OLIVIA E MARGHERITA PURI NEGRI CI RACCONTANO CAPALBIO

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Un’intervista a Olivia e Margherita Puri Negri, che ci raccontano Capalbio, luogo di famiglia e ricordi.

L’ARRIVO 

Se il detto ogni riccio un capriccio fosse vero allora Margherita Puri Negri sarebbe la ragazza più capricciosa del mondo, o perlomeno di Capalbio. Col solito sorriso solare e contagioso mi accoglie a casa sua in un’assolatissima domenica mattina. Il casale, coperto d’edera e vite americana, è circondato da campi infiniti di grano dorato che poi, più in là, si fondono con la sabbia delle dune oltre le quali si sente, lontano, l’eco del mare.  

La passione che Margherita ha da sempre per la natura e la sua salvaguardia è nata qua, a Capalbio. Infatti , dopo la laurea in Inghilterra, ha lavorato, per quasi due anni, alla World Bank di Washington D.C., dove seguiva un progetto ambientale sui cambiamenti climatici della terra (Connect4Climate).

Capalbio, per me, è stato un luogo importantissimo dove imparare a rispettare la natura – dice Margherita Puri Negri– Noi qua viviamo in un oasi naturale con un ecosistema ricchissimo. Un tempo era riserva di caccia ma poi mio padre capì che era un luogo da salvaguardare e decise di darla in gestione al WWF. Oggi la riserva naturalistica del Lago di Burano è una delle oasi meglio conservate d’Italia e per me questo è stato il primo grande insegnamento di rispetto della natura’.

LA PACE 

La spiaggia dell'oasi di Burano, dove ci porta Margherita Puri Negri

La spiaggia dell’oasi di Burano, dove ci porta Margherita Puri Negri

Ci muoviamo verso la spiaggia. Ci sediamo sotto il capanno di legno e paglia che ognuno dei casolari della SACRA ha davanti a casa. Il mare è mosso, bello, potente. I cavalloni arrivano a quasi due metri. Di solito è più calmo, ma quella forza atlantica mescolata all’assoluta assenza di vita sulla spiaggia, dona un’enorme senso di calma. La pace dei sensi.

Vedi, anche questo è il bello di Capalbio – continua Margherita – Trovare un altro posto con una spiaggia completamente vuota di domenica a fine luglio secondo me è impossibile. Perlomeno in Toscana. Qua invece è sempre così. E non è che non ci sia scelta, perché se hai voglia di stare in compagnia vai in qualche stabilimento, come la Dogana, dove farti un bagno e bere una cosa con degli amici ‘

MARGHERITA PURI NEGRI CAPALBIO

Olivia Puri Negri, sorella minore di Margherita, ci raggiunge in spiaggia. Andiamo tutti a farci un bagno in mare e tra le discese e le risalite su quelle onde ciclopiche Olivia mi racconta della sua vita a Parigi, dove si è trasferita dopo essersi laureata alla Bocconi per lavorare in una start-up di moda. Guardiamo le dune dal mare. Ordinate, levigate, macchiate a sprazzi da piccoli arbusti silvestri.

Noi siamo di Milano. Lì sono cresciuta – dice Olivia – eppure il posto dove mi sento veramente a casa è Capalbio. Il concetto di famiglia, nella mia testa, è legato alla nostra casa qua. Ci verrei tutto l’anno. Ogni stagione ha dei colori e degli odori che mi ricordano tanti momenti felici. Poi per me Capalbio è sempre stato sinonimo di vacanza. Quando eravamo piccoli tutti noi fratelli stavamo qua mesi interi. Il primo sole, i primi bagni a primavera. Gli amici che si rincontravano dopo l’inverno e coi quali si facevano progetti per quelle estati lunghe come ora non è più possibile fare. Luglio forse era ed è per me il periodo migliore. E’ quando tutti i nostri amici sono qua con le rispettive case piene di ospiti. Si fanno feste in continuazione e ci divertiamo tutti tantissimo

LA VITA 

Torniamo a casa dalla spiaggia per la colazione. La veranda, vuota un’ora prima, si è riempita di persone. Amici ed amici di amici, di ogni età e provenienza, si siedono alla tavola meravigliosamente apparecchiata da Giulia, mamma di Olivia e Margherita Puri Negri.

Ecco, Capalbio è questo – mi sussurra Olivia seduta affianco a me – E’ amici, convivialità, stare insieme. Qua bene o male ci conosciamo tutti e veniamo proprio per stare insieme agli amici di una vita’

Una pasta, due fette di carne e qualche contorno. L’importante non è il cibo del corpo, ma quello dell’anima. E a quello ci pensano le conversazioni degli ospiti della casa. Ospiti che vanno e vengono, che tornano o che si ricambiano. Unico requisito l’essere interessante ed avere qualcosa da raccontare e condividere. E la casa stessa della famiglia Puri Negri è un’accozzaglia meravigliosamente concepita di racconti e ricordi. Foto, ritratti, dediche, souvenir, chinoiserie e pezzi di famiglia, il tutto mescolato così bene che sembra possa raccontare una bellissima storia. Non una casa di vacanze, ma una casa. Stop.

