MANET E LA PARIGI MODERNA: A MILANO I CAPOLAVORI DEL MUSÉE D’ORSAY

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Fino al 2 luglio al piano nobile di Palazzo Reale sono esposti più di 50 capolavori di Manet provenienti dal Musée d’Orsay di Parigi. Varcando la soglia della mostra dimentichiamo Milano per tornare nella Parigi della Belle Epoque. E una volta usciti, un itinerario dei capolavori del Liberty milanese ci attende.

LA MOSTRA

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Ramo di peonie bianche e forbici, 1864, Musée d’Orsay, Parigi

A Palazzo Reale – dal 8 marzo al 2 luglio 2017- arrivano più di 50 capolavori di Manet e dei suoi contemporanei, da Renoir a Cézanne. Tutte le opere provengono dalle prestigiose collezioni del Musée d’Orsay di Parigi. Le diverse sezioni della mostra rappresentano altrettante sfaccettature sia della città sia dell’opera del grande maestro. 

La mostra vuole celebrare il ruolo di Manet nella pittura moderna, un ruolo centrale e rivoluzionario. A questo scopo le opere del grande maestro sono state suddivise tematicamente in diverse sezioni. Ogni sezione affronta i diversi generi a cui l’artista si è dedicato: ritratto, natura morta, paesaggi, donne, Parigi. Ad ogni genere è dedicata una sala, ciò consente al visitatore di immergersi in quella specifica dimensione dell’opera di Manet.

MANET E I SUOI COEVI

La vita privata e la formazione artistica di Manet è intrecciata a quella di altri noti artisti, alcuni dei quali ritratti dallo stesso Manet in opere presenti in mostra. Artisti che sono stati per lui compagni di vita e di lavoro, nonché assidui frequentatori come lui di caffè, teatri e residenze estive. Luoghi dove gli artisti dell’epoca si ritrovavano dando vita ad un continuo e proficuo scambio di idee. 

Oltre ai dipinti e ai disegni di Manet troviamo in mostra opere di Boldini, Cézanne, Degas, Gauguin, Monet, Renoir, Signac. Un’attenzione speciale è dedicata alle opere di e con Berthe Morisot. 

Per un itinerario dei café letterari parigini preferiti da Manet e dai suoi coevi cliccate qui.

MANET: UNA NUOVA FORMA DI PITTURA

 photo manet-2_zpsa6rpkhw8.jpgIl Balcone, 1868, Musée d’Orsay, Parigi

La mostra Manet e la Parigi moderna vuole ripercorrere il percorso artistico del grande maestro impressionista. In poco più di vent’anni ha prodotto oltre 430 dipinti che hanno rivoluzionato il concetto stesso di arte moderna. 

Manet ha inventato una nuova forma di pittura che ha cancellato le barriere esistenti tra ritratto, scena di genere e natura morta. Ha confuso volutamente i riferimenti dello spazio nella costruzione delle sue opere. Ha ribaltato i codici dell’estetica classica usando pennellate libere ed evidenti.

 LE DONNE MODERNE DI MANET

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Berthe Morisot con un mazzo di violette, 1872, Musée D’Orsay, Parigi 

L’artista si divertiva a giocare con la pittura antica, dalla quale attingeva un vasto repertorio di pose da far assumere alle sue modelle in scene che evocavano le tableau vivant. Le déjeuner sur l’herbe ne è uno degli esempi più eclatanti, insieme alla scandalosa Olympia

Manet esprimeva la sua rivoluzione in pittura anche attraverso la scelta di dipingere donne moderne dalla spiccata personalità. Non importa che fossero nudi femminili o dame della buona società. Una delle sue muse ispiratrici fu Berthe Morisot, che fu prima modella e in seguito allieva di Manet. Berthe Morisot divenne la prima pittrice donna esponente dell’impressionismo francese.

MANET E PARIGI: DIPINGERE LA TRASFORMAZIONE

Édouard Manet Stéphane Mallarmé, 1876 Olio su tela, 27,2 x 35,7 cm Parigi, Musée d’Orsay © René-Gabriel Ojéda / RMN-Réunion des Musées Nationaux/ distr. Alinari

Édouard Manet Stéphane Mallarmé, 1876 Olio su tela, 27,2 x 35,7 cm Parigi, Musée d’Orsay © René-Gabriel Ojéda / RMN-Réunion des Musées Nationaux/ distr. Alinari

Manet e la Parigi moderna vuole sottolineare il legame tra una Parigi in piena trasformazione e l’artista parigino per eccellenza. Manet ha interpretato i grandi cambiamenti della sua amatissima città. Parigi, a seguito del nuovo assetto urbanistico attuato dal barone Haussmann, vive proprio in quegli anni fervidi cambiamenti che ne muteranno il volto e la fruibilità.

