GRAPPOLI DI GUSTO: FOOD TOUR DI ASTI E DELL’ASTIGIANO

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Nel cuore del Piemonte, regione di confine storicamente soggetta a influenze francesi, giace sulle rive del Tanaro e circondata dalle colline la città di Asti. Terra natale di Vittorio Alfieri, è da anni meta, – così come i territori della sua provincia abbarbicata sulle colline delle Langhe e del Monferrato – di turisti affascinati, oltre che dai morbidi e incantevoli paesaggi, dall’ottimo cibo e dai vini eccezionali tipici della zona. Ecco perché un food tour di Asti e dell’Astigiano dal punto di vista di chi li vive non può mancare nei vostri itinerari italiani.

La cucina astigiana

Food tour di Asti e dell'Astigiano

Food tour di Asti e dell’Astigiano

Le radici della cucina astigiana affondano in profondità nella tipicità strettamente piemontese, ma soprattutto nei pendii sabbiosi del suo territorio e della sua produzione agricola, fondata suipeperoni quadrati della Motta di Costigliole, dove sei ritenuto uno straniero se non riesci a pronunciare l’idiomatica frase “dui puvrun bagnà ‘nt l’öli” (due peperoni bagnati nell’olio), sui cardi gobbi di Nizza Monferrato, sulla nocciola trilobata delle Langhe e su molti altri prodotti che sarebbe troppo lungo stare ad elencare in questa sede.

Nonostante tra le specialità di Asti e del suo circondario non manchino piatti sontuosi e ricercati, come il gran bollito misto o il brasato di vitello al barbera, lontano cugino del transalpino boeuf bourguignon, la maggior parte delle ricette astigiane è caratterizzata da una vocazione prettamente contadina.

Le ricette tipiche astigiane

Food tour di Asti e dell'Astigiano

Food tour di Asti e dell’Astigiano

Il respiro della campagna si può sentire nel pan marià, classica ricetta di recupero che riutilizza il pane raffermo passato nell’uovo e poi fritto; nella bagna caoda, intingolo a base di aglio e acciuga da servire con verdure crude e così amata dai giapponesi che ne hanno persino realizzato degli snack; oppure nella cisrà, una minestra a base di ceci e costine; o ancora nel gran fritto misto, che accosta fra loro la frittura di varie frattaglie, salsiccia, e addirittura mela, semolino e amaretto.

Non da meno sono poi i primi, che spaziano dalla pasta ripiena come i famosissimi ravioli con il plin, onomatopea che indica il pizzicotto per chiudere l’impasto attorno al suo ripieno di carne, agli gnocchi, ai risotti, spesso e volentieri sfumati con i vini locali, Barbera in primis, fino ai tajarin, sottili tagliatelle dal giallo intenso dovuto al largo utilizzo di tuorli, poi conditi nei più svariati modi, semplicemente con il burro, oppure con porcini, tartufi o con sugo dell’arrosto.

I piatti di carne

Food tour di Asti e dell'Astigiano - Carne cruda all'astigiana con tartufo

Food tour di Asti e dell’Astigiano – Carne cruda