storica. La verità della leggenda è l’invenzione che diviene realtà. Storia e leggenda sono accomunate da una stessa finalità: tratteggiare l’uomo eterno attraverso gli uomini caduchi.” ― Victor Hugo, Novantatre.

Dove si trova il Sacro Graal, la coppa che garantisce la vita eterna? E quanto tempo serve per andare alla sua ricerca? Al contrario di quanto riscontrato nei miti, la via verso l’immortalità non ha durata precisa. E c’è chi sostiene che il Graal potrebbe addirittura essere dentro ognuno di noi. Ma ciò che dell’immortalità è sicuro, è che sono le azioni dell’uomo sulla terra a garantire la vita eterna. Che sia nell’aldilà o nella memoria di chi resta. 

Leggende delle Highlands

Leggende delle Highlands

Un viaggio in Scozia è la riprova di quanto questa terra sia imbevuta di folklore leggendario. Se le Lowlands appaiono più radicate nella contemporaneità, le Highlands si pongono in una dimensione che a tratti ha quasi del soprannaturale. Nella lingua gaelica scozzese sono note come Ghàidhealtachd: ‘luogo dei Gaeli’. Una delle molteplici etnie britanniche. All’interno di questa regione ricca di mistero i visitatori possono trovare alcuni fra i paesaggi più maestosi che il Regno Unito possa offrire. È un luogo dal fascino ineguagliabile. Una regione che si estende per metà del territorio scozzese. Attraversata dalla linea del Great Glen Fault: una catena di colline e montagne inerpica le proprie dita sempre più in su. Quasi a voler bucare le nuvole per vedere che cosa si trova al di sopra.

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Il viaggio ha inizia ad Edimburgo, di per sé senza dubbio affascinante. [The Italian Eye vi propone anche le sue guide ai festival e ai Gin Bar di Edimburgo]. Da qui ci si muove verso le Highlands: il luogo dove dimorano da sempre i guerrieri ammantati di Tartan. Coloro che nel 1707 hanno opposto resistenza agli Acts of Union. E che tutt’oggi continuano un’intricata lotta per la propria indipendenza. Ma sempre pronti a sfoderare la loro proverbiale e centenaria accoglienza verso chi fa loro visita. Per soddisfare la sete di conoscenza verso i miti del luogo, niente è meglio che affidarsi all’esperienza dei Rabbie’s Trail BurnersCon i quali incamminarsi alla scoperta dei luoghi che hanno visto nascere le leggende delle Highlands.

I Kelpies, the Helix

Leggende delle Highlands: I Kelpies

Leggende delle Highlands: I Kelpies

Non potrete che rimanere sbalorditi di fronte a quelli che appaiono come due immense pedine di scacchi. Che si stagliano sullo sfondo di un tramonto scozzese. Torreggianti a 30m dal suolo, questa coppia di sculture è stata progettata da Andy Scott nel 2013. E aggiunge un tocco moderno alla zona del Clyde. I colossi, di quasi 300 tonnellate ciascuno, fanno la guardia all’ingresso del Fourth and Clyde Canal. Al di sotto di questo capolavoro si snoda il luogo che ha dato vita ad un mito che ci si deve guardar bene dal voler risvegliare. Nel folklore scozzese i kelpies sono fate cattive: tristemente note per poter prendere la forma di meravigliosi stalloni bianchi. Il loro fascino all’apparenza innocente attrarre le vittime verso i molto specchi d’acqua delle Highland, con esiti infausti. Se dunque incontrate un cavallo bianco ad attendervi sulla riva di un lago, fuggite: i kelpies potrebbero essere in agguato.

Loch Lomond e il Parco Nazionale di Trossachs, Balloch

Leggende delle Highlands: Loch Lomond

Leggende delle Highlands: Loch Lomond

La prima tappa ufficiale di questo tour è segnata da uno dei siti più rinomati del Regno Unito: Loch Lomond. Un vastissimo lago d’acqua dolce che fluisce perpendicolare alla Highland Boundary Fault. Il secondo specchio d’acqua più grande della Scozia racchiude più di 30 isole, naturali e artificiali. E le sue sponde sono tappezzate da boschi di olmi. Il parco è immerso in una calma irreale, con il solo occasionale suono di uccelli o animali. Un luogo perfetto per fermarsi ed immortalare il perfetto equilibrio della natura circostante. Ma siete avvertiti: la quiete che percepite ha una nota soprannaturale.

