MEA CULPA, LA PRIMA ANTOLOGICA SU SANTIAGO SIERRA AL PAC DI MILANO

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Santiago sierra

Al Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano arriva la prima grande rassegna dedicata all’artista concettuale Santiago Sierra.

L’OPERA DI SANTIAGO SIERRA

 photo IMG_7222_zpsrr47offo.jpgParola distrutta, Santiago Sierra

L’opera controversa di Santiago Sierra non può che suscitare reazioni forti. Ha infatti come scopo lo svelare le storture del capitalismo. Da oltre trent’anni Sierra mostra la rete perversa del potere che ispira l’alienazione e lo sfruttamento dei lavoratori. Oltre all’ingiustizia dei rapporti di lavoro, l’iniqua distribuzione delle ricchezze del pianeta e la devianza di lavoro e denaro. Ma anche la discriminazione razziale in un mondo segnato da flussi migratori unidirezionali.

SANTIAGO SIERRA: MEA CULPA

Messaggero della cupa verità del nostro tempo, Sierra è spesso stigmatizzato per le sue performance intense e ambigue. Eppure il loro linguaggio visivo unito al simbolismo complesso ed energetico conferisce loro un raro impatto emozionale. Sierra ha esposto in prestigiosi musei e istituzioni nel mondo e nel 2003 ha rappresentato la Spagna alla 50 Biennale di Venezia. La mostra in corso al PAC riunisce per la prima volta le opere politiche più iconiche e rappresentative dell’artista dagli anni novanta ad oggi. E la documentazione di sue numerose performance realizzate in tutto il mondo. Insieme a nuove produzioni e riattivazioni di installazioni passate.

SPARI SHOTS 

Varcata la soglia della mostra, il visitatore è subito accolto da una “colonna sonora” inquietante: SPARI SHOTS, una registrazione fatta dall’artista nella notte di capodanno nella città di Culiacàn, una delle città più pericolose del mondo. In sottofondo si distinguono nitidamente spari di armi da fuoco. Culiacàn è la roccaforte della più grande organizzazione criminale messicana di narcotraffico. La città è segnata dalla corruzione e dalla mancanza di opportunità di sviluppo economico e sociale. Sierra denuncia la violenza e la totale mancanze di reali alternative per i giovani abitanti della città, ragazzini che in mancanza di vere prospettive sognano di diventare dei narcotrafficanti.

RIGA DI 250 CM TATUATA SU 6 PERSONE RETRIBUITE

Sierra replica a L’Avana un’azione già proposta a Città del Messico. Sei giovani disoccupati vengono pagati 30 dollari a testa perché acconsentano a farsi tatuare una linea orizzontale sulla schiena. Il titolo dell’opera e il suo linguaggio piatto mostrano una totale mancanza interpretativa da parte dell’artista, che si limita a fotografare l’azione dall’esterno. Il fatto che la performance sia riprodotta in luoghi diversi del mondo sottolinea la scomparsa, ovunque, dei limiti previsti dalla tradizionale concezione etica del lavoro.

FORMA DI 600 X 57 X 52 CM COSTRUITA PER ESSERE SOSTENUTA PERPENDICOLARMENTE A UNA PARETE

 photo OBJECT_MEASURING_600x57x52_CM_cover_zpsorhudkc8.jpgForma di 600 x 57 x 52 cm costruita per essere sostenuta perpendicolarmente a una parete, Santiago Sierra

L’immagine rappresenta un’installazione dell’artista fatta a Berlino, alla Konig Galerie. Dodici artisti sono stati chiamati a reinterpretare la rappresentazione del corpo nell’iconografia cristiana. Sierra rievoca la crocifissione di Cristo in una performance in cui una trave viene sollevata orizzontalmente e sostenuta da un lato da uno zoccolo attaccato al muro, dall’altro da due uomini. Come sempre i due lavoratori sono stati retribuiti dall’artista per la loro prestazione con un salario minimo. La forma ricorda il braccio di una croce e i due lavoratori di Sierra diventano quindi l’incarnazione moderna di Cristo. L’artista ci mostra la sua visione della attuale situazione economica, in cui il corpo è diventato una merce qualunque in vendita a basso costo.

LA FILOSOFIA DELLA RETRIBUZIONE 

La rappresentazione delle attività economiche regolate da un sistema contrattuale è una costante del lavoro di Sierra. Larga parte della sua produzione è costituita da lavori in cui uno o più individui vengono retribuiti per svolgere una determinata mansione per lo più inutile. Queste persone, appartenenti alle fasce più povere ed emarginate della società, vendono all’artista tutto ciò che hanno da offrirgli, ovvero il loro tempo e il loro corpo.

