IL LABIRINTO DELLA MASONE : CE LO RACCONTA FRANCO MARIA RICCI

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Un viaggio all’interno del Labirinto della Masone, il labirinto più grande del mondo, a Parma. Lo scopriamo attraverso un’esclusiva intervista a Franco Maria Ricci

Labirinto della Masone

L’Area del Labirinto della Masone

Il Labirinto della Masone è un vero e proprio polo culturale ideato dal genio creativo di Franco Maria Ricci: celebre editore parmigiano che della diffusione della cultura e della diffusione del bello in senso lato ha fatto la propria missione di vita. All’interno delle sue architetture fantasiose e quasi fantastiche troviamo: un museo, un centro culturale, una caffetteria, un ristorante, sale espositive, due piazze e, ultimo ma non ultimo, il labirinto che con la superficie di otto ettari e le 200.000 piante di bambù è il labirinto vegetale più grande della terra.

L'ingresso del complesso del Labirinto della Masone

L’ingresso del complesso del Labirinto

Tuttavia non è nella sfera turistica che il Labirinto della Masone trova la sua definitiva e più significativa estensione. Quello nel Labirinto di Franco Maria Ricci non è un viaggio in una dimensione reale e tangibile. Ma un viaggio nella sostanza dell’idea alla base dell’opera. Il Labirinto della Masone estranea il visitatore e lo catapulta in un universo parallelo. Dove il tempo e la storia si osservano ma non si vivono.

Franco Maria Ricci e Jorge Luis Borges

Franco Maria Ricci e Jorge Luis Borges

UNA PROMESSA MANTENUTA 

Tutto nasce da una promessa che Franco Maria Ricci fece allo scrittore Argentino Jorge Louis Borges. Entrambi erano affascinati dal concetto di labirinto, visto anche come metafora della condizione umana di eterna ricerca. E così un primo lume del progetto, sfumato e fumoso, si accese nella mente di Ricci. Dopo anni passati a delineare con maggior precisione quello che sarebbe stato il più grande impegno della sua vita, nel 2004 Franco Maria Ricci diede il via a questo monumentale progetto. Che grazie all’aiuto degli architetti Bontempi e Dutto assunse una forma reale.

Le architetture del Labirinto della Masone

Le architetture del Labirinto

UN TEMPIO DELLA CULTURA 

Come lo stesso Ricci ha detto più volte il labirinto vuole essere sia un lascito al territorio del parmense, da sempre culla di raffinatissime espressioni culturali, sia un monumento che ricordi lui stesso e il suo viscerale legame con queste zone, dalle quali la sua famiglia trae origine. Ma il Labirinto della Masone vuole soprattutto essere un tempio della cultura. Un inno al sapere e a tutte, e possiamo tranquillamente dire tutte, le sue più auliche espressioni. Un conglomerato di conoscenza e di storia. Un fluire, quasi epistattico, dell’attività umana in ogni suo aspetto materiale ed ideologico.

'La Città Ideale', Piero della Francesca (?)

‘La Città Ideale’, Piero della Francesca (?)

E la celebrazione di questo sapere antico già si legge nelle forme architettoniche all’interno del complesso. Sembrano infatti scaturire dai progetti del Tolomei o del Vignola, teoreti rinascimentali della città utopica. Architetture che ricordano –e certamente l’illusione è voluta- le illustrazioni di quelle città ideali Leonardesche dalle forme lineari, perfette, eteree, quasi false. Ce paiono la naturale cornice architettonica di un eventuale arrivo alla conoscenza pura e assoluta.

Il Museo di Franco Maria Ricci

Il Museo di Franco Maria Ricci

Vanitas, Museo Franco Maria Ricci

Vanitas, Museo Franco Maria Ricci

IL MUSEO

L’ode al sapere, lirica e totalizzante, si respira anche nelle sale del museo. È composto da oltre 500 opere. Tra sculture, pitture e oggetti d’arte raccolti da Franco Maria Ricci lungo tutta una vita. La collezione va dai lavori di manieristi come Caracci e Cambiaso, alla grande arte regionale parmense, alla scultura del Bernini e dei neoclassici settecenteschi. Per arrivare all’Ottocento con Hayez e il Piccio. E terminare con il dopoguerra novecentesco di Wildt, Ligabue e Savino. L’organizzazione spaziale delle opere è però stata concepita in modo da richiamare le assonanze e consonanze artistiche. Perciò la collezione non è disposta secondo un criterio cronologico. Ma secondo un gusto estetico e personalissimo del curatore, lo stesso Ricci.

