LA GUIDA DI MANTOVA, CAPITALE DELLA CULTURA, DI EMANUELA CERUTTI

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Mantova, destinazione irrinunciabile per un weekend fuori porta. Da quest’anno ha una marcia in più: è stata infatti nominata Capitale Italiana della Cultura 2016. La città rinascimentale dei Gonzaga era già entrata nei patrimoni dell’Unesco nel 2008. Insieme a Sabbioneta. Ma vale la pena approfittare di uno dei tanti eventi culturali di quest’anno per esplorare questa meravigliosa provincia lombarda. Emanuela Cerutti, visual artist originaria della città, ci regala la guida di Mantova. Con tutti gli indirizzi che non potete perdere.

Mantova di Notte

La fioritura artistica e culturale di Mantova comincia nel 1328. All’epoca Luigi Gonzaga diventa Signore della città. Come i suo discendenti, rimasti al potere fino al 1707, Luigi aveva un enorme amore per l’arte e la letteratura. Tanto grande da finanziare e ospitare alcuni dei migliori artisti del Rinascimento italiano. Come Leon Battista Alberti, Andrea Mantegna, Pisanello e Giulio Romano che hanno lasciato la loro indelebile firma in città. Creando opere esemplari. Che il vasto programma di eventi organizzato per la nomina a Capitale Italiana della Cultura 2016 permette di ammirare ed esplorare in esclusiva durante l’arco di quest’anno.

Già arrivando dalla campagna, lo skyline rinascimentale, sospeso tra cielo e fiume Mincio che la circonda da tre lati, lascerà senza fiato. Entrando in città, i palazzi, le corti, le strade, ma soprattutto le sponde del fiume vi racconteranno una storia che comincia ben prima dell’arrivo dei Gonzaga. Al tempo del dominio dei Canossa. Nell’XI secolo, una donna originaria di Mantova si fece largo “a spintoni” in un mondo politico dominato da uomini. Distinguendosi per il suo animo forte. E arrivando a diventare viceregina. E a questa Signora di tutte le terre mantovane è stata intitolata una piazza della città. Dove tutt’ora si affaccia il Palazzo dei Canossa.

 

Emanuela cerutti 1

La visual artist Emanuela Cerutti

Matilde di Canossa è vissuta nelle terre intorno al Po. Proprio quelle in cui sono cresciuta anche io e a cui sono molto legata fin dall’infanzia. Infatti le pianure adiacenti al  Po sono sempre state per me fonte di ispirazione: i boschi, i pioppi e le grandi macchie di vegetazione che nascondono tratti di golena. In mezzo alle quali scorre “il grande Fiume”, possente e pericoloso. Sono ambienti connotati da un senso fortemente emotivo. Perché per me è quella “terra di mezzo” in cui simbolicamente il reale e l’immaginario possono convivere. E in cui gli sconfinamenti sono possibili.”

È Emanuela Cerutti ad accompagnarci per le strade di Mantova. Regalandoci questa guida e svelando il suo fascino romantico e senza tempo di questa città. Forgiata da studi artistici, Emanuela ha continuato a perfezionarsi. Alternando l’esplorazione della fotografia a lavori di grafica per studi di comunicazione. Ora è la Visual Art la sua passione. Proprio scendendo da Piazza Matilde di Canossa, lungo via Verdi, si passa un vicoletto chiamato via Galana. È qui che si trova uno degli hub artistici della città: la Galleria ArteArte. Dove Emanuela ha trovato quello stesso fermento che correva una volta nelle stanze piene d’arte dei palazzi dei Gonzaga.

Emanuela cerutti 2

“Da qualche anno collaboro con la Galleria ArteArte di Mantova. Dove la gallerista Valentina Marongiu continua a credere nel mio lavoro. Questa collaborazione è per me un ottimo punto di riferimento e fonte di stimoli, oltre che un ponte di collegamento con altri artisti e la città in cui vivo. È un onore essere un’artista digitale a Mantova, la città dei Gonzaga; il legame affettivo con la città e il valore delle mie origini si fondono al mio percorso artistico. E il mio lavoro risente inevitabilmente di tutta quella tradizione storica che appartiene al mio territorio. Mantova nell’ultimo anno ha dato spazio anche alla mia arte. Infatti ho partecipato a due importanti mostre in sedi istituzionali alla Casa del Mantegna e al Palazzo Ducale; per me è stato certamente uno stimolo oltre che una vera gioia.

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