GIOVANNI BOLDINI ALLA VENARIA REALE DI TORINO

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Alla Venaria Reale di Torino le opere di Giovanni Boldini in mostra fino al 28 gennaio.  Alla scoperta del fascino femminile dei salotti della Belle Epoque.

Giovanni Boldini in mostra alla Venaria Reale

Giovanni Boldini in mostra alla Venaria Reale

Il fascino femminile, gli abiti sontuosi e fruscianti. La Belle Époque, i salotti. È il travolgente mondo di Giovanni Boldini, genio della pittura che più di ogni altro ha saputo restituire le atmosfere rarefatte di un’epoca straordinaria. 

LA MOSTRA

La mostra si colloca all’interno di un progetto più generale di riscoperta della pittura dell’Ottocento. L’esposizione ripercorre la carriera artistica di Giovanni Boldini che, partito da Ferrara per approdare prima a Firenze, poi a Londra ed infine a Parigi, fu uno degli artefici di quella moderna rivoluzione della pittura a cavallo tra fine Ottocento e primi del Novecento. 

La mostra, allestita alla Reggia di Venaria Reale fino al 28 gennaio, propone al pubblico più di cento opere dell’artista. Tra olii e pastelli, sono esibite anche le tele di artisti a lui contemporanei; tra questi, Telemaco Signorini, Cristiano Banti, Francesco Vinea e Giuseppe De Nittis. 

 photo Giovanni-Boldini-Alaide-Banti-sulla-panchina-1870-75.-Collezione-privata_zpsbbwu3fgt.jpgAlaide Banti sulla panchina, Cristiano Banti

IL PERCORSO ARTISTICO DI GIOVANNI BOLDINI

Ferrarese del 1842, Giovanni Boldini arriva a Parigi nel 1871 durante quel periodo magico e ottimista che prenderà il nome di Belle Epoque. I suoi modi aristocratici e la sua innata mondanità, oltre che la sua pittura, lo rendono un artista dalla personalià magnetica e affascinante, oltre che di grande modernità e talento. L’impatto della Belle Epoque e della cultura francese in generale sulla sua pittura è dirompente, tanto che Boldini viene considerato l’anticipatore della modernità tipica del Novecento, colui che ha saputo esprimere le atmosfere di benessere e piacere di un’epoca ancora ignara delle sue future e sciagurate guerre mondiali. 

Ma Boldini non è stato solo questo. Non ha solo anticipato un’epoca pittorica e non si è limitato a riprodurre lo charme della Belle Epoque. L’artista ha provato, anche e soprattutto, a svelare l’anima più segreta e nascosta della bellezza femminile. 

GIOVANNI BOLDINI E IL FASCINO FEMMINILE

La sua pennellata inconfondibile, infatti, lo rende l’artista più celebrato e ricercato per ritrarre le più importanti personalità del suo tempo. Le donne, grazie alle pennellate dell’artista, diventano delle creature sublimi ed eleganti, divine. Assolutamente consapevoli del proprio fascino. Nascono così ritratti di personalità femminili dirompenti che influenzeranno le avanguardie novecentesche.

Tra i suoi capolavori in mostra troviamo Signora che legge; Ritratto di signora in bianco con guanti e ventaglio; Mademoiselle De Nemidoff, oltre alla celebre Donna Franca Florio, ormai diventata l’icona della Belle Époque. Il quadro fu commissionato a Boldini dal marito della donna, che però lo ritenne oltraggioso e impudico. Respinse l’opera e si rifiutò di pagarla allo stesso Boldini. Fa sorridere, oggi, guardare questa donna, così elegante nel suo lungo abito nero, e pensare che le spalle scoperte e lo scollo profondo, ma assolutamente pudico, furono prese per eccessiva esposizione di una bellezza che sarebbe dovuta rimanere privata. 

 photo donna-florio-k1cD--835x437IlSole24Ore-Web_zpskib4d1jr.jpgRitratto di Donna Franca Florio, Giovanni Boldini

La mostra è arricchita da numerosi materiali e interessanti filmati sulle grandi dive del cinema muto, dove tutto era lasciato alla mimica e alla gestualità delle attrici. In un’epoca in cui la donna era poco riconosciuta come soggetto protagonista, Boldini la ritrae facendone emergere la carica intima e sensuale. 