Il Museo di Franco Maria Ricci

Il Museo di Franco Maria Ricci

Il sapere trova poi pieno sfogo nel suo tempio: la biblioteca. Un’ala del museo è dedicata così alla vastissima collezione bibliografica di Ricci. Oltre ad una raccolta completa delle sue edizioni, essa comprende un’ampia selezione di testi antichi, spesso rarissimi. Come la prima edizione francese dell’Enciclopedie di D’Alambert e Diderot, di cui Ricci curò una ristampa. O il rarissimo manuale tipografico di Bodoni.

Edizioni Franco Maria Ricci

Edizioni Franco Maria Ricci

BODONI E L’AMOUR FOU

E proprio questo manuale del 1818, portò Ricci negli anni ‘60 all’amour fou per Bodoni. E in parte anche al successo con la nascente casa editrice da lui fondata. Il manuale tipografico di Bodoni fu la prima opera che Franco Maria Ricci stampò (o più precisamente ri-stampò), scommettendo, e possiamo dire vincendo la scommessa, su quell’arte all’epoca scarsamente considerata che è l’arte grafica. Da lì a poco riscoperta a livello internazionale.

Il Labirinto della Masone

Il Labirinto della Masone

Passato il museo e le collezioni si arriva dunque al labirinto. Da principale attrattiva della visita diventa semplicemente la punta del diamante formato da questo unicum perfetto che è il complesso nella sua totalità. Un princeps inter pares della visita alla Masone. Il sapere. La conoscenza. I limiti umani al suo raggiungimento. La fugacità e la caducità della condizione umana. Tutti questi concetti sono espressi nella figura del labirinto: una struttura multiforme che dalla notte dei tempi attira e spaventa gli uomini.

UN PERCORSO INTERIORE

Il labirinto rappresenta un viaggio, o meglio un percorso, verso un qualcosa che appare lontano e periglioso. La meta, qua rappresentata dall’uscita, è metafora dalla luce del sapere, scopo ultimo di una vita d’elezione. E non a caso al centro del Labirinto della Masone vi è una costruzione dalle sembianze quasi esoteriche: una piazza che sembra uscita da un quadro metafisico. Tutto un simbolo dell’eterno viaggio della vita che rende una passeggiata nel labirinto della Masone un percorso da fare più con la mente che con i piedi.

La piramide al centro del Labirinto della Masone

La piramide al centro del Labirinto

Il Labirinto della Masone fa capo alla Fondazione Franco Maria Ricci. Che si propone come scopi quello della conservazione delle collezioni d’arte e bibliografica di Ricci oltre al singolare scopo del restauro del paesaggio padano. Dice Ricci a proposito:

Durante la mia vita ho visto, con tristezza, degradarsi i luoghi della mia gioventù.
 Erano i tempi in cui mi spostavo di continuo tra Parma e Milano, lungo l’Autostrada del Sole appena inaugurata; ai lati scorreva una pianura ricca di colture erbacee, di casali, di fienili, di borghi visibili in lontananza, di nebbie e di brine. 
Oggi, ogni volta che ripercorro lo stesso asse viario, vedo sfilare tristemente e senza interruzioni il retro di disadorni capannoni industriali. Con cumuli di detriti, di apparecchiature in disuso, di macchinari sfasciati, d’immondizie e cascami industriali.
 So che quegli edifici offrono molte occasioni di lavoro e di benessere. Non possono certo essere eliminati. Ma mi chiedo se non si possa in qualche modo ovviare agli inconvenienti legati al loro aspetto ingrato.
 La risposta è Sì, ed è legata a un mio amore per il bambù’

Lo scopo della fondazione appena creata è quella di circondare le costruzioni industriali con fitte siepi di bambù. Che potrebbero restituire grazia alle loro architetture poco lusinghiere. Oltre a donare una continuità col paesaggio verde della campagna padana.

Il Labirinto e la costruzione centrale alla Masone

Il Labirinto e la costruzione centrale

Noi di The Italian Eye abbiamo incontrato Franco Maria Ricci. Perché ci raccontasse in prima persona il Labirinto della Masone e la nascita di quest’opera visionaria. Certamente destinata a diventare iconica.

Siamo rimasti piacevolmente colpiti dallo scopo della Fondazione Franco Maria Ricci di restauro del paesaggio padano. La soluzione sarebbe ottima, tuttavia vorrei avere una sua idea sulla realizzabilità dell’opera. Ossia, da parte dei proprietari di questi edifici c’è l’intento di aderire al progetto? E’ verosimile una sua realizzazione futura?

