TRANSILVANIA, NON SOLO VAMPIRI E CASTELLI

995
0
Condividi:

Transilvania, i castelli

Il castello di Bran sorge minacciosamente su una rupe che lo isola da tre lati. Foto di Filippo Nardozza

Il castello di Bran sorge minacciosamente su una rupe che lo isola da tre lati. Foto di Filippo Nardozza

Eccoli, i manieri di Transilvania, raccontando dei quali non si può che partire da lui: il severo Castelul Bran, proprio nel distretto di Braşov (da cui dista meno di 30 chilometri di strada a tratti accidentata, ma ampiamente ripagata dalla vista delle vette più alte dei Carpazi, oltre i 2.000 metri, che si stagliano sulla pianura).

È noto che non si tratti del vero castello di Vlad Țepeș Dracul – l’impalatore di Valacchia – ma piuttosto della sinistra fortezza che ha ispirato in Bram Stocker la dimora del Dracula letterario e cinematografico (il conte vampiro dell’omonimo romanzo). Meno noto è che Vlad non è mai vissuto in questa fortezza, sebbene sia passato più volte attraverso la gola di Bran (dove un tempo sorgeva il confine tra Valacchia e Transilvania) nei suoi spostamenti da una regione all’altra alla ricerca di appoggi politici per il mantenimento del trono. Per quanto possibile (fatto salvo il sacrosanto fascino letterario e vampiresco), nel visitare il castello l’invito è quello di andare al di là del mito di Dracula.

Dentro al Castello di Bran

Veduta del castello dal paese di Bran. Foto di Filippo Nardozza

Veduta del castello dal paese di Bran. Foto di Filippo Nardozza

L’aspetto è quello di una fortezza, come dimostra l’alta e ripida rupe su cui sorge e che praticamente lo isola da tre lati ergendolo sulla vallata (proprio come nella visione che Stoker attribuisce al protagonista del suo romanzo, il procuratore legale Jonathan Harker), addolcito da graziose torrette e dalle facciate interne a graticcio. In passato, in effetti, più che da reali e da nobili è stato abitato da castellani e vice castellani, che esercitavano funzioni amministrative, fiscali e di controllo sul territorio circostante.

Vista sul cortile interno del castello Bran, con le sue torri e i camminamenti. Foto di Filippo Nardozza

Vista sul cortile interno del castello Bran, con le sue torri e i camminamenti. Foto di Filippo Nardozza

Gli arredi attuali (alcuni piuttosto spartani, ad eccezione della sala della musica e della biblioteca, e molti dei quali andati persi nel periodo comunista) sono datati per lo più tra il 1600 e il ‘900, con “sistemazioni” create nel periodo tra le due guerre, quando il castello di Bran divenne dimora reale estiva. Dopo l’annessione della Transilvania alla Grande Romania, infatti, il castello fu donato alla famiglia reale e fu dimora prediletta della regina Maria (molto amata dai rumeni) e da sua figlia, la principessa Ileana.

Una delle sale del castello. Foto di proprietà di Bran Castle

Una delle sale del castello. Foto di proprietà di Bran Castle

Bran Village Museum

Nel complesso, si tratta di un castello suggestivo allo sguardo e godibile nella visita (libera, e ciò può essere un limite e un vantaggio), in cui divertirsi tra cunicoli, scale a chiocciola, torri, stretti passaggi da un’ala all’altra, con vista sul cortile e sulla splendida vallata. Il tutto accompagnato dalla costante presenza dei grandi baffi di Vlad Țepeș.

Una volta terminata la visita (ingresso 40 Leu, circa 9 euro), prendetevi del tempo ai piedi del castello per soffermarvi, oltrepassando le tante bancarelle di souvenir, sul Bran Village Museum, con le caratteristiche casette rurali trasferite a Bran da villaggi tradizionali. Per un attimo sarà come tornare alla vita contadina di secoli fa.

Tipiche abitazioni rurali ai piedi del Castello di Bran, nel Bran Village Museum. Foto di Filippo Nardozza

Tipiche abitazioni rurali ai piedi del Castello di Bran, nel Bran Village Museum. Foto di Filippo Nardozza

Il Castello Peles

Di registro diverso (lo capirete una volta entrati) è la visita al Castello Peleș, dal nome del ruscello che vi scorre a lato. Siamo a Sinaia, località di montagna a 50 chilometri a sud di Braşov, per la precisione nella regione della Muntenia, ma praticamente ai confini con la Transilvania e già nella sua piena atmosfera.