È infatti proprio Loch Lomond il luogo che ha ispirato la popolare canzone folk “Bonnie Banks ‘o Loch Lomond”. Un evergreen che viene suonato alla fine dei festival per commemorare i propri antenati. Le parole, “O ye’ll take the high road, and I’ll take the low road” (“Tutti voi prenderete la strada in alto, e tutti voi prenderete la strada in basso”), si riferiscono a coloro che, passati a miglior vita, devono attraversare la Scozia per giungere nell’aldilà.

Glencoe e il Clan MacDonald

Leggende delle Highlands: Glencoe

Leggende delle Highlands: Glencoe

Fra i picchi innevati della catena montuosa di Glencoe si snoda la tragica storia del massacro del Clan MacDonald. Dopo l’insurrezione dei giacobiti, Re Guglielmo, principe d’Orange, offrì il perdono ai clan che avevano preso parte alla rivolta. Alla condizione che ognuno giurasse fedeltà a lui e non al re in esilio Giacomo II. Missive furono spedite da tutti i clan delle Highlands, ma una non fu ricevuta in tempo. Alasdair MacIain del clan MacDonald aveva troppo tergiversato.

Dopo che il re aveva assicurato alla sua gente che sarebbero stati comunque al sicuro, il membro dell’Avvocatura dei Lord John Dalrymple decise che tale decisione non era da rispettare. E che si sarebbe dovuto fare dei MacDonald un esempio di espiazione per tutti gli Highlanders. Commissionò al capitano Robert Campbell e a 120 soldati di appostarsi nelle proprietà del clan fingendosi amici. Dopo dieci giorni di festeggiamenti, il 13 Febbraio, più di trenta membri del clan vennero massacrati a sangue freddo. L’attacco fu talmente crudo che molti dei soldati si rifiutarono di prendervi parte, e il governo coprì il massacro. È bene ricordare che in Scozia uno dei crimini più efferati è l’omicidio che tradisce la fiducia. Un’offesa mai perdonabile. Glencoe Waterfall è dunque oggi il luogo dove ancora riecheggiano i lamenti del clan MacDonald.

Fort Augustus e Loch Ness

Leggende delle Highlands: Loch Ness

Leggende delle Highlands: Loch Ness

Loch Ness è il luogo delle Highlands che tutti, nel mondo, conoscono. Impossibile menzionarne il nome senza che nella mente sorga l’immagine nebulosa di una bestia mitologica: il mostro di Loch Ness. Creatura mastodontica delle leggende scozzesi, Nessie ha raggiunto fama interplanetaria, ispirando scienziati, giornalisti e ricercatori a scandagliare il lago in cerca delle sue tracce. Uno dei primi avvistamenti della creatura risale al VII secolo. E da quel punto si sono susseguiti nella storia racconti di ciò che potrebbe essere l’ultimo esemplare di plesiosauro. Ma anche un branco di foche provenienti dal Mare del Nord, oppure banali tronchi galleggianti.

Il lago in sé dischiude una rara bellezza, estendendosi per miglia e miglia, delimitato a nord da Inverness e a sud da Fort William, con una profondità di oltre 230 metri. Passando da qui, mentre ancora cercate di scorgere un’apparizione di Nessie, concedetevi una pausa gustosa con il fish and chips del pub locale, magari assaporato dopo aver attraversato il Caledonian Canal, esservi seduti sul molo, e aver immortalato uno dei paesaggi più belli della Scozia.

Commando Memorial

Leggende delle Highlands: Commando Memorial

Leggende delle Highlands: Commando Memorial

Le Highlands hanno dato i natali a figure dal coraggio incommensurabile. E anche se la lotta per l’indipendenza è segnata da figure iconiche come William Wallace, il ruolo della Scozia nella Seconda Guerra Mondiale le ha garantito di sicuro un posto nella leggenda. Commando Memorial è uno dei siti più commoventi del Regno Unito. La statua colossale spicca con i suoi 5 metri sopra l’orizzonte e raffigura tre soldati in posa neoclassica, equipaggiati per la battaglia e con volti segnati dalla fatica. Il monumento si trova vicino a Glen Spean, vicino allo Spean Bridge, ed è rivolto a sud verso Ben Nevis.

L’opera è stata creata da Scott Sutherland, il quale, nel 1949, era un veterano di guerra e un premiato scultore. La sua statua commemora gli sforzi dei fanti scozzesi durante la battaglia contro i Nazisti in Europa. Dopo la fine della guerra, a Sutherland, fu offerta la perfetta opportunità di condividere con i suoi compatrioti la propria visione dell’orgoglio scozzese: un concorso di scultura locale. Mai avrebbe immaginato che la sua opera avrebbe vinto il primo premio di 200 sterline. O che veterani e turisti da tutto il mondo sarebbero accorsi ad omaggiare i suoi compagni caduti.

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