UNA GIORNATA A CORFÙ – MEDITERRANEO: VIAGGIO NELLA TERRA DEL MITO

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Nell’immaginario turistico, l’isoletta egea viene tendenzialmente raffigurata come vergine, intatta e sperduta, anche se oramai non lo è più da tempo. Eppure piace sempre immaginare quanto Corfù sia rimasta legata a ritmi e stili di vita tradizionali.

Una giornata a Corfù (Ph. by Valentina Contavalle)

Una giornata a Corfù (Ph. by Valentina Contavalle)

Corfù si è creata una sua nuova e largamente fiabesca identità basata sulla mescolanza di diversi elementi: le suggestioni delle rovine antiche, il folklore, l’amenità dei suoi villaggi, l’incanto delle sue spiagge, la meraviglia dei tramonti a cui spesso si assiste collettivamente, quasi ci si aspettasse un applauso finale al sole che sembra inabissarsi tra le onde.

Ed ancora, l’isola è un “mito”: essa sembra rappresentare un rifugio sicuro, uno spazio su cui fuggire dalla quotidianità frenetica, riconciliandosi in un abbraccio quasi mistico con la natura.

Ma è anche un mito del divertimento sfrenato, della gioia di vivere esibita attraverso la trasgressione, in una sorta di festa permanente.

Se l’isola è davvero quel luogo dell’“eccezione”, dove il flusso dell’esistenza quotidiana appare sospeso, soggiornarvi rappresenta quasi fatalmente l’occasione per vivere esperienze fuori dalla norma.

Quasi volessimo vivere una vita diversa.

Tutto questo, e molto altro ancora, è Corfù.

L’isola di Corfù

Una giornata a Corfù (Ph. by Valentina Contavalle)

Una giornata a Corfù (Ph. by Valentina Contavalle)

La vecchia Cattaro o, come la chiamavano gli antichi Greci, Kerkyra, è una piccola nazione fiera ed indipendente.

Ed in effetti, una volta approdati ci si accorge subito quanto questa non sia un’isola come tutte le altre. Si viene subito investiti da una cultura così varia, una ricca movida, nonché da una malinconica atmosfera coloniale. Senza dimenticare le sue spiagge, spesso di una bellezza disarmante. Sembra la perfetta isola da “prima volta” in Grecia, adatta a tutti, dal turismo di massa “all inclusive” a quello più intimo, per coloro che amano scoprire i villaggi più tradizionali, così come la tranquillità di paesaggi rurali, magari a due passi da un mare dal blu intenso.

La capitale Corfù

Una giornata a Corfù - La capitale (Ph. by Valentina Contavalle)

Una giornata a Corfù – La capitale (Ph. by Valentina Contavalle)

Prima tappa d’obbligo, la capitale Corfù – che prende il nome dall’isola.

È sufficiente dare un primo sguardo frettoloso al centro per rendersi conto di trovarsi in una Grecia differente, dove l’oriente non ha saputo farsi spazio e dove l’italianità prevale. E così come in un sogno, eccovi tra le vie dei Dogi, dove il chiarore delle lucerne rischiara le calli.

E va bene, non troverete certamente canali in città, ma più che alle antiche vestigi greche, Corfù sarà eternamente debitrice alla dominazione veneziana, che s’impose all’isola a partire dal 1402. L’isola fu ceduta per 30.000 ducati d’oro, e l’architettura veneziana la fa ancora da padrona.

Fatevi sopraffare dall’innata curiosità umana, lasciando per un po’ le spiagge tanto belle quanto affollate – specialmente negli afosi mesi estivi – per perdervi tra le viuzze di una cittadina in pieno fermento, semplice ed allo stesso tempo immensamente deliziosa. I colori pastello dei muri, le persiane socchiuse da cui poter fare capolino, le vetrine dei negozi invasi dai turisti, interessati ai loro acquisti, anch’essi frenetici; insomma, un piacevole “mosaico” di colori e odori, il tutto avvolto da quell’aura lagunare. E poi basta voltarsi verso il viale principale e ci s’imbatte in un numero considerevole di Coffee shop e dehors, quasi reminiscenti di un boulevard: improvvisamente, si scopre una Corfù “parigina”. Perché è vero che la dominazione veneziana ne ha forgiato una forte identità, ma è stato l’arrivo di Napoleone a rendere Corfù così sofisticata, con quel suo fare quasi civettuolo; qualcuno l’ha persino definita l’“Edith Piaf” delle isole greche.