Veduta esterna del castello Peleș, immerso nei Carpazi meridionali. Foto di Nikolai Karpatov

Veduta esterna del castello Peleș, immerso nei Carpazi meridionali. Foto di Nikolai Karpatov

Giunti alla sommità del paese, il castello appare, fiabescamente, dopo aver percorso dal parcheggio un sentiero tra gli alberi. È imponente, con le sue torri e la facciata rusticamente elegante in stile bavarese a graticcio. La prima sorpresa è la sua modernità, in tutti i sensi. Costruito tra il 1873 e il 1914 come residenza estiva del primo re della Romania unita (il tedesco Carlo I), alla sua inaugurazione (1883) era tra i castelli più all’avanguardia d’Europa e il primo edificio in Romania ad essere dotato di un sistema di riscaldamento centralizzato ad aria, di un impianto elettrico, di ascensori e di sistema di aspirazione centralizzato.

Una delle sale di rappresentanza del castello Peleș. Foto di Nikolai Karpatov

Una delle sale di rappresentanza del Castello Peleș. Foto di Nikolai Karpatov

Entrandovi scoprirete un’opera d’arte diffusa. È incredibile la ricchezza di decori e arredi (questi ultimi molto più antichi rispetto al loro contenitore e di provenienza anche italiana, come l’enorme tavolo fiorentino rinascimentale che accoglie l’ospite nella hall, i lampadari di vetro di Murano, i mobili in madreperla). Un museo che – nei pezzi unici che raccoglie – sintetizza diversi stili architettonici e di arredo europei, dal neo-rinascimentale italiano e tedesco al neo-barocco, con elementi Rococò, stile Impero e novecentesco.

Le stanze del Castello Peles

Interno del Castello Peleș, con il Salone Moresco. Foto di Nikolai Karpatov

Interno del Castello Peleș, con il Salone Moresco. Foto di Nikolai Karpatov

Una stanza in particolare, nella sua spettacolarità, sembra non essere in sintonia con il resto: il Salone Moresco, usato per le feste e ispirato all’Alhambra di Granada, a cui fa da compagno il piccolo salotto turco. La residenza reale vanta addirittura un teatro (con dipinti, a decorare le pareti, realizzati nientemeno che da Klimt) e una sala da concerti, ai quali si può assistere gratuitamente su prenotazione. Le librerie e soprattutto gli armadi dei legni più pregiati nascondono, come da tradizione castellana, diversi passaggi segreti. Notevolissimo, tra gli arredi dell’ala aggiunta nel Novecento, il tavolo completamente in legno di Teck indiano: ci sono voluti circa 100 anni per intarsialo!

Una sala dell'ala novecentesca del Castello Peleș. Foto di Nikolai Karpatov

Una sala dell’ala novecentesca del Castello Peleș. Foto di Nikolai Karpatov

Il Castello Pelisor

In realtà quello di Peles non è un singolo castello, ma un grande complesso residenziale, dotato naturalmente anche di piccole dimore per la corte e la servitù: poco lontano dall’edificio principale sorge il più piccolo Castello Pelișor, in pieno stile art nouveau, fatto costruire sempre da Carlo I per gli eredi al trono, Ferdinando e Maria, e che rispecchia il gusto di quest’ultima. Tra le 99 stanze che lo compongono spicca la Camera d’Oro, le cui pareti sono interamente ricoperte da foglie di cardo in oro, simbolo della Scozia (patria della futura regina Maria).

Collezione di armi e armature al Castello Peleș. Foto di Nikolai Karpatov.

Collezione di armi e armature al Castello Peleș. Foto di Nikolai Karpatov.

Il Monastero di Sinaia

Salendo dal centro di Sinaia verso il castello noterete poi una grande, tipica costruzione ortodossa, che somiglia ad una fortezza: è lei in effetti a dare (ancora prima del residenza reale) celebrità e nome al luogo. È il Monastero di Sinaia (dal biblico Monte Sinai, in Egitto), costruito a fine ‘600 come mantenimento di una promessa, quella del principe Mihail Cantacuzino: fuggendo da Bucharest e dalle persecuzioni degli Ottomani, arrivò su questi monti sano e salvo, e qui fu protetto da una comunità di monaci eremiti. Così fece costruire qui  la prima chiesa del futuro complesso monastico, ampliato poi dall’attuale seconda (e oggi principale) chiesa.

Pages: 1 | 2 | 3 | 4 |... 5 |... 6 |... 7 |... 8 ... | Single Page

Condividi: