RAWLA NARLAI , L’INDIA COM’ERA

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Il villaggio di Narlai, col suo hotel Rawla Narlai, conduce in un viaggio nel tempo, fino all’India di Forster e degli ultimi Maharaja

Quando chi è stato a Narlai ripensa al tempo trascorso qua non può che farlo con un sorriso di spensierata felicità e tanta nostalgia. Quelli trascorsi a Narlai sono giorni che sembrano sospesi in un sogno. In questo minuscolo villaggio, tra Jaipur ed Udaipur, al cui centro sta il bellissimo Hotel Rawla Narlai, ex palazzo per la caccia dei Maharaja di Jodhpur, il tempo pare scorrere ad un ritmo diverso rispetto al resto del mondo. Macchine quasi non se ne vedono, illuminazione pubblica nemmeno e anche l’hotel è, per scelta, completamente illuminato dalla luce di centinaia di candele.

Le camere sono poche e tutte dotate di grandi terrazze collegate da scale. Con sculture, letti e comodi cuscini di lino bianco sui quali ammirare il tramonto sulle colline calcaree tutt’attorno. Anche i camerieri, tutti vestiti di bianco, con monili dorati e grossi turbanti rosso vermiglio, hanno sempre il sorriso stampato sulle labbra. La sera si cena al ristorante dell’hotel oppure sulla terrazza della propria camera circondati da enormi acacie in fiore. Tutt’attorno al piccolo paese c’è lo spettacolo lunare dei monti Aravalli, con le loro rocce levigate dal vento. Piccoli sentieri si snodano dal villaggio e permettono di fare lunghe passeggiate (faticose o meno) tra templi sperduti, caverne dove vivono santoni dalle antiche tradizioni, resti di piccoli forti e villaggi arroccati sulle cima delle montagne.

Poi la mattina, rigorosamente prima dell’alba, si parte scortati da una guida messa a disposizione dall’hotel e ci s’inerpica sulla grande montagna di fronte al paese. La salita è dura, piena di scale scolpite nella roccia; ma quando si arriva sulla cima, davanti alla grande scultura dell’elefante bianco, simbolo di questa terra, l’alba che sorge dalla foschia cancella tutte le fatiche dell’ascesa. Un posto dove si lascia il cuore.

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