La capitale e i suoi abitanti

Una giornata a Corfù (Ph. by Valentina Contavalle)

Una giornata a Corfù (Ph. by Valentina Contavalle)

Prima di cominciare il piccolo tour, è davvero difficile resistere ai piccoli peccati di gola, magari assaggiando uno dei prodotti più tipici del luogo, lo yogurt. Potrete accomodarvi in uno dei tanti caffè sotto gli archi del Liston, uno degli edifici più rappresentativi della capitale, il suo vero cuore pulsante, e mentre affondate il cucchiaio su una cascata di deliziose praline al cioccolato, guardatevi intorno. Questa capitale è tutta una scoperta, con i suoi stretti vicoli, le antiche chiese, le case alte con i lori balconi in ferro battuto, e le piazzette che rimandano ancora una volta alla mente i campielli veneziani.

C’è un vero e proprio crocevia di sguardi: ancora una volta sono le persone che si incontrano a stupire.

In un paese tanto antico, gli abitanti ed i loro gesti sembra vogliano donare, anche solo per un attimo, un briciolo della loro tranquillità. È così che sono: belli, sereni, senza quell’aria un po’ drammatica, tipica dei cittadini delle nostre frenetiche metropoli, nonostante – specialmente durante il giorno – ci sia un assordante vociare di persone, talvolta interrotto dai canti e dalle note degli artisti di strada, che animano allegramente gli angoli del centro storico.

Avrete davvero la sensazione di sentire un richiamo verso questa terra, quasi se ne percepisse il valore, come se volesse aprire le sue porte al mondo che l’aspetta, con quel suo vezzo francese e con un velo di malinconia e decadenza. E quando non si ha più voglia di osservare con occhi affamati solamente da lontano, basta addentrarsi tra i dedali di viuzze, quasi in punta di piedi, in una meravigliosa quanto sana quotidianità, cercando anche solo d’intuirne l’effimera bellezza e lasciandosi alle spalle la mondanità isolana.

Il Campiello

Una giornata a Corfù (Ph. by Valentina Contavalle)

Una giornata a Corfù (Ph. by Valentina Contavalle)

Una volta immersi nel cuore della città, raggiungerete il Campiello, il quartiere più affascinante della capitale, dal 2007 patrimonio dell’UNESCO. Sarà affascinante camminare tra le sue strette stradine, le Kantounia, all’ombra dei suoi palazzi, di un’edilizia antica, in gran parte sopravvissuti agli orrori della seconda guerra mondiale.

Odori di cibi in cottura si diffondono nell’aria; ad ogni angolo, panni stesi al sole danno la loro nota di colore, finestre e usci di casa aperti, dove un’atmosfera di genuinità sembra volere e le risate dei bambini risuonano nei cortili adiacenti. Tutt’intorno, una sensazione di protezione quasi materna che solo queste vie sanno dare. Camminare su e giù per queste viuzze sarà come visitare una sorta di museo a cielo aperto; talvolta tra i palazzi torna a far capolino un piccolo scorcio di mare che costeggia l’intera capitale, cingendola in un affettuoso abbraccio. I suoi colori ne fanno un magnifico quadro, tutt’intorno l’atmosfera di un sogno; ma nel silenzio, quelle onde in lontananza che si sentono placidamente infrangere sulla riva vi porteranno alla realtà, facendovi amare ancor più quella natura che stavate ammirando, viva più che mai.

E c’è ancora una curiosità: tra il Campiello e il quartiere Spilia, per chi riuscisse a trovarla, c’è la via Filellinon. Fermatevi al numero civico 18, dove si trova l’edificio più vecchio della cittadina, datato 1497! Un vero salto nel passato per gli amanti della storia, così come per i più curiosi. Ma un particolare più di tutti desterà maggiore stupore: la presenza di un balcone che vi riporterà in una Verona shakespeariana.