IL PERIODO FIORENTINO E IL PERIODO PARIGINO

La mostra ripercorre la vita e il percorso artistico di Giovanni Boldini attraverso quattro sezioni. La prima, Il soggiorno a Firenze. Poetiche e verismo della luce macchiaiola, ripercorre gli anni fiorentini dell’artista, che partecipa al clima risorgimentale e rivoluzionario dando vita alla corrente che prenderà il nome di Macchiaioli. Questo gruppo di artisti, insofferenti alla rigidità dell’accademia, era dedito all’osservazione diretta della natura, da rendere su tela attraverso macchie di luci ed ombre. Rispetto ai Macchiaioli, Boldini sarà più attratto dalle grandi metropoli e dagli ambienti eleganti che dal paesaggio, attrazione che lo spingerà a lasciare Firenze alla volta di Parigi.

Qui, nel secondo periodo, I primi anni di Parigi. L’amore per Berthe, il gallerista Goupil e la contessa Rasty, Boldini subisce il fascino irresistibile della Ville Lumière. Sarà a Parigi che Boldini conoscerà la modella e amante Berthe e inizierà a collaborare con Goupil, forse il più internazionale gallerista e mercante d’arte dell’epoca.

BOLDINI E IL FASCINO DELLA BELLE EPOQUE

Nella terza sessione, Uno stile destinato al successo. Il pittore della vita contemporanea, si conferma l’attrazione di Boldini nei confronti dei riti urbani. L’artista, così come si era distaccato dai macchiaioli, si differenzia dagli Impressionisti per la sua fascinazione nei confronti della vita dinamica e brillante della città, e predilige il lavoro in studio rispetto alla fascinazione per i paesaggi e la pittura en plein air. Sono i teatri, i caffè, i salotti, ad attirare in maniera totalizzante l’attenzione dell’artista ferrarese. 

E infatti, nella quarta sezione, Il fascino della belle Epoque. Sensualità e magia del ritratto femminile, esplode sia il successo internazionale dell’artista sia il suo piacere nel ritrarre la bellezza femminile in tutta la sua dirompente sensualità. L’arte di Boldini celebra il mito della femme fatale o delle Divine, come l’artista chiamava quelle donne perfette e inarrivabili che arricchivano la vita mondana della Ville Lumière e dettavano moda con le loro mise audaci e sublimi. Una fra tutte, la divina marchesa Luisa Casati, che fece della sua stessa vita un’opera d’arte. 

DOLCE STIL NOVO: LA CUCINA COME ARTE

La Reggia di Venaria ospita anche uno dei ristoranti più famosi d’Italia. È il Dolce Stil Novo, da anni ai vertici delle guide gastronomiche e segnalato con una stella dalla prestigiosa guida Michelin. 

A dirigerlo e a curarne la cucina è lo chef patron Alfredo Russo, talento dell’alta ristorazione in Italia e all’estero. Il ristorante si trova all’ultimo piano del Torrione di sud-est progettato da Michelangelo Garove secondo il modello francese del padillon-système. Queste stesse sale, tre secoli fa, erano gli appartamenti delle “Fame“, le dame di corte al seguito delle principesse sabaude.

Guardando la piazza dell’orologio trovate l’ingresso del ristorante alla vostra sinistra, dove un citofono liberty vi invita ad entrare e a salire al quarto piano della torre. Il menù propone piatti della cucina tradizionale piemontese sapientemente rivisitati; e per il caffè lo chef vi inviterà a degustare delle prelibate friandises in terrazza, dove la vista mozzafiato sui giardini reali vi farà sentire, per un giorno, dei re.

Un’esperienza multisensoriale eccellente, dunque, fra arte, cucina e architettura, a cui non rinunciare. Non lo avrebbero fatto nemmeno le Divine di Boldini. 

Giovanni Boldini – Venaria Reale fino al 28 gennaio

Apertura da martedì a venerdì dalle ore 9.00 alle 17.00

Sabato, domenica e festivi dalle ore 9.00 alle 18.30

Dove

Reggia di Venaria Reale, Piazza della Repubblica, 4 – Venaria Reale

Prezzo

Biglietto intero: 14 €

Biglietto ridotto: 12 € 

Altre informazioni: www.lavenaria.it

Ristorante Dolce Stil Novo

Reggia di Venaria Reale, Piazza della Repubblica, 4 – Venaria Reale 
+ 39 011 4992343
info@dolcestilnovo.com

Accesso dalla Corte d’onore della Reggia.  
Aperto dal martedì sera alla domenica a pranzo.

Per il pranzo vi consigliamo di arrivare entro le 13.30 per il menù degustazione.

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