FAMIGLIA PURI NEGRI

Come per Olivia, anche per me Capalbio rappresenta casa – mi dice Margherita sprofondante nei lini di un divano della terrazza – E’ un posto sicuro e meraviglioso. Capalbio è un luogo che amo condividere con tutte le persone a cui voglio bene. Amandolo io così tanto vorrei che anche loro riuscissero ad amarlo. Quello che trovo veramente incredibile di questo posto è la sua capacità di unire realtà totalmente differenti. E’ l’unione degli opposti per eccellenza. La campagna si mescola col mare. La famiglia accoglie gli amici. La tranquillità si mischia con le feste e la mondanità con la più assoluta riservatezza’

IL SOLE

Beviamo il caffè sotto la pergola. I raggi del sole del primo pomeriggio entrano prepotentemente filtrati dal lasso canniccio del tetto. Il panorama dei campi e delle dune in lontananza non s’è mosso. Ha solo cambiato colore. Chi prende il sole, chi legge, chi sonnacchia s’una sdraio all’ombra di un ulivo. Chi poi, impavido della calura, decide di andare a cavalcare. Olivia si alza e va a prepararsi. Si gira, mi guarda e mi dice.

Questa cosa devi scriverla assolutamente. Capalbio è il posto migliore del mondo per andare a cavallo. E’ la verità. Qua a Burano, attorno al lago, tra gli animali della riserva. Poi sui sentieri dei boschi. E ad un tratto, non te l’aspetti mai, anche se da anni ci cavalchi, appaiono tra gli alberi le dune. E poi il mare. E cavalchi sulla spiaggia, a pelo d’acqua. E’ incredibile. Al tramonto poi non t’immagini. Scrivilo, mi raccomando’

Olivia sale sul suo cavallo. Si assesta e parte. Si allontana prima lentamente, in giardino. Al limite dei campi inizia il trotto tra i covoni di fieno e poi il galoppo. Lontana, sotto un sole giallo e rotondo come la luna di mezzo mese, scompare tra i giunchi. L’immagine forse più bella di quella domenica capalbiese.

LA CONFESSIONE

I Puri Negri sono stati tra i pionieri di Capalbio. Hanno iniziato a venire quando di Capalbio nessuno conosceva neanche il nome. Quando il mito di questo lembo di terra tra le colline e il mare non era ancora stato divulgato ai più. Per questo Capalbio la conoscono bene. Poi la fama. La gente. Capalbio meta del bel mondo. Un mondo lontano da quella natura aspra e selvaggia dell’inizio. Quando la valle era popolata da cacciatori di cinghiali e scorbutici butteri (cavalieri maremmani).

Comunque l‘animo di Capalbio è rimasto lo stesso –dice Margherita – E’ intrinsecamente un posto semplice e verace. Anche se la fama che Capalbio ha raggiunto ha portato qua molte persone, l’essenza burbera del luogo non è poi molto cambiata. Per fortuna poi l’edificazione selvaggia che ha colpito gran parte delle coste italiane qua non è arrivata. E gli abitanti hanno capito che la forza di Capalbio non sarebbe stata seguire le mode ma lasciare tutto com’era. Un sogno senza tempo praticamente. Ora ti porto nel mio posto preferito…

Prendiamo la macchina e iniziamo a guidare tra gli sterrati attorno al Lago di Burano. Canali, giunchi, boschi. Apriamo un cancello e ci addentriamo nella selva. Uno spiazzo. La torre. La torre di Buranaccio, che osserva la costa toscana da più di cinquecento anni, è a ridosso della spiaggia. Saliamo sulla terrazza in cima. Il panorama è mozzafiato. Da un lato il lago immerso nello sterminio dei campi di grano, dall’altro il mare increspato dalle onde.

MARGHERITA PURI NEGRI

Questo è il mio posto preferito – dice Margherita – Oggi è una bella giornata e si riesce anche a vedere Giannutri. La vedi? Lì – indicando una macchiolina verde in mezzo al mareGiannutri è bellissima, l’acqua è come quella dei tropici, e l’isola sembra un porto abbandonato. Lì c’è il nostro posto segreto. Un ristorantino dove si arriva solo via barca che non conosce nessuno. Bisogna chiamare Franco il giorno prima e dire cosa si vuole mangiare. Lui poi ti prepara quello che vuoi. Quando mangiamo sulla terrazza, con solo poche candele e la luna sopra di noi è incredibilmente suggestivo’ 

Ritorniamo verso casa. Olivia è tornata dalla sua passeggiata a cavallo e ci sediamo tutti insieme sui grandi divanoni di vimini sotto la pergola. Olivia e Margherita Puri Negri iniziano a darmi nomi di posti, ristoranti, eventi imperdibili per chiunque passasse da Capalbio. Mi regalano una guida del posto ricca di indirizzi interessanti (per la guida di Capalbio di Olivia e Margherita Puri Negri clicca qua).

Non è che poi tutti i nostri posti verranno invasi dalla gente, se ci scrivi un articolo, vero?’

Mi domandano quasi all’unisono. E questa domanda, secondo me, è la sintetizzazione di Capalbio. Una cittadina sotto le luci dei riflettori, ma schiva dentro. Bella ma gelosa della propria bellezza che vuole condividere con pochi. Come se potesse essere sciupata o perduta. E questa bellezza c’è davvero. E la vedo bene dallo specchietto dell’auto mentre me ne vado. Nei campi di grano tinti di rosso, dal sole di un tramonto maremmano.

Tramonto sul lago di Burano

Tramonto sul lago di Burano

Testo di Federico Sigali

Foto di Federico Sigali

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