TRANSILVANIA, NON SOLO VAMPIRI E CASTELLI

200
0
Condividi:

Il “gioiello” di Transilvania e i villaggi

Sighișoara non si può proprio perderla. Nel cuore del Paese (da Brașov si procede per 118 km in direzione Nord, verso Târgu Mureș, ancora tra pianure, colline e boschi) eppure decentrata rispetto agli itinerari più battuti, è la città natale del vero Vlad Țepeș Dracul, sanguinario voivoda di Valacchia (vi nacque nel 1431 e vi passò alcuni anni dell’infanzia), ma è soprattutto considerata un vero gioiello della Regione.

Skyline del centro storico di Sighișoara. Foto di Alisa Anton, Unsplash

Skyline del centro storico di Sighișoara. Foto di Alisa Anton, Unsplash

Di origine tardo medievale (anche qui, per mano dei Sassoni, nel XIII secolo) mantiene perfettamente la struttura urbanistica di una cittadella fortificata, una delle poche di questo genere nell’est Europa ad essere ancora abitate. Il centro è Patrimonio UNESCO, con la cetate (la cittadella appunto) racchiusa da una struttura di mura di cui restano numerose torri e alcuni varchi di accesso. Il consiglio è semplicemente quello di perdersi al suo interno, camminando tra i vicoli e soffermandosi sulla bellezza dei colorati edifici. A colpire lo sguardo sono i tipici palazzi di stile mitteleuropeo che ospitano numerosissime pensiuni e negozi di souvenir. Tra questi permangono piccole botteghe artigiane e d’arte che conservano i laboratori e gli attrezzi da lavoro di un tempo. Entratevi liberamente, per un assaggio dell’antica, placida quotidianità.

Le torri di Sighișoara e la casa di Vlad Tepes

La Torre dell'Orologio, nel cuore della cittadella antica di Sighișoara. Foto di Filippo Nardozza

La Torre dell’Orologio, nel cuore della cittadella antica di Sighișoara. Foto di Filippo Nardozza

Di turnul (torri) in città se ne contano nove, ma a spiccare è la torre dell’Orologio, di metà ‘500 ma rifatta a fine ‘800, simbolo di Sighișoara: vanta un pregevole carillon con sette personaggi in legno che, uno alla volta, escono dal campanile allo scoccare della mezzanotte. Oggi la torre ospita il museo di storia della città e l’info-point turistico.

Proprio nei paraggi, poi, sorge la casa dell’Impalatore. L’interno è deludente: dell’abitazione quattrocentesca resta ben poco, ossia la camera natale di Vlad allestita in modo a dir poco kitsch. Ad accogliere i pochi visitatori in una atmosfera fintamente tetra sono nientemeno che una bara, musica d’organo ad altissimo volume e qualche pipistrello di gomma che sfiora i capelli mentre si salgono i gradini di accesso. La salita alla Chiesa sulla Collina,invece, vale un minimo di fatica, anche per percorrere la scalinata interamente coperta dal tetto di legno che permette di accedervi.

La strada per Sighișoara

La torre della chiesa fortificata del villaggio di Viscri, sulla strada per Sighișoara. Foto di Stefan Cosma, Unsplash.

La torre della chiesa fortificata del villaggio di Viscri, sulla strada per Sighișoara. Foto di Stefan Cosma, Unsplash.

Oltre alla città, il percorso stesso per arrivare a Sighișoara è un’attrazione in sé. Vi si giunge infatti da Braşov attraverso la statale 13 dei villaggi con chiese fortificate in Transilvania”, un nome che parla da solo. Per far fronte alle invasioni ottomane e tatare, infatti, non solo le più importanti città, ma anche le piccole comunità rurali presero a fortificare il centro dei propri paeselli attorno alla chiesa, aggiungendo poi torri difensive e magazzini per beni alimentari. I centri abitati si svilupparono così nei secoli successivi attorno a queste fortificazioni.

Percorrendo la Statale, quindi, si attraversano villaggi che sembrano davvero sospesi nel tempo e quasi disabitati: schiere di basse casette colorate che si susseguono per centinaia di metri lungo la strada, con le mura costruite attorno alla biserica (chiesa) di turno a dominare lo sguardo. Da notare ancora che queste chiese fortificate sono per lo più evangeliche, confessione che qui attecchì con grande facilità grazie al substrato sassone presente sin dai tempi del primo sviluppo urbano. A stupirvi (e a disorientarvi un attimo) percorrendo la statale, saranno poi gli indisturbati contadini su piccoli carretti carichi di legna e altre masserizie, ancora trainati da cavalli o asini.

Sette di questi villaggi in tutta la Transilvania sono stati dichiarati patrimonio UNESCO. Nei dintorni di Braşov va segnalato, proprio sulla statale 13, Bunesti (comune nato dall’unione di 5 piccoli villaggi, tra cui in particolare Viscri, che ospita appunto la chiesa fortificata) e poi Prejmer.

Pages: 1 | 2 | 3 | 4 |... 5 |... 6 |... 7 |... 8 ... | Single Page

Condividi: