GUIDA ALLE SPECIALITÀ DELLA CUCINA NAPOLETANA

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Cosa, come e dove. Le specialità della cucina napoletana

Chi crede che Napoli voglia dire solo pizza allora Napoli la conosce poco. Dal salato dei taralli al dolce della sfogliatella: le tentazioni della cucina napoletana sono mille e soddisfano tutti i palati. The Italian Eye Magazine vi racconta questa variegata offerta gastronomica: una sorta di vademecum per chi volesse scoprire, o riscoprire, Napoli con gli occhi, e la bocca, di un abitante locale.

CUCINA NAPOLETANA: LA FRITTURA

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Guida alle specialità della cucina napoletana: il cuoppo di frittura

Passeggiare tra i vicoli di Napoli ha tutto un altro sapore con un cuoppo tra le mani. Il cuoppo è un tripudio di frittura avvolto nel tipico cono di carta paglia che ne dà appunto il nome. Dentro si trova di tutto: dalla pasta fritta al fiore di zucca in pastella; dalle crocchette di patate alla mozzarella in carrozza. Da mangiare però rigorosamente ustionante. Si avrà solo l’imbarazzo della scelta tra le mille friggitorie di Spaccanapoli: la strada così chiamata perché divide in due la città. Ma è al numero 94 di via dei Tribunali che si nasconde un vero tesoro. Qui, dietro la lunga fila di persone in attesa, si cela il banco da asporto dell’Antica Pizzeria e Friggitoria Di Matteo. Tra le tante prelibatezze in vetrina, la tanto rinomata frittatina di pasta. E non si può lasciare Napoli senza averla provata.

CUCINA NAPOLETANA: LA ZEPPOLA

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Guida alle specialità della cucina napoletana: la Zeppola di San Giuseppe

Sebbene tipica del 19 marzo, la zeppola di San Giuseppe è ormai parte della tradizione dolciaria napoletana. E viene di conseguenza consumata tutto l’anno. Derivata da una frittella di frumento servita già in epoca romana, questa delizia di pasta bignè arricchita di crema pasticcera e amarene è una tentazione a cui non si può resistere. Che la si preferisca al forno o fritta, una delle migliori zeppole di Napoli si mangia al Vomero. Precisamente al Bar Corvino, della famiglia Citarella  (via Pigna 167/E). Per chi non ne avesse mai abbastanza, esiste poi la versione extralarge di Leopoldo: il famoso zeppolone. Disponibile in tutti i punti vendita della città tra cui ricordiamo quello storico di via Foria 262.

CUCINA NAPOLETANA: LA MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA

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Guida alle specialità della cucina napoletana: la Mozzarella di Bufala Campana

Sembrerà strano inserire qualcosa di così comune come la mozzarella in una lista di specialità locali. Ma per capirne il perché bisogna provare la vera mozzarella di bufala campana. L’ideale, secondo i puristi, sarebbe consumarla entro 24 ore dalla produzione; cosa abbastanza difficile fuori dalla Campania. A Napoli sono due gli indirizzi più visitati: il Minicaseificio Costanzo di via Lepanto 118. E l’Antica Latteria dei Fratelli Papaccioli di via San Pasquale a Chiaia 20. Vale però la pena muoversi nel salernitano o nel casertano per una visita ai caseifici locali: uno tra tutti la Tenuta Vannulo di Capaccio (SA). Qui lo staff vi accompagnerà in un percorso che ripercorre tutte le fasi di produzione della mozzarella. Dalla mungitura alla filatura. Per finire con una degustazione di tutti i loro prodotti.

CUCINA NAPOLETANA: LA SFOGLIATELLA

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Guida alle specialità della cucina napoletana: la Sfogliatella

Davanti alle vetrine delle pasticcerie napoletane, ogni giorno si consuma il dramma della scelta tra sfogliatella riccia e frolla. Uguali nel ripieno, le due differiscono sostanzialmente nell’impasto esterno: croccante pasta sfoglia la prima, friabile pasta frolla la seconda. Nata per caso in un convento di clausura della costiera amalfitana, è a Napoli che la sfogliatella conquista la sua fama. Grazie a Pasquale Pintauro che, modificandone leggermente la ricetta, creò il nuovo dolce venduto ancora oggi nella stessa bottega di via Toledo 275. Da allora, molti altri hanno perfezionato la ricetta di Pintauro. E oggi si possono gustare i risultati di tanta ricerca in molte pasticcerie del centro. Meritano una menzione particolare due vere e proprie istituzioni della sfogliatella: Attanasio in via della Ferrovia 1-4 e Carraturo in via Casanova 97.

