POST ZANG TUMB TUUUM. L’ARTE DEL VENTENNIO ALLA FONDAZIONE PRADA

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Fino al 25 giugno, a Fondazione Prada, la mostra Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918–1943 esplora il sistema dell’arte e della cultura in Italia nel ventennio a cavallo delle due guerre mondiali. Non si tratta di una mostra futurista, ma di un’analisi sul contesto storico, politico e sociale in cui sorsero i principali movimenti e gruppi artistici dell’epoca, dal Futurismo alla Metafisica, da Valori Plastici a Corrente fino al Novecento italiano. 

Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918–1943. Photo courtesy of Fondazione Prada

Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918–1943. Photo courtesy of Fondazione Prada

Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918–1943 racconta il rapporto tra artisti, architetti ed intellettuali e il regime fascista.

Il punto di partenza è stato lo studio di documenti e fotografie storiche che rivelano il contesto sociale e politico in cui le opere furono create, messe in scena, vissute e interpretate dal pubblico dell’epoca. Grazie alle riproduzioni fotografiche presenti negli spazi espositivi, è pertanto possibile accedere virtualmente agli atelier d’artista, agli ambienti delle collezioni private, ai contesti delle grandi esposizioni nazionali e internazionali, su cui spiccano le Quadriennali di Roma e le Biennali di Venezia.

La mostra, inoltre, dedica un focus particolare alle figure di politici, intellettuali, pensatori e scrittori che contribuirono a rendere il clima di forte radicalizzazione ideologica di quel periodo contestualizzando il loro lavoro intellettuale anche in base alla loro influenza artistica. 

L’esposizione amplia i suoi orizzonti raccontando anche le strade intraprese in quegli anni dal design, protagonista della prima produzione in serie di arredi e dell’architettura, che con i propri edifici e piani urbanistici riflette le trasformazioni delle città italiane negli anni del governo fascista.

Un viaggio immersivo

Felice Casorati, Ritratto di Renato Gualino, 1923 - 1924, olio su compensato. Courtesy Istituto Matteucci, Viareggio

Felice Casorati, Ritratto di Renato Gualino, 1923 – 1924, olio su compensato. Courtesy Istituto Matteucci, Viareggio

Si tratta di oltre 600 lavori tra dipinti, sculture, disegni e fotografie, ma anche manifesti e progetti architettonici realizzati da più di 100 artisti. In Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943 gli oggetti sono introdotti da immagini storiche, pubblicazioni originali, lettere, riviste, rassegne stampa e foto personali che creano un vero e prorpio viaggio immersivo nel ventennio fascista.

Un viaggio tra 24 ricostruzioni di spazi pubblici e privati, ambienti ricostruiti grazie allo studio di immagini storiche, nei quali sono state ricollocate le opere originali di artisti come Giacomo Balla, Carlo Carrà, Felice Casorati, Giorgio de Chirico, Fortunato Depero, Filippo de Pisis, Arturo Martini, e ancora Fausto Melotti, Giorgio Morandi, Scipione, Gino Severini, Mario Sironi, Arturo Tosi e Adolfo Wildt.

Oltre al percorso espositivo “classico”, all’interno del Cinema della Fondazione vengono proiettati 29 cinegiornali integrali, recuperati e selezionaticon con la collaborazione dell’Istituto Luce – Cinecittà, che furono distribuiti nelle sale italiane tra il 1929 e il 1941. Un  tuffo nei principali eventi espositivi e culturali del periodo.

IL VENTENNIO TRA RURALISMO E AVANGUARDIE

Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918–1943. Photo courtesy of Fondazione Prada

Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918–1943. Photo courtesy of Fondazione Prada

Nella grande narrazione autarchica del regime convogliavano ruralismo e fordismo, modernità razionalista e avanguardia. Subito dopo il successo del Liberty, infatti, si tornava a un’arte prettamente italiana, con tanto di premi, prebende e accademie. Un richiamo all’ordine a cui era difficile, se non impossibile, adeguarsi.

Spiazzano per la loro bellezza i Sironi delle prime sale, mentre l’indifferenza all’ideologia di De Pisis è una boccata d’ossigeno nel nero della notte; così come le opere di Fausto Pirandello, capogrossi e Morandi, considerato dalle generazioni a venire un campione di antifascismo. Sala dopo sala, la mostra racconta l’epica fascista, ma anche la sua quotidianità, i piccoli maneggi degli artisti, le riviste, gli strumenti del facile consenso. 

IL LEGAME TRA ARTE E STORIA DURANTE IL VENTENNIO

Nell’ultima sala qualcosa cambia. Ancora prima degli sberleffi di Maccari al duce, dei disegni dal lager di Cagli e Aldo Carpi. Sono le opere dei giovani (Emilio Vedova) cresciuti nel Ventennio. Con una certa dose di malizia, Celant espone un ritratto del giovane Alicata di Guttuso. Ricordate l’epigramma di Fortini: “Ali, Alicata. Salinari, sali”. Insomma, si preparano nuove servitù. Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918–1943 può essere interpretata come un richiamo ai valori della democrazia, sgangherata finché si vuole, ma che non innesca campionati di servilismo e di autocensura.

Un progetto che viene da New York

Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943 - Foto Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti/Fondazione Prada

Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943 – Foto Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti/Fondazione Prada

Il progetto di allestimento appartiene allo Studio 2×4 di New York, che ha lavorato in stretta connessione con il curatore per esprimere la sua forte idea di base per quest’esposizione. Il punto di partenza di Celant, infatti, è il libro “Le partage du sensible. Esthétique et polituque” di Jacques Rancière (2000), in cui si prende atto della stretta connessione dell’arte con il clima sociale del momento. Tra cambi di pavimentazione in prossimità di alcune opere esposte che suggeriscono l’entrata in un’altra dimensione, ricostruzioni di esposizioni avvenute tra le due guerre e fotografie, documenti, disegni, manifesti e arredi, oltre ad ammirare le opere in mostra, si percepisce il cima dell’epoca: la cultura era usata dal fascismo come uno strumento flessibile, adattabile e moderno.

Un mezzo funzionale, dunque, per “rifare” gli italiani, plasmando la loro esperienza del mondo. Ecco quindi che quadri, fra gli altri, di Giacomo Balla, Carlo Carrà, Giorgio De Chirico, Fortunato Depero o Mario Sironi, come sculture di Adolfo Wildt o Arturo Martini, o progetti di Piero Portaluppi, sono esposti tra fotografie di esposizioni d’epoca e focus tematici dedicati a figure di intellettuali, scrittori e pensatori del periodo (come Margherita Sarfatti, Alberto Moravia, Carlo Levi, Antonio Gramsci e altri). Per un approfondimento convincente e di alto valore culturale, che invita il visitatore a riflettere sulla relazione stretta tra il mondo dell’arte e la storia.

POST ZANG TUMB TUUUM – Fondazione Prada Milano

Largo Isarco 2, 20139, Milano

+39 02 5666 2611

info@fondazioneprada.org

Orari
Lunedì\mercoledì\giovedì, 10 – 19
venerdì\ sabato\domenica, 10 – 21

Bigliett Intero € 10 – Ridotto € 8

Cover Photo: Rendering fotografico per “Post Zang Tumb Tuuum” (Fondazione Prada, Milano, 2018). Filippo Tommaso Marinetti nella sua casa (da “Wiener Illustrierte Zeitung” e “Berliner Illustrierte Zeitung”, 1934) con, sullo sfondo, “Dinamismo di un footballer” di Umberto Boccioni, 1913. Ullstein Bild / Archivi Alinari.

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