Tra le opere presenti in esposizione troviamo 200 litri d’acqua del Mar Morto e Pietre di Gerusalemme in un contenitore da un metro cubo. Entrambe le opere sono volte a denunciare lo smisurato potere d’acquisto del denaro, col quale si può comprare anche ciò che è ritenuto sacro, le pietre della città santa, o destinato alla scomparsa, l’acqua del Mar Morto.

200 LITRI D’ACQUA DEL MAR MORTO

L’artista acquista 200 litri d’acqua del Mar Morto, che pone all’interno di un parallelepipedo trasparente. La forma del contenitore rimanda, ancora una volta, all’estetica minimalista. Il Mar Morto è situato nella depressione più profonda della terra tra Israele, Giordania e Cisgiordania. Una zona, dunque, caratterizzata da una grande instabilità politica. Il luogo ha un significato spirituale sia per gli ebrei sia per i cristiani. Negli ultimi decenni il suo livello si è abbassato significativamente e, se gli attuali ritmi di decrescita continueranno, il Mar Morto rischia di sparire definitivamente. Nonostante tutto ciò, con una semplice telefonata da Zurigo, l’artista riesce ad acquistare 200 litri d’acqua del bacino mediorientale. L’azione intende dimostrare come il mondo sia regolato dal potere del denaro che permette di comprare qualsiasi cosa. Anche l’acqua di un mare destinato alla scomparsa.

PIETRE DI GERUSALEMME IN UN CONTENITORE DA UN METRO CUBO

 photo IMG_7216_zpsrr4q9wws.jpgPietre di Gerusalemme in un contenitore di un metro cubo, Santiago Sierra

Nel corso della sua carriera, Santiago Sierra ha inserito all’interno di contenitori persone, oggetti e materiali, considerati semplici merci in balia del sistema economico mondiale. Nel giugno del 2004 Sierra riempie una cassa del volume di un metro cubo di pietre provenienti da Gerusalemme. La particolarità, anche in questo caso, è che il materiale venga comprato dall’artista con una semplice telefonata da Zurigo. Una modalità che sottolinea il potere d’acquisto senza limiti del denaro. La tradizionale spiritualità legata a Gerusalemme, considerata città santa delle tre grandi religioni monoteiste, svanisce in un’azione che rivela e allo stesso tempo sancisce la potenziale mercificazione di qualsiasi cosa nel nome del libero mercato.

SIERRA: L’ARTE COME RAPPRESENTAZIONE DEL MONDO

In mostra sono presenti molte altre opere di Sierra sulle quali vale la pena soffermarsi. La parola distrutta, Sepoltura di dieci operai, Veterani di guerra con il viso rivolto verso il muro, Il graffito più grande del mondo. Sono tutte performance che lasciano il segno ed interrogano il visitatore. Le azioni di Sierra, rappresentando concretamente i meccanismi sociali ed economici che regolano il mondo, rompono i limiti tradizionali degli spazi dedicati al mondo artistico. Sierra indaga così la nozione stessa di arte, mostrando come questa possa aprirsi a significati nuovi e inaspettati. Il visitatore della mostra non può che uscirne con un risveglio della coscienza che lascia spazio a domande universali ed esistenziali.

PAC, Padiglione d’Arte Contemporanea
Via Palestro 14, Milano
Orari: Mercoledì, venerdì, sabato e domenica ore 9.30 – 19.30
Martedì e giovedì ore 9.30 – 22.30
Chiuso il lunedì
Biglietto Intero € 8,00

LUBAR, LA NUOVA CAFFETTERIA DEL GAM DI MILANO

Lubar Milano

Lubar Milano

Dopo la visita alla mostra, per un pranzo o per una pausa caffè, non può mancare una sosta alla nuova caffetteria inaugurata all’interno di Villa Reale: il LùBar. Il bar occupa il lato sud della Villa Reale, un tempo porticato di transito per carrozze, ora recuperato come giardino d’inverno che gioca sulle trasparenze delle grandi vetrate e sui materiali originali del settecento. L’atmosfera è quella di un’orangerie. LùBar nasce in Sicilia come progetto di street food di qualità, da un’idea dei tre fratelli Bonaccorsi. Anche in questa sede, stanziale e prestigiosa, l’offerta è in linea con la loro filosofia: prodotti tipici siciliani come i cannoli ripieni, le granite alla frutta e il latte di mandorla. Non mancano ovviamente gli arancini, rivisitati e proposti al ragù, con carciofi e speck, gamberetti e pistacchio o alla norma. Si bevono poi rigorosamente i vini dell’isola.

Caffetteria della Galleria d’Arte Moderna di Milano
LùBar
Via Palestro 16
tel. 02 83527769
Aperto da martedì a domenica dalle 8 alle 24

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