CUCINA NAPOLETANA: LA PASTA

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Guida alle specialità della cucina napoletana: la Pasta con patate e provola

Passeggiando per i vicoli del centro storico la domenica si continuamente rapiti da deliziosi profumini: ragù, soffritti e sighi alla genovese provenienti dalle finestre aperte di questo o quel palazzo. Se non si avesse la fortuna di ricevere un invito per una di queste tavole, si può andare da Nennella ai Quartieri Spagnoli. Al 103 di Vico Lungo Teatro Nuovo, nel cuore pulsante di Napoli, l’atmosfera è spartana ma l’accoglienza è quantomeno calorosa. Un pranzo in questa trattoria, frequentata più dai locali che dai turisti, vale come esperienza tanto gastronomica quanto umana. Di solito per sedersi bisogna aspettare. Ma la pasta e patate con provola di Nennella vale tutta l’attesa.

CUCINA NAPOLETANA: IL BABÀ

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Guida alle specialità della cucina napoletana: il babà

Sebbene legato indissolubilmente alla città di Napoli, storicamente il babà nasce in Polonia. Da un’idea del re Stanislao Leszczynski e dal savoir faire del cuoco francese Nicolas Stohrer. Arriverà a Napoli solo grazie ai cuochi francesi che nell’Ottocento prestavano servizio presso i nobili partenopei. Da allora, questo dolce spugnoso imbevuto di rhum al punto giusto non si è più mosso da Napoli. E oggi è possibile gustarlo semplice o guarnito di frutta, panna o crema pasticcera. Praticamente si trova in tutti i bar e le pasticcerie della città. Se ne trova una ricca selezione da Mary, all’entrata della Galleria Umberto I che affaccia su via Toledo, o da Leone in via Riviera di Chiaia 61.

CUCINA NAPOLETANA: I TARALLI

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Guida alle specialità della cucina napoletana: i taralli

Come spesso succede in cucina, l’origine del tarallo napoletano si perde nella leggenda. Si dice che nasca come prodotto di recupero dai resti dell’impasto del pane che, arricchito di sugna, pepe e mandorle, darebbe origine a quelli che oggi conosciamo come taralli napoletani. Neanche a dirlo, sono ottimi come aperitivo. Meglio ancora se preso a uno degli chalet del lungomare di Mergellina che si affacciano sul golfo. In alternativa c’è lo storico Tarallificio da Poppella in via Arena della Sanità 148. Oppure lo storico Panificio Rescigno in via di Niso 29.

CUCINA NAPOLETANA: LA PIZZA

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Guida alle specialità della cucina napoletana: la pizza

Tanto semplice quanto gustosa, la pizza è la vera star della cucina napoletana. Per dire di aver vissuto come un locale, bisogna che la si mangi in piedi piegata in quattro. O, come si dice a Napoli, “a libretto”. Ma per chi preferisse la comodità di una cena a tavola c’è sempre la storica pizzeria Da Michele in via Cesare Sersale 1. O il forse più celebre Gino Sorbillo in via dei Tribunali 32. Non bisogna però dimenticare la pizza fritta: lo street food partenopeo impresso nell’immaginario comune grazie a Sophia Loren nel film L’oro di Napoli. Gli indirizzi imprescindibili in questo caso sono Zia Esterina Sorbillo in piazza Trieste Trento 53. E l’Antica Friggitoria Masardona in via G. Cesare Capaccio 27.

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Guida alle specialità della cucina napoletana: la pizza fritta

CUCINA NAPOLETANA: IL CIOCCOLATO

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Guida alle specialità della cucina napoletana: il Ministeriale di Scaturchio

A Napoli ce n’è veramente per tutti i gusti. E anche gli amanti del cioccolato, per quanto non sia un prodotto tipico della regione, troveranno di che compiacersi. Consigliatissimo il Ministeriale di Scaturchio (piazza San Domenico Maggiore 19): un medaglione di cioccolato ripieno di una sofficissima crema al liquore a base di ricotta. Il cioccolatino, la cui ricetta resta segreta dal 1905, deve il suo nome alla lunga trafila burocratica presso diversi ministeri che la pasticceria affrontò per chiedere il titolo di fornitore della casa reale. Per ogni altra voglia di cioccolato, rotta verso la sede storica del laboratorio di Gay-Odin in via Vetriera 12: vero tempio del cioccolato artigianale dal 1894.

CUCINA NAPOLETANA: IL CAFFÈ

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Guida alle specialità della cucina napoletana: il caffé

Il viaggio tra le specialità della cucina napoletana non poteva che terminare con una buona tazza di caffè. A seconda dei gusti ci si dirigerà verso l’uno o l’altro dei migliaia di bar della città, tra cui spicca il frequentatissimo Caffè del Professore in Piazza Trieste e Trento 46. Ma a Napoli non è solo questione di tostatura e miscele, c’è qualcosa in più: offrire un caffè è la buona scusa per prendersi una pausa da studio o lavoro, un momento di aggregazione che diventa rito, una vera e propria filosofia di vita. Da qui nasce il caffè sospeso, forse la più bella delle usanze partenopee: basta entrare in un bar e pagare due caffè, uno per sé e l’altro per qualcuno che verrà dopo. Si tratta, per usare le parole di Luciano De Crescenzo, di «un caffè offerto all’umanità», un gesto d’amore verso la bellissima città di Napoli.

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