Le illustro la semplicità del progetto a cui tengo particolarmente: la Fondazione individuerà delle aree, prenderà contatti con la proprietà e invierà persone preparate (architetti e botanici) a studiare un progetto coerente e in accordo con le esigenze degli imprenditori. La Fondazione parteciperebbe anche ai costi di realizzazione. Ho una certa esperienza in materia di bambù e posso dire con tranquillità che i costi sarebbero contenuti. Infatti, stimando circa cento metri di lunghezza per un capannone medio, per ottenere una siepe adeguatamente fitta si dovrebbero piantare cento bambù, uno per ogni metro lineare. Dato che il costo di ogni pianta ammonta a circa 15/20 euro, un intervento simile, di grande impatto, costerebbe 2000 euro. Il progetto quindi, per quanto ancora in fase di studio, mi sembra abbia buoni margini per funzionare.

Bamboo nel Labirinto

La realizzazione del labirinto è stato un progetto decennale che l’ha vista protagonista in tutte le sue fasi. L’idea della creazione del labirinto nasce ancora più addietro, come dice lei, dalle conversazioni con Borges. Ma l’idea che ebbe in passato ha da subito assunto un aspetto simile all’attuale realizzazione? Oppure era più un’idea utopica che poi nel corso degli anni si è declinata allo stato attuale?

Il Labirinto della Masone non nasce da un sogno solo, nitido e definitivo, ma da molti che si sono succeduti nel tempo. Cito alcune tra le varie forme di quei sogni: essere un Giardino, un Museo, una Biblioteca, una Casa editrice, una Sala delle Feste e dei Balli, la Piazza di un Borgo con la sua Chiesa, un Labirinto botanico. A lungo la cosa che chiamo Labirinto è stato un fantasma mentale. Un progetto solitario e un po’ dubbioso; oggi è un conglomerato di vegetazione e di costruzioni, di libri e di opere d’arte, di punti di ristoro, d’incontro e di festeggiamento. 

Quando nacque, il progetto del labirinto aveva un carattere abbastanza privato. Sulle terre che avevano nutrito e un po’ anche arricchito la mia famiglia, volevo lasciare una traccia di me. Col passare del tempo quell’idea primitiva si è in gran parte trasformata: forse è a causa dell’età, ma ormai penso a questa mia impresa soprattutto come a un lascito. A un modo di restituire, a un lembo di Pianura Padana che comprende Parma almeno una parte del molto che mi ha dato.

Uno dei cortili all'interno del Labirinto

Uno dei cortili all’interno del Labirinto

Il labirinto della Masone sta diventando anche la sede della sua rinascente casa editrice. Riprenderà inoltre la stampa della rivista FMR. I tempi cambiano ma le sue stampe rimangono molto apprezzate sia dalla critica che dal mercato sia per l’ottimo livello contenutistica che per la qualità, tuttavia rimangono molto elitarie, cosa della quale la sua casa editrice ha peraltro sempre fatto la propria forza. Ha intenzione di continuare su questa strada già percorsa oppure, visti i tempi, potrebbe pensare di avvicinarsi anche a un pubblico più vasto sia per contenuti che per prezzi?

La casa editrice pubblica già da tempo libri rintracciabili anche in diverse librerie, curatissimi nell’aspetto e nei contenuti, ma il cui prezzo si avvicina a quello dei libri illustrati di altre case editrici. Le mie edizioni meno recenti sono ormai materiale per collezionisti e, oltre che difficilmente rintracciabili anche ristampabili, soprattutto per le tecniche allora impiegate (rilegatura in seta, immagini applicate a mano…): questo ne spiega l’alto valore commerciale. Non è il mio principale interesse pubblicare libri “elitari” ma seguire quella qualità estrema che mi ha reso noto nel mondo. FMR, e in generale tutte le mie creazioni, non velano le proprie ambizioni: piacere ad un pubblico d’élite, ma la cui elitarietà si può manifestare anche solo col buon gusto.

Copertina di FMR, la rivista d'arte di Franco Maria Ricci

Copertina di FMR, la rivista d’arte di Franco Maria Ricci

INFOMAZIONI

Il Labirinto della Masone è aperto tutti i giorni (tranne il martedì) dalle 10.30 alle 19.00.


Si possono organizzare delle visite guidate su appuntamento, contattando gli uffici del labirinto (Tel. 0521 827081; labirinto@francomariaricci.com) o prenotando direttamente dal sito http://www.labirintodifrancomariaricci.it/ .

Dal 2016 sarà inoltre possibile pernottare presso il labirinto in due lussuose suite allestite ad hoc.

La Fondazione è stata inoltre inserita negli elenchi delle fondazioni culturali beneficiarie del 5×1000.

Testo di Federico Sigali

Immagini di Mauro Davoli 

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