TRANSILVANIA, NON SOLO VAMPIRI E CASTELLI

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Transilvania, le fortezze

L'ingresso alla cittadella di Râșnov. Foto di Filippo Nardozza

L’ingresso alla cittadella di Râșnov. Foto di Filippo Nardozza

Raggiungere la Cetatea Râşnov è (anche qui) di per sé un’esperienza: la più visitata fortezza di Transilvania (e a ragione) è accessibile dall’omonima cittadina posta sulla strada tra Braşov e Bran (ideale quindi unire le due destinazioni in una gita di un giorno), da cui si prosegue per un breve tratto verso i boschi di Poiana, lungo la strada 73A. Lasciata l’auto al grande parcheggio, si salta per 5 Leu (1 euro circa) a bordo del trenino turistico trainato da un trattore che porta direttamente alla fortificazione (a meno che non ci si voglia cimentare in una passeggiata di almeno mezz’ora in salita).

Mentre camminate tra i suoi ruderi, lungo le mura e tra le casupole mezze diroccate di quella che è stata una vera cittadella, lasciate andare la mente indietro nel tempo, a un sanguinario medioevo. La fortezza fu costruita infatti dai Cavalieri Teutonici attorno al 1215 (altro ordine a difesa della cristianità, qui contro i Turchi ottomani) ed è famosa sia per il fatto che venne espugnata una sola volta nella sua storia (attorno al 1600), sia per la presenza al suo interno di un pozzo profondo 143 metri al quale è legata una leggenda.

Si racconta che la mancanza d’acqua durante un lungo assedio fece sì che due prigionieri turchi venissero forzati a scavare un pozzo, con la promessa della libertà a conclusione dell’opera. Nonostante il pozzo venisse completato dopo 32 anni di lavoro, però, la promessa non fu mantenuta ed i prigionieri furono uccisi. Dalla sommità della cittadella, la vista a 360 gradi sulla piana sottostante e sui Carpazi è impagabile!

Per le famiglie con bambini, è consigliata una sosta anche al Dino Park.

Vista sulla pianura e sui Carpazi dalla sommità della fortezza Râșnov. Foto di Filippo Nardozza

Vista sulla pianura e sui Carpazi dalla fortezza Râșnov. Foto di Filippo Nardozza

Rupea

Domina l’orizzonte di un tratto della strada dei “Villaggi con chiese fortificate” di cui abbiamo già parlato, costruita su una roccia basaltica sopra l’omonimo paese (ancora nel distretto di Brașov). La fortezza Rupea, assaltata diverse volte ma mai espugnata, è stata l’ultimo rifugio dei sassoni di Transilvania insorti contro il re Carlo I d’Angiò d’Ungheria, ma è stata anche dimora di rappresentanza reale. Nel corso della storia, però, il suo ruolo principe fu quello di ospitare la gente dei villaggi contadini circostanti durante i ripetuti attacchi di Tatari e Turchi. L’intero complesso architettonico, di cui restano alcune costruzioni e il profondo pozzo che garantiva la sopravvivenza dei rifugiati, è diviso in tre parti: la Fortezza Superiore, risalente al XIV secolo; la Fortezza di Mezzo, costruita nel XV secolo; e la Fortezza di Sotto (XVIII secolo).

Fortezza Poenari

Siamo ancora una volta di poco al di fuori dei confini della Transilvania, sempre sui Carpazi, in Muntenia. Non si può però non visitare questo posto: è la vera fortezza di Vlad Țepeș, sui pendii dei Monti Făgăraș. Situata neella stretta valle del fiume Arges, si trova nei pressi della strada nazionale Drumul Transfăgărășan. Questo è anche uno dei percorsi montani più interessanti dal punto di vista paesaggistico di tutto il Paese e forse d’Europa.

La fortezza, ora in rovina, è visitabile solo su prenotazione salendo una scalinata di 1.480 gradini. Prestate però attenzione ai veri abitanti della zona: gli orsiFu eretta nel XIII secolo durante il regno di Valacchia, alternando periodi di gloria e di abbandono. Nel XV secolo venne recuperata e rafforzata da Vlad III di Valacchia, l’ispiratore del mito di Dracula, che pare utilizzò prigionieri turchi per ricostruirla.

Nel 1462 il fratello di Vlad, Radu, al comando di un’armata turca (da cui era appoggiato nella lotta al trono di Valacchia), assediò il castello. La leggenda vuole che, di fronte alla prospettiva di un assalto turco vittorioso, la moglie di Vlad si gettò nel sottostante fiume (un affluente dell’Argeş, da allora chiamato Râul Doamnei, cioè “fiume della signora” o “della principessa”), mentre Vlad fuggì sulle montagne con l’aiuto degli abitanti della vicina Arefu (cui successivamente donò delle terre per dimostrare la propria gratitudine, cosa storicamente riconosciuta).

A seguito della morte dell’Impalatore, nel 1476, il castello fu nuovamente abbandonato. Nei pressi si trova la città di Curtea de Argeș: è una delle più antiche della Romania, vecchia capitale della regione storica della Valacchia, secondo la tradizione.

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