Un modo davvero simpatico per concludere questa vostra passeggiata, tornando a sognare sui passi di Romeo e Giulietta.

La Spianada e la Fortezza Vecchia

Una giornata a Corfù (Ph. by Valentina Contavalle)

Una giornata a Corfù (Ph. by Valentina Contavalle)

Ritornati alfine sulla strada principale, non riuscirete facilmente a distogliere lo sguardo dalle piazzette lastricate ed i cortiletti nascosti. E rieccovi giunti alla grande piazza principale, la Spianada. Ci si sente davvero impotenti di fronte alla sua grandezza. Fu creata sotto la dominazione di Venezia per facilitare la difesa della città in caso di attacchi nemici; il suo nome lo devo proprio all’assenza di edifici. Piena di verde, questa piazza separa la città dalla Fortezza Vecchia. Con un pizzico di fortuna, sarà un piacere assistere ai numerosi eventi di carattere mondano e religioso che si svolgono all’interno di essa.

Il centro storico della capitale è circondato da due fortezze, erette in momenti differenti – da qui il nome di Vecchia e Nuova – ma che in passato erano unite da mura, permettendo ai suoi abitanti di vivere al sicuro all’interno di esse. La Fortezza Vecchia, risalente all’incirca al XVI secolo, è il simbolo della capitale, la pietra miliare a cui i Corfioti fanno fede. Sembra voler cambiare le sue vesti alla luce del tramonto, colorandosi di giallo e d’arancione; prepara la sua città all’arrivo dell’imbrunire, osservandola da lontano in tutta la sua maestosità e fierezza.

Una passeggiata fino al porto

Una giornata a Corfù - Vicoli (Ph. by Valentina Contavalle)

Una giornata a Corfù – Vicoli (Ph. by Valentina Contavalle)

Se deciderete poi di superare il “grande arco” del Palazzo di San Michele e San Giorgio – costruito riprendendo l’antico stile dorico – che vi immetterà nuovamente nella parte vecchia della città, potrete piacevolmente passeggiare sulla strada che costeggia il mare, alla brezza del tramonto isolano, camminando su quelle che era l’antica cinta muraria di Corfù; lungo la via sarà possibile ammirare ancora qualche edificio d’importanza storica, quale la Chiesa della Panaghia Antivouniotissa o il Museo bizantino, per arrivare fino al vecchio porto.

In lontananza, uno scampanio riecheggia nell’aria, scandendo l’ora: proviene dal campanile della Chiesa di San Spiridione, patrono di Corfù. Eretta nel 1520 dai veneziani, rappresenta il monumento religioso più famoso dell’isola, riconoscibile proprio per la punta rossa del suo campanile. Sull’isola la religione è una componente importantissima della vita degli abitanti. E lo si può notare dal considerevole numero di chiese: solo nella capitale, se ne contano una ventina.

C’è ancora tempo per continuare a passeggiare tra la quiete del paesaggio, ascoltando le onde che si gettano pacificamente sulla battigia sotto di voi. Non di rado è possibile imbattersi in un piccolo mercato di quartiere. Benché giunto alla chiusura, è ancora possibile girare tra le poche bancarelle rimaste, ma ancora colme di prodotti locali; questo renderà ancor più unica la vostra esperienza. Ed ancora una volta sarete sommersi dagli odori di qualcosa di buono e genuino, magari riportandovi alla mente quei sapori legati al vostro passato. E la visione di bambini giocare tra la sabbia non potrà fare altro che strappare un sorriso; un ultimo regalo di tenerezza che Corfù vuol donare.

L’Achilleion

Una giornata a Corfù - Achilleion

Una giornata a Corfù – Achilleion

Insomma, si sarà capito: Corfù è un “ombelico del mondo”, che piace, stuzzica, intriga persino.

