I BOTTINI DI SIENA, TOSCANA

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 Visita privata in un segreto sepolto dal Medioevo, i Bottini di Siena

Alla scoperta dei Bottini in compagnia del noto storico senese Bargagli Petrucci

Il Bottino di Fonte Gaja, Siena

Il Bottino di Fonte Gaja, Siena

Il Bottino di Fonte Gaja, Siena

Il Bottino di Fonte Gaja, Siena

UN SEGRETO CELATO AI PIÙ

Le iscrizioni nei Bottini di Siena

Le iscrizioni nei Bottini di Siena

Conoscere una città significa conoscerne tutti i segreti. Non importa quante volte ci rechiamo in un luogo. Finché non vi metteremo le radici, carpendone modi e tradizioni, rimarremo sempre fuori da quella ristretta cerchia di fortunati che possono dire di aver fatto proprie la storia e le usanze del posto.

Da italiana, per di più toscana, con decine di soggiorni alle spalle, ho sempre millantato di sapere tutto su Siena e i suoi dintorni (leggi la nostra guida Siena scritta da Clio Biondi Santi). Conoscevo bene la Siena del fermento estivo del Palio, delle contrade, delle osterie dove fare rumore con gli amici. Del Circolo degli Uniti, il più antico circolo privato del mondo, e certamente di un bel piatto di pici cacio e pepe.

Sono quindi caduta nello sconforto più totale quando sono venuta a sapere di un segreto celato a molti. I Bottini di Siena, 25 km di tunnel sotterranei scavati nel Medioevo, utilizzati per portare l’acqua corrente alle case all’interno città. Un segreto poco noto anche a molti senesi che, pur conoscendo la storia di Siena e delle sue fonti, non hanno mai messo piede in questi suggestivi cunicoli che catapultano il visitatore nel glorioso passato della città.

La lista di attesa per visitare i Bottini è lunga da far desistere. Ma chi sa aspettare è premiato da uno spettacolo unico. Non solo il mistero di un luogo così suggestivo e tenebroso, ma anche la consapevolezza del grande ingegno dell’uomo. In 50 anni infatti è riuscito a scavare nella terra un reticolo estremamente intricato di canali proprio sotto il centro della città.

Le iscrizioni nei Bottini di Siena

Le iscrizioni nei Bottini di Siena

I cunicoli nei Bottini di Siena

I cunicoli nei Bottini di Siena

LA VISITA SOTTERRANEA

Armati di galosce e torce, siamo andati alla scoperta del tunnel che collega Piazza del Campo a Fonte Giusta. Guidati dal noto storico senese Benedetto Bargagli Petrucci, nipote di Fabio Bargagli Petrucci che fu podestà di Siena tra il 1926 e il 1936. E scrisse “Le fonti di Siena e i suoi acquedotti”, un testo tuttora tenuto in alta considerazione per studiare le dinamiche sociali e urbanistiche della città.

Fissiamo il ritrovo per ‘il tocco’ (mezzogiorno alla toscana) in Piazza del Campo, accanto a Fonte Gaia, una delle più belle fontane di Siena. Puntualissimo troviamo Benedetto Bargagli che, dopo i primi convenevoli, si avvicina ai tavoli esterni di un ristorante della piazza. Pensando debba recuperare uno zaino o qualcos’altro, rimaniamo immobili accanto alla fontana. Lo osserviamo da lontano mentre sposta dei tavoli e ci fa invece segno di avvicinarci a lui. Avvicinatici, ci chiede aiuto per aprire una pesante botola di ferro proprio sotto il tavolo appena spostato. Delle scale portano nel sottosuolo e noi le scendiamo come fossero una porta verso un mondo misterioso.

Ci troviamo così nell’ingresso di questo bottino, a circa 8-9 mt di profondità. E iniziamo ad ascoltare rapiti la storia di questo circuito di cunicoli. Raccontata con infinita passione dal Bargagli. Per muoverci all’interno dei Bottini usiamo ancora la mappa. Disegnata da suo nonno nel 1905, di un’incredibile precisione considerando le tecnologie dell’epoca.

LE FONTI DI SIENA

Il nome ‘Bottini’ deriva dalla volta a botte di queste gallerie. Sono stati scavati tra il trecento ed il quattrocento e canalizzavano le infiltrazioni piovane dei terreni circostanti alla città. Permettendo alla città di avere un approvvigionamento idrico pur in assenza di un fiume. Sicuramente la ricchezza e la popolosità che raggiunse Siena nel Medioevo è dovuta anche a questa grande opera ingegneristica. L’acqua trasportata, sgorgava poi nelle innumerevoli fonti della città. Vale una vista ad alcune come Fonte Branda o la Fonte delle Monache, totalmente sotterranea e situata in una delle ‘valli verdi’ all’interno delle mura cittadine.

Spesso la differenza tra l’ammirare un luogo e il goderselo appieno sta proprio in chi te lo fa scoprire. Noi abbiamo la fortuna di sentire le vicende riguardanti i Bottini da colui che li ha studiati in prima persona per anni. A Benedetto Bargagli infatti dobbiamo molti degli scritti conosciuti sull’argomento ed è solo grazie a lui e all’associazione “La Diana” che ancora oggi riusciamo a percorrere questi tunnel perfettamente conservati. Così, senza nemmeno accorgercene ci ritroviamo alla fine del percorso, all’interno della contrada Sovrana dell’Istrice, dove risaliamo e veniamo accolti da un caldo sole primaverile. Salutiamo Benedetto Bargagli ancora rapiti dall’esperienza che abbiamo appena vissuto. Ci sentiamo quasi più senesi dei senesi adesso e, presi da questa soddisfazione, ci avviamo verso un’osteria per un buon bicchiere di vino.

I cunicoli nei Bottini di Siena

I cunicoli nei Bottini di Siena

I cunicoli nei Bottini di Siena

I cunicoli nei Bottini di Siena

L'uscita dai Bottini di Siena

L’uscita dai Bottini di Siena

INFORMAZIONI SUI BOTTINI DI SIENA 

Visitare i Bottini, per quanto esperienza sensazionale, non è una cosa semplice. Le visite, organizzate dall’associazione La Diana di Siena, si tengono di solito il Sabato mattina. Visto il ridotto numero di persone per gruppo (8/10 pax) le liste d’attesa sono piuttosto lunghe. Perciò conviene chiamare con svariati mesi d’anticipo. Per verificare la disponibilità si può chiamare l’ufficio prenotazioni dal lunedì al venerdì mattina al numero 0577 / 292614/5. Il biglietto di 9,46 euro deve essere pagato in anticipo secondo le modalità indicate in fase di prenotazione. Raccomandato l’uso di una torcia elettrica e di calzature sportive e antiscivolo. 

 

Testo di Ludovica Amodeo Grabau

Foto di Federico Sigali

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