MOSTRE MADRID 2017: LE 10 ESPOSIZIONI D’AVANGUARDIA DA NON PERDERE

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Il 2017 madrileno è un viaggio d’avanguardia in 10 imperdibili mostre. Alla (ri)scoperta del futuro dell’arte. 10 imperdibili Mostre Madrid 2017 .

MOSTRE MADRID 2017

LEWIS BALTZ

Mostre Madrid 2017

Mostre Madrid 2017 – Lewis Baltz 

Fundaciòn Mapfre, 9 febbraio – 4 giugno 2017

È una doppia prima volta per Baltz: prima volta in Spagna e prima esposizione internazionale dalla sua morte nel 2014. Fotografo dell’America urbana e degli spazi “occupati” dalle periferie che proliferavano nei primi anni Settanta, Baltz finisce la sua carriera con un lavoro su Venezia. Dove esalta i contrasti tra la bellezza decadente della città e il nuovo porto commerciale di Marghera. Serie chiamata, appunto, Venezia Marghera. L’esposizione madrilena raccoglie opere dagli inizi degli anni Sessanta fino al 2013.

RAFAEL MONEO: A THEORETICAL REFLECTION FROM THE PROFESSIONAL PRACTICE

Museo Thyssen-Bornemisza, 4 aprile – 11 giugno 2017

Dalla Fundaciòn Barriè di La Coruña arriva al Museo Thyssen la prima grande retrospettiva su Rafael Moneo, uno degli architetti del Museo. Dopo aver realizzato il museo di arte romana a Merida, il terminal dell’aeroporto San Pablo di Siviglia in occasione dell’Esposizione Universale del 1992 e la Fondazione Mirà di Palma di Mallorca, Moneo si è infatti occupato del restauro del Palacio de Villahermosa, ora Museo Thyssen–Bornemisza. L’esposizione raccoglie disegni, modellini e fotografie dei più celebri edifici del maestro, premio Pritzker, insieme a progetti mai eseguiti.

ESCHER

Palacio de Gaviria, 1 febbraio – 25 giugno 2017

Dopo il milione di viste nella sola Italia, approda in Spagna la grande retrospettiva sul maestro della (a)simmetria. Le 200 opere esposte, tra cui il celebre Mano con sfera riflettente, sono un viaggio nel genio matematico di Escher. Dai suoi primi lavori sulle simmetrie alle più tarde costruzioni impossibili. La location, il Palacio de Gaviria, è poi un vero gioiello madrileno da poco riadattato a luogo d’esposizione (è stato fino al 2000 una discoteca).

ROSA BARBA – SOLAR FLUX RECORDINGS

Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofìa, 17 maggio – 27 agosto 2017

Questa primavera, l’artista post-moderna siciliana trapiantata a Berlino presenterà al Palacio de Cristal di Retro Park un progetto specifico, “volto ad instaurare un dialogo con le idiosincrasie di questo spazio ottocentesco”, come recita la presentazione del Reina Sofìa. L’esposizione segue lo stile dell’artista. Infatti fin dai suoi inizi, sul finire degli anni ‘90, Rosa Barba ha incorporato la sua arte nelle ambientazioni e nelle architetture che hanno ospitato i suoi lavori: con il fine di costruire percorsi narrativi sempre nuovi. La sua opera comprende l’uso materiale e concettuale della pellicola e degli strumenti del cinema. Regista e artista a 360°, la sua caratteristica miscellanea di film, scultura, installazione e testo traspone la contraddizione, l’ironia in un universo concettuale che va aldilà della realtà.

FRANZ ERHARD WALTHER: A PLACE FOR THE BODY

Palacio Velásquez, 6 aprile – 10 settembre 2017

La prima grande mostra monografica sul genio dell’avanguardia di Fulda. Qui sono raccolti un gran numero di sculture, disegni, dipinti e documenti fotografici. Si ricostruisce, così, la sua caratteristica visione delle sculture come “luoghi del corpo. Il corpo umano è, in sé, una scultura, e la scultura è uno spazio inabitabile, i cui sembianti e il cui significato possono essere alterati dalla percezione visiva che ne ha lo spettatore. L’allestimento di grandi spazi e muri nudi contribuisce all’intento di Walther di dare un ruolo attivo allo spettatore. Concentrando l’attenzione sull’opera presentata, egli riflette e la trasforma.

KOBRO E STRZEMINSKI: AVANT-GARD PROTOTYPES

Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofìa, 25 aprile – 18 settembre 2017

Questa mostra ricostruisce i quarant’anni di attività (dai tardi anni ’10 del Novecento fino ai primi anni ’50) di Katarzyna Kobro e Władysław Strzemiński, due grandi artisti delle avanguardie centroeuropee. Teorico dell’unismo lui, e dell’assoluta oggettività della forma lei, entrambi intendono l’arte come esperimento nella sua forma più pura. A loro appartiene il merito di aver esplorato il terreno del minimalismo e del riduzionismo molti anni prima che diventasse tensione predominante delle avanguardie. Le opere esposte variano dal dipinto alla scultura, alle opere di disegno industriale, dando allo spettatore una prospettiva a 360° del genio poliedrico di questa coppia di artisti polacca.  

LEE LOZANO – PULLING OUT THE STOPS

Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofìa, 30 Maggio – 25 Settembre 2017

Artista della provocazione, del rigetto della struttura sociale, Lozano realizza “Drop Out Piece” nel 1972. È il segno dell’estremo rifiuto. Lozano abbandona per sempre la scena e si dichiara estranea all’establishment del mondo dell’arte. Il degno finale di una produzione artistica che è maturata nella provocazione fino alla presa di coscienza del destino dell’arte. Della sua inesorabile dissoluzione nella vita. L’esposizione si concentra sullo svelare il suo interesse per la scienza e per il rigore matematico che si accompagna all’identificazione con il pensiero di Herbert Marcuse. Oltre alla ricerca della sensualità come gioco. Nella selezione di opere troviamo, infatti, una grande varietà di disegni e dipinti dal contenuto intensamente erotico, caratterizzati dall’ibridazione di organi umani e strumenti di lavoro.

SOROLLA EN SU PARAISO

Museo Sorolla, 7 aprile – 1 ottobre 2017

Nella sua casa, già diventata museo, l’esposizione ricostruisce in una serie di fotografie l’ambiente creativo di Joaquìn Sorolla. Con attenzione all’entourage culturale spagnolo tra la rivoluzione del 1868 e la dittatura di Primo de Rivera. Le fotografie del grande maestro post-impressionista, autore del celebre Chicos a la playa, vengono dagli obiettivi più illustri dell’epoca: Antonio Garcia, George Harris e Martha Ewing, Gertrude Käsebier.

SONJA DELAUNAY: ART, DESIGN AND FASHION

Museo Thyssen-Bornemisza, 4 luglio- 15 ottobre 2017

Moglie di Robert Delaunay, Sonia Delaunay-Terk è stata protagonista della scena avanguardista francese. In occasione dei 100 anni del soggiorno della sua famiglia a Madrid, le viene dedicata per la prima volta una mostra monografica. Come si evince dal titolo, il focus è sulla sua poliedricità artistica. Ne vengono esposti non solo i dipinti, ma anche i prototipi di stoffe e vestiti e le collaborazioni con poeti e scenografi. Il suo stile basato sull’astrazione delle forme e il contrasto tra colori è riconoscibile in ogni pezzo. Così come l’influenza del marito.

MARIO PEDROSA: ON THE AFFECTIVE NATURE OF FORM

Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofìa, 28 aprile  –  16 ottobre 2017

Uno dei più importanti pensatori latini del ventesimo secolo, Pedrosa scrive nel 1949 la sua tesi di dottorato “Sulla natura affettiva della forma nell’opera d’arte”. Qui concilia il suo duplice interesse per la forma e l’emozionalità, ed espone la sua idea di arte come necessità vitale e impulso comunicativo presente in ogni essere umano. L’affettività della forma riguarda il modo in cui ogni artista sceglie il proprio mezzo e linguaggio artistico a partire dalla sua impressione ed esperienza psicologica. Intesa come tributo al suo pensiero, l’esposizione raccoglie una serie di opere d’arte brasiliane e internazionali che ne ricostruiscano la ricerca artistica.

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