Tanto ricca di costruzioni quanto verde e rigogliosa; con i suoi panorami dalle tinte così forti, specialmente durante un tramonto, ed i suoi tanti “spettacoli” naturali che si nascondono dietro ogni angolo. Allontanandosi dalla capitale, l’isola offre tante altre possibilità: boutique storiche, di prodotti tradizionali, fortezze, musei, palazzi.

Palazzi affascinanti come l’Achilleion. Sito a circa 10 km a sud della capitale, fra sentieri tortuosi ed uliveti a perdita d’occhio, ecco scorgere l ‘imponente palazzo, eretto nel 1890 in stile pompeiano.

Deve la sua importanza tanto alla sua bellezza quanto all’imperatrice Elisabetta d’Austria, Sissi; oppressa da una vita di corte che le andava stretta e dalle tragedie familiari, amava trascorrere qui i suoi lunghi periodi di degenza dati dalla salute cagionevole, tra la pace e l’aria salubre dell’isola. Un piccolo angolo di paradiso che ci ha lasciato in eredità e per cui essere grati.

Le spiagge di Corfù

Una giornata a Corfù - Acque cristalline (Ph. by Valentina Contavalle)

Una giornata a Corfù – Acque cristalline (Ph. by Valentina Contavalle)

Impossibile poi ignorare le spiagge. Sono troppe e davvero belle. Forse uniche, come quella di Arillas. E stare tra i ciottoli o tra la sabbia, poco importa: la loro bellezza rapisce e si è sempre pronti per poter fare un tuffo, specie per sfuggire alla canicola estiva.

A Corfù, il romanticismo fa da padrone. Nel paesino di Kassiopi molte coppie adorano passare il loro tempo in un’atmosfera del tutto pittoresca: si ha sempre l’impressione di avere una caletta tutta per sé.

Il Canal d’Amour – che di canale ha ben poco, essendo una piccola insenatura di un’altrettanto piccola spiaggetta limitrofa – a Sidari, è un’altra delle soste da non perdere, per proseguire fino alla deliziosa Paleokastritsa, ritenuto dai Corfioti il posto più bello del mondo. L ‘alternanza tra insenature e piccoli tratti di spiaggia le dà tutto il suo splendore.

E se di girovagare per l’isola non si è ancora stanchi, si può sempre approfittare della spumeggiante nightlife corfiota. Si spazia dai locali più fashion, magari in riva al mare, ai baretti più nascosti e popolari, dove l’ouzo e altri liquori tradizionali scorrono a fiumi, oppure godendo dell’aspetto più culinario e godereccio dell’isola nella cittadina di Sidari.

Immergersi nella tradizione di Corfù

Una giornata a Corfù - Formaggi tipici (Ph. by Valentina Contavalle)

Una giornata a Corfù – Formaggi tipici (Ph. by Valentina Contavalle)

Sarebbe davvero limitante considerare Corfù una meta esclusivamente estiva. La Pasqua Ortodossa è certamente una delle feste più singolari a cui prendere parte; sarà come trovarsi nella Sicilia del dopoguerra, quando durante i festeggiamenti del capodanno le suppellettili in disuso venivano scagliate fuori dalla finestra. Ebbene, qui non saranno oggetti di uso comune, bensì vasi rossi in terracotta a “spiccare il volo”. Un’esperienza – con le dovute precauzioni del caso – che deve essere fatta una volta nella vita.

E all’improvviso il paesaggio di fronte a noi si tinge di toni fiabeschi ed il sole che cala sulla piccola insenatura ricorda che è tempo di andare. E nel volgere lo sguardo ancora una volta verso il vecchio porticciolo, non si può far a meno di pensare con quanta nostalgia spesso si lascia quest’isola.

Corfù, dove Ulisse approdò prima di far ritorno alla sua Itaca.

Un luogo che conserva un passato ricco di storia, camminando ora sui passi degli antichi Greci, ora sulla marcia cadenzata dell’esercito napoleonico.

Corfù, l’isola che piace terribilmente a chiunque e dove chiunque ritroverà quell’età della leggerezza e della spensieratezza.

E lei rimarrà lì, immobile ad osservare la meraviglia che è riuscita a destare.

Ma altri luoghi sono pronti per essere visitati, meglio non farli attendere troppo a lungo.

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