Palazzo Reale, Milano
Piazza del Duomo 12

8 marzo 2017 – 2 luglio 2017


Lunedì 14.30 – 19.30


Martedì\Mercoledì\Venerdì\Domenica 9.30 – 19.30


Giovedì\Sabato 9.30 – 22.30

Intero: 12 Euro; ridotto: 10 Euro

www.palazzoreale.it www.manetmilano.it

Sabato 1 aprile, in occasione di ArtWeek, Palazzo Reale offre l’ingresso ridotto con visita guidata gratuita alle sue mostre tra cui Manet e la Parigi moderna.
Info e prenotazioni a partire dalle ore 14.00 del 17 marzo sul sito www.palazzorealemilano.it

Una Mostra: Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale, MondoMostre Skira

A cura di: Guy Cogeval, Caroline Mathieu, Isolde Pludermacher

Usciti da Palazzo Reale vi proponiamo di non abbandonare l’atmosfera della Belle Epoque e di proseguire la giornata curiosando tra le vie del Liberty milanese. Ecco qualche suggerimento per una passeggiata e per concedervi un caffè, una pausa gustosa o un Camparino in Galleria.

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PALAZZI E CASE DELLA BELLE EPOQUE

Al link tutte le informazioni per un itinerario sognante fra le vie del Liberty milanese.

LOCALI DELLA BELLE EPOQUE MILANESE

Café Camparino

Galleria Vittorio Emanuele II, Piazza del Duomo 21

Info 02 86464435

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Camparino? La domanda non suona affatto strana ad un milanese doc. A tutti gli altri suggeriamo di provare lo storico Camparino prima di cena, gustandolo comodamente seduti o più velocemente al bancone e stuzzicando i tipici cetrioli in agrodolce e le cipolline che accompagnano i cocktail. Si beve tutto ciò che è a base di Campari, ovviamente, dall’Americano al Negroni; o, come da tradizione, un Camparino con ghiaccio.

Capolavoro del Liberty milanese, il locale è uno dei più famosi di Milano. Entrando il bancone dell’ebanista Eugenio Quarti, i lampadari di Alessandro Mazzucotelli e le decorazioni floreali di Angiolo D’Andrea danno subito al visitatore la sensazione di tornare in un’altra epoca. Quella della Belle Epoque.

Bar Jamaica

Via Brera 32

Info 02 876723

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Il Bar Jamaica mantiene intatto l’arredamento Liberty originale, così come la sua anima. Si tratta di uno dei locali che hanno fatto la storia di Milano e che ha visto passare sui suoi tavolini generazioni di artisti e scrittori. Il Jamaica ospita adesso una clientela eterogenea, dagli studenti ai professionisti, dai turisti ai manager. Per tutti rimane un punto di ritrovo tanto che anche la frase “Ci troviamo al Jamaica” è assolutamente normale per un milanese. Ognuno al Jamaica si sente un po’ a casa.

Bar Magenta 

Via Giosuè Carducci 13

Info e prenotazioni 02 8053808

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Vera e propria istituzione milanese il Bar Magenta è diventato un’icona di Milano al pari del Duomo o del Castello Sforzesco. Il locale non ha mai perduto la sua anima retrò e attorno al suo bancone circolare con rilievi in peltro e argento si sono ritrovate intere generazioni dell’aristocrazia milanese, ma anche giovani universitari e rivoluzionari. Andare al Magenta è una tappa obbligatoria per chi visita Milano, ma è anche prassi quotidiana per chi ci vive. Famoso per i suoi panini al Magenta si può pranzare, si può fare colazione, si può bere un cocktail, ci si può rifugiare in ogni momento della giornata.

Amici del Liberty

Via Savona 20

Prenotazioni 02 83 94 302

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Perfetto per una cena romantica ma anche per una serata tra amici. Il ristorante Amici del Liberty non può vantare autentiche origini Liberty, ma fa del Liberty il suo credo. Perfettamente in tema sia negli arredamenti sia nell’atmosfera in questo ristoranti potrete gustare ottime cene di carne o di pesce e superbi dessert senza togliervi di dosso il sapore retrò della giornata appena trascorsa.

Panino Giusto

Via Marcello Malpighi 3

Info e prenotazioni 02 29409297

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Se avete poco tempo o preferite una cena veloce vale la pena già solo per il palazzo in cui è ubicato Il panino Giusto di via Malpighi. Location storica all’interno di uno dei più bei palazzi Liberty di tutta Milano, casa Galimberti, al Panino Giusto troverete un’ampia scelta tra panini, insalate e piatti caldi senza mai abbandonare neppure per un attimo la sensazione di non essere mai usciti dalla mostra Monet e la Parigi moderna.

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