MARMOTTAN MONET: LA PIÙ GRANDE COLLEZIONE DI MONET AL MONDO

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Dopo aver lavorato tutta la vita nel mondo della cultura e dell’arte, Nicole Salinger è a capo dell’Associazione ‘Amis du Musée Marmottan Monet’. Incontra The Italian Eye nelle stupende sale del Museo. Per raccontare la vita e l’opera del grande artista.

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NICOLE SALINGER

Nicole Salinger, americana di nascita e francese di adozione, lavora come direttrice delle relazioni internazionali della Paris Symphony Orchestra. Poi al Museo Louvre. Dove gestisce la creazione della nuova ala dedicate all’Arte Islamica.

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E’ stata insignita della Medaglia alla Legione d’Onore e della Medaglia al Merito. Ed è Cavaliere delle Arti e delle Lettere. Per 22 anni è stata sposata con Pierre Salinger, giornalista e senatore statunitense, portavoce della Casa Bianca durante la presidenza di John Fitzgerald Kennedy e durante il primo mandato di Lyndon B. Johnson.

 

 

LA NASCITA DEL MUSEO 

Il Museo Marmottan Monet si trova all’interno della dimora del collezionista d’arte Paul Marmottan. Il padre di Paul, Jules Marmottan, comprò questa palazzina di caccia nel 1882 ed il figlio la allargò e vi sistemò la sua collezione d’arte.

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“Jules Marmottan aveva fatto fortuna a fine ‘800 con il carbone e l’acciaio. Ed il figlio Paul sfruttò quella fortuna per decorare la villa in stile Impero e per collezionare libri e oggetti relativi a Napoleone”. Ci spiega la Salinger. “Alla sua morte, nel 1932, lasciò la casa e l’intera collezione all’Accademia delle Belle Arti. Che la trasformò, due anni più tardi, nel Museo Marmottan Monet. Nel 1957 il Museo ricevette in donazione la collezione di Victorine Donop de Monchy. Era stata ereditata dal padre: Georges de Bellio, medico personale di Renoir, Sisley, Pissarro, Monet e Manet”.

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Nel 1966, inoltre, il secondogenito di Monet, Michel, dona all’Accademia delle Belle Arti la sua proprietà a Giverny. Oltre alla collezione di dipinti ereditata dal padre. Fornendo così al Museo la più grande collezione al mondo di opere di Claude Monet. E la collezione unica non solo per la quantità di opere. Ma anche perché sono le opere che il pittore amava di più. E che non aveva voluto vendere nel corso del tempo”.

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LE COLLEZIONI DEL MUSEO 

Negli anni seguenti, il Marmottan Monet è stato arricchito con altre collezioni. Sempre legate alla pittura impressionista. Come quella di Henri Duhem, pittore e amico di molti artisti post-impressionisti. O la collezione donata dalla Fondation Denis e Annie Rouart. Che comprende opere prestigiose di Manet, Degas, Renoir e Morisot. Nel 1980, inoltre, Daniel Wildenstein ha regalato al Museo l’eccezionale collezione di miniature del padre.

La Salinger ci guida attraverso le bellissime sale del piano terra, ricche di mobili napoleonici. E di opere di Berthe Morisot, l’unica pittrice donna impressionista e moglie di Manet. 

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La figlia di Berthe Morisot e Manet, ritratta dalla Morisot

Candelabri di cristallo, stucchi e importantissimi pezzi di arredamento primo impero. Come un possente centrotavola in bronzo dorato e quadri che ritraggono la vita quotidiana alla corte di Napoleone. O come il dipinto della camera da letto di Giuseppina, prima moglie di Napoleone, alla Malmaison. Al piano superiore dipinti di Boilly, Manet e Morisot. Assieme ad alcune tele raffiguranti i parenti di Napoleone. Si possono ammirare inoltre delle sculture: svariati i busti di Murat e di Elisa, Carolina e Maria Luigia, sorelle dell’Imperatore.

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Dal piano terra, una rampa di scale porta al piano interrato. Qua, dentro ad una piccola sala, vengono conservati i disegni a pastello dei figli di Monet. Insieme ai quadri raffiguranti l’amato giardino di Giverny. Come il famoso “L’allée des rosiers” (1920-1922).

LA LUCE DI MONET

Monet fu scoperto proprio grazie ai disegni a matita e a carboncino che faceva a scuola quando si annoiava. Erano caricature di personaggi parigini. Lui li vendeva a pochi spiccioli, ma misero in risalto il suo talento. E il pittore Eugène Boudin lo prese come allievo”.

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“L’allée des rosiers” (1920-1922) di Claude Monet

Si prosegue poi per le grandi sale ispirate a quelle delle Ninfee del Museo dell’Orangerie. Ospitano oggi altri capolavori di Monet. Parenti bianche, luce a profusione, panchine poste strategicamente per coloro che volessero ammirare le opere senza fretta. Sembra di entrare in una sorta di anticamera del Paradiso. Claude Monet è il Dio-Pittore e la natura circostante è quella creata dal suo pennello: colori, luci, sfumature, riflessi. Pura bellezza ritratta. Ecco le ninfee. Ecco il giardino giapponese di Giverny con il suo ponte ormai celeberrimo. Ecco la Cattedrale di Rouen. Ecco Argenteuil. Infinite serie raffiguranti gli stessi soggetti. Proprio perché Monet era ossessionato dalla luce. Alba, mattino, mezzogiorno, tramonto: come cambiano i colori? Quali ombre si acuiscono? Quali dettagli spariscono? Queste le domande che si poneva Monet ed alle quali cercava di rispondere nelle sue tele.

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“E’ davvero buffo pensare che invece Monet pensava di aver creato delle opere orribili. [riferendosi alle ninfee]. Tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, il pittore rischiava di perdere la vista per un problema agli occhi. Ed era irrimediabilmente caduto in depressione. Clémenceau, allora Primo Ministro e grande amico di Monet, gli commissionò le grandi ninfee nonostante la sua imminente cecità. Il pittore si ribellò, dicendo che non sarebbe mai riuscito a dipingere in quello stato. Ma Clémenceau fu talmente insistente che alla fine Monet non poté sottrarsi. Dipinse quindi le ninfee. E si decise ad operarsi agli occhi. Scrisse quindi una lettera all’amico Primo Ministro poco prima dell’operazione: <Non ti perdonerò mai per avermi fatto dipingere quei quadri quando ero cieco>”. 

 

 

IMPRESSIONI

 

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Ad arricchire la collezione del Marmottan Monet, c’è anche il famosissimo quadro “Impression, soleil levant”. L’opera che dà il nome al movimento artistico di Monet. Dal valore economico ed artistico inestimabile, il quadro fu rubato nel 1985 in pieno giorno. Assieme ad altri capolavori di Monet, Renoir, Morisot e Narusé. Le tele furono ritrovate in Corsica cinque anni più tardi e risistemate nel Museo.

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“Durante l’anno organizziamo delle serate con un’orchestra che si esibisce qui. In mezzo ai quadri. Possiamo dire che, tra la musica e le tele di Monet, si tratta di serate ad alto tasso di sindromi di Stendhal

INFORMAZIONI

Museo Marmottan Monet – 2 rue Louis Boilly, 75016 Paris

Il Museo Marmottan Monet è aperto tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 10.00 alle 18.00. Il giovedì è aperto fino alle 21.00.

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