EL PAÍS VALENCIA – VALENCIA DA VEDERE

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Il sublime eclettismo della Catedral de Valencia

Valencia da vedere - Catedral de Valencia

Valencia da vedere – Catedral de Valencia

Tutt’altra atmosfera attende all’ingresso della Catedral de Valencia, che dista solo a pochi metri dal mercato. 

Eretta nel XIII secolo, essa sorge su un luogo già occupato in precedenza da un tempio romano e poi ancora da una moschea. Non ha uno stile unico: qui si intrecciano il romanico, il gotico e il barocco; questa caratteristica è evidente soprattutto ammirando i tre portali da cui si può accedere, con la Torre del Miguelete che sovrasta l’intero edificio in tutto il suo splendore.

Il campanile, in stile gotico, trae il suo nome dal giorno in cui fu benedetto: quello di San Miguel, il 29 settembre del 1418. Anche al Miguelete sono legate tante tradizioni popolari, ma senz’altro uno degli aneddoti più buffi è quello risalente al 1459, quando un gruppetto di amici salì fino al punto più alto della torre con un asino; furono le guardie poi a dover aiutare il povero animale a scendere. Questo scherzo ed il raglio continuo del povero animale si trasformarono in polemiche e dicerie popolari, che associavano lo sciocco avvenimento a presenze demoniache.

Il portale principale è quello “de los Hierros”, cioè “dei Ferri”, ed è invece in stile barocco. Soffermandosi ad osservare la porta, è possibile notare delle figure femminili a busto scoperto, un fatto davvero inusuale per una cattedrale cristiana. Tutta la facciata è un tripudio di angeli e santi, anche se la vera protagonista è la Vergine Maria, a cui è dedicata l’intera chiesa.

Un oggetto leggendario

L’elemento più importante di tutta la Cattedrale, che attrae fedeli e curiosi da tutto il mondo, è il Santo Graal. Si ritiene, infatti, che quello conservato in questa cappella sia il Santo Calice che Gesù Cristo utilizzò durante l’Ultima Cena. Ovviamente, non si sa se questo sia il vero Graal; sta di fatto che, nel corso dei secoli, papi, re e persone comuni sono sempre giunti a questo luogo con in serbo una preghiera. Ma al di là dell’aspetta religioso, unendo simpaticamente il sacro al profano, chi non vorrebbe sentirsi, almeno per un momento, un piccolo Indiana Jones alla ricerca del suo Sacro Graal?

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