TRANSILVANIA, NON SOLO VAMPIRI E CASTELLI

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Viaggio in una regione avvolta da misteri e leggende; un velo seducente, che non deve però offuscare i suoi aspetti più veri. La Transilvania dello storico Vlad Țepeș e del Dracula di Stoker è sì una regione di severi castelli e fortezze tra rupi scoscese, in cui non si fatica a immaginare creature sovrannaturali. Ma è anche, e soprattutto, terra di colorate città e borghi sassoni sospesi nel tempo, di monasteri e singolari chiese fortificate, di boschi fittissimi, sentieri di montagna e piste da sci. Un ampio “angolo” ai margini della Mitteleuropa eppure al suo interno, in cui convergono cultura germanica, valacca (rumena) e ungherese.

In Transilvania si gela”. “In Transilvania è meglio andarci d’estate”. Comuni affermazioni sulla regione più celebre e visitata della Romania. Se la prima è sacrosantamente vera, qualche obiezione si può addurre invece alla seconda. Un viaggio in Transilvania nella bella stagione – vivamente consigliato – permetterà di non battere (letteralmente) i denti mentre si visitano cittadine, castelli, fortezze e monasteri; di godere della vista riposante del verde dei Carpazi e di partire con equipaggiamento leggero.

Ma non sottovalutate l’appeal di visitare in pieno inverno una terra di miti e misteri, diluiti in stupefacenti panorami, con una dose addizionale di suggestione: la neve, l’aria gelida, frizzante e secca a tagliare il viso, a rendere tutto più nitido e come fermo, “congelato” nel suo fascino senza tempo.

Transilvania: il paesaggio prettamente montano circonda la celebre Fortezza Râșnov. Foto di Filippo Nardozza

Transilvania: il paesaggio prettamente montano circonda la celebre Fortezza Râșnov. Foto di Filippo Nardozza

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