MEDITERRANEO: VIAGGIO NELLA TERRA DEL MITO – ATENE RITROVATA

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Il Partenone

Mediterraneo: Viaggio nella terra del mito – Atene ritrovata (Ph. Valentina Contavalle)

Mediterraneo: Viaggio nella terra del mito – Atene ritrovata (Ph. Valentina Contavalle)

La storia degli Ateniesi comincia con un mito. Gli abitanti di Atene, come la maggioranza delle persone di tutto il mondo e di tutti i tempi, affidano le proprie origini storiche a situazioni molto simili alle favole. Ma non si trattava del tutto di storie inventate: erano verità deformate e remote, di fatto irrecuperabili, trasmesse di generazione in generazione per mezzo di canti e balli. Ciò è raccontato in parte attraverso le statue del frontone orientale del Partenone, che d’improvviso appare proprio davanti ai vostri occhi. È davvero il più famoso reperto dell’antica Grecia, universalmente considerato uno dei più grandi monumenti culturali del mondo.

Da sempre lodato come la migliore realizzazione dell’architettura greca classica, le sue decorazioni sono annoverate fra i più grandi elementi dell’arte greca: un simbolo duraturo della democrazia ateniese. A dispetto di ciò che vediamo oggi, al momento della sua costruzione era coloratissimo.

“Voglio dirvi perché adoro stare qui. Ascoltate il vento che soffia tra le colonne del tempio: è lo stesso suono che l’umanità ha ascoltato per secoli e secoli, è il suono della natura che incontra l’immaginazione umana. E per me questo è storia”.

Citazione davvero azzeccata, quella del film Le mie grosse grasse vacanze greche (2009). Ebbene sì, una volta di fronte a tanta possenza, resterete esterrefatti, piacevolmente incantati tra le grandi colonne in stile dorico, ancora lì, in piedi nella loro fierezza, dopo secoli di storia.

Il fregio del Partenone

Eretto per volontà del reggente Pericle, a partire dalla seconda metà del V secolo a.C., il Partenone fu costruito dagli architetti Ictino, Callicrate Mnesicle, sotto la supervisione di Fidia. La ricchezza delle decorazioni del frontone del Partenone è unica per un classico tempio greco; con le colonne, manifesta tutt’oggi in maniera elegante la forza e la potenza della città. Il tratto più caratteristico nella decorazione del Partenone è sicuramente il lungo fregio marmoreo, opera di Fidia stesso e scolpito in stile ionico, posto lungo le pareti esterne della cella. Si tratta di una caratteristica innovativa, dal momento che il resto del tempio è costruito in stile dorico.

Differenti sono le chiavi di lettura che gli storici hanno dato al fregio.

La versione più conosciuta vede le miniature scolpite che sembrano dar vita ad una solenne processione che si teneva ogni quattro anni in occasione delle feste panatenaiche. C’è poi chi ipotizza che l’ampio spazio riservato alla rappresentazione della cavalleria sia un esplicito riferimento all’eroismo bellico delle Guerre Persiane; altri hanno ritenuto di riconoscere nei vari personaggi della processione figure rappresentanti la Polis aristocratica e arcaica in contrapposizione ad altre che incarnerebbero invece la democrazia dell’Atene classica, in un tentativo di unire passato e presente.

Qualunque potesse essere la sua interpretazione, sta di fatto che si tratta della rappresentazione di un avvenimento comunitario, legato al culto di Atena e quindi della patria che la dea proteggeva. Gli individui di ogni strato della società potevano dunque identificarsi nei personaggi del fregio e riconoscere i vari momenti della cerimonia.

La statua di Atena e l’Eretteo

Mediterraneo: Viaggio nella terra del mito – Atene ritrovata (Ph. Valentina Contavalle)

Mediterraneo: Viaggio nella terra del mito – Atene ritrovata (Ph. Valentina Contavalle)

Attraverso gli scritti, le testimonianze e le antiche incisioni, potrete immaginare, se non persino percepire, la presenza di un’imponente statua di Atena di fronte all’ingresso del Tempio in questione. Adornata con elmo, scudo e lancia, rappresentava il “faro” della città; persino coloro che da lontano s’avvicinavano alla città, venivano abbagliati tale era la lucentezza: era in quel momento che, magari al rientro da una guerra, si sentissero finalmente a casa.

Un altro luogo di affascinante bellezza merita senza dubbio attenzione: l’Eretteo.

Il santuario, dedicato alla dea Atena Pallade, protettrice della città, era legato a culti arcaici e alle più antiche memorie della storia leggendaria della Polis, costituendo il vero nucleo sacro dell’Acropoli. La mitologia narra che quel luogo ospitò la disputa tra Atena e Poseidone in merito al divenire di quest’ultimo il protettore della città. Poseidone offrì una fontana dalla quale sgorgò l’acqua del mare, simbolo di guerra e violenza, mentre Atena fece crescere un ulivo dalla roccia dell’Acropoli, simbolo di pace eterna e speranza. Gli abitanti scelsero alfine Atena come protettrice, e le dedicarono, sul punto più alto della città, proprio il Partenone. Tutt’oggi è ancora possibile vedere qui un albero di ulivo, a testimonianza del miracolo di Atena.

Le Cariatidi e i teatri

Chi poi da ragazzo, durante le ore di scuola, non ha mai provato a disegnare una Cariatide, una delle colonne, in forma umana, del tempio omonimo? Sembra che queste sculture rappresentassero le donne di Karya, una città del Peloponneso, le quali, dopo la sconfitta della loro patria, furono rese schiave e costrette a sorreggere il peso di un edificio tanto simbolico. Vi è tuttavia un’altra ipotesi interessante in merito alle donne di Karya, le quali si dice fossero molto forti e robuste. Potevano persino cantare e ballare con una cesta pesante in testa; per tal ragione, la loro figura fu scelta come la colonna che regge in piedi il tempio. Leggenda o meno, quest’ultima versione rappresentava un vero e proprio riscatto della donna, non più debole, bensì forte, possente ed intelligente al pari di un uomo.

Lasciatevi trasportare dalla fantasia, pensando di essere degli antichi cantori, mentre ammirate i gradoni dell’Odeon di Erode Attico, un piccolo teatro in pietra situato sul pendio meridionale dell’Acropoli di Atene, originariamente coperto e pensato per esecuzioni musicali. O forse preferirete calarvi nei panni di aitanti attori di una tragedia di Eschilo o di una commedia di Menandro, presso il Teatro di Dioniso. Questo fu il teatro più importante del mondo greco tra V e IV secolo a.C., e venne utilizzato dai più significativi autori greci per mettere in scena le loro opere, rimaste immortali nei secoli a venire.

Il Nuovo Museo dell’Acropoli

Mediterraneo: Viaggio nella terra del mito – Atene ritrovata (Ph. Valentina Contavalle)

Mediterraneo: Viaggio nella terra del mito – Atene ritrovata (Ph. Valentina Contavalle)

Una giornata sull’Acropoli non può però dirsi completa senza una visita al Nuovo Museo dell’Acropoli, aperto alle sue pendici meridionali. Tra i tanti reperti, il museo custodisce alcuni tesori archeologici quali le originali Cariatidi dell’Eretteo, parte del fregio del Partenone, le Korai e le Metope.

Nel corso dei secoli, le innumerevoli depredazioni dell’Acropoli non sono riuscite comunque a distruggere la sua immagine di potenza. Come un simbolo di giustizia, è posta ancora lì come una madre protettiva verso la sua città. E così, lasciandovi infine alle vostre spalle il sito, discendendo la collina che la ospita e rapiti dal potere che ancora oggi essa suscita, non potrete far a meno di dirvi “Eccomi ci sono anch’io, faccio parte della storia”.

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