TRANSILVANIA, NON SOLO VAMPIRI E CASTELLI

192
0
Condividi:

Transilvania, le città 

Girare la Transilvania urbana significa scoprire e immergersi nel fascino di centri d’epoca tardo medievale, di stampo e stile “coloritamente” germanici e di impianto fortificato. Partendo da Braşov – base del nostro itinerario – lo sviluppo “sassone” appare in tutta la sua evidenza. A partire dalle schiere di colorate case basse che contornano le vie del centro storico, raggiungendo il loro culmine nella piazza centrale (Piața Sfatului). Non è un caso, dunque, che l’enorme chiesa dalle scure mura che qui si incontra – la Biserica Neagră, la “chiesa nera”, a causa dell’incendio che la distrusse parzialmente nel 1689, considerata la più grande costruzione gotica fra Vienna e Istanbul – sia una chiesa protestante (in un paese a decisa maggioranza cristiano-ortodossa) e che la principale chiesa ortodossa della città sia invece confinata al di fuori delle antiche mura medievali. 

La centralissima Piaţa Sfatului, a Brașov, con i colorati edifici barocchi e la Biserica Neagră sullo sfondo. Foto di Filippo Nardozza

La centralissima Piaţa Sfatului, a Brașov, con i colorati edifici barocchi e la Biserica Neagră sullo sfondo. Foto di Filippo Nardozza

Oltre le mura di Brasov

La spiegazione è chiara: la presenza dei sassoni di Transilvania e il dominio ungherese (furono proprio i sovrani d’Ungheria, nel cui Regno la Transilvania rientrava, a chiamare qui i tedeschi come coloni e difensori dei propri confini orientali dagli invasori) privarono infatti per molto tempo i cittadini romeni di molti diritti politici e civili, costringendoli a vivere fuori dalle mura e a dedicarsi ad attività agricole.

D’obbligo quindi una puntatina anche al di fuori della cinta muraria (dove tutt’ora sorge il vero quartiere rumeno) per ammirare la chiesa di San Nicola, simile con le sue torri a un piccolo castello. Il suo complesso religioso comprende anche il primo istituto di istruzione superiore rumeno, le Școlile Centrale Greco-Ortodoxe, nato nel 1838. Oltre a questo, Brașov vanta altri primati culturali: vi fu fondata la prima tipografia della Transilvania (1558) e qui nacque il primo giornale in lingua rumena, la Gazeta Transilvaniei (1838). 

L'ingresso del complesso della chiesa ortodossa di San Nicola, fuori le mura del centro di Brașov. Foto di Filippo Nardozza

L’ingresso del complesso della chiesa ortodossa di San Nicola, fuori le mura del centro di Brașov. Foto di Filippo Nardozza

Da non perdere anche una passeggiata lungo i resti delle fortificazioni che ancora persistono in città e che nei secoli sono servite da difesa contro i Turchi, ma anche contro le incursioni punitive del famigerato Vlad Țepeș, avverso ai nobili che non si piegavano al suo volere. Nell’impianto fortificato rimangono attualmente ancora due accessi alla città, Porta Ecaterinei e Porta Șchei.

La Porta Ecaterinei, uno dei pochi accessi alla città di Brașov ancora persistenti nell'antica cinta muraria. Foto di Filippo Nardozza

La Porta Ecaterinei. Foto di Filippo Nardozza

Non lontano da qui, Brasov offre un’altro dei suoi primati, un’attrazione turistica che, invero, può deludere un po’: la strada Sforii, uno dei vicoli più stretti d’Europa (da 111 a 135 centimetri), inizialmente costruita come corridoio per i vigili del fuoco e la cui esistenza fu documentata in forma scritta per la prima volta nel 17esimo secolo.

A passeggio tra i boschi

Fortezza nell'impianto di mura che persiste a Brasov. Foto di Filippo Nardozza

Fortezza nell’impianto di mura che persiste a Brasov. Foto di Filippo Nardozza

Ma Brasov è anche eloquentemente una città montana: non sono pochi gli sciatori in cui ci si può imbattere già in centro nel periodo invernale, diretti, con comodi autobus urbani, nella località turistica di Poiana Brașov, a poco più di 1.000 metri di quota e a meno di mezz’ora dalla città. Da qui partono diverse cabinovie e seggiovie dirette più in quota. Una passeggiata è consigliata anche se non si scia, anche solo per la vista meravigliosa dei fittissimi boschi di conifere, morbidamente innevati. La vista sulla città è superba poi da Tampa, monte che domina Brașov e su cui salire a piedi con una medio-lunga passeggiata in pendenza tra i boschi o in funivia in un paio di minuti.

Tra i boschi della località turistica di Poiana Brașov, a oltre 1.000 metri, sui Carpazi meridionali.

Tra i boschi della località turistica di Poiana Brașov, a oltre 1.000 metri, sui Carpazi meridionali.

Altri spunti “urbani”. Oltre a Brașov, si possono includere nel proprio itinerario in Transilvania anche le medio-grandi città di Sibiu, Târgu Mureș Cluj-Napoca (terza città di Romania), tutte legate ai sassoni nel loro sviluppo e con le ultime due a vantare ancora oggi un bi-culturalismo rumeno e ungherese. Ma, prima di queste, è un’altra la città irrinunciabile.

Pages: 1 | 2 | 3 | 4 |... 5 |... 6 |... 7 |... 8 ... | Single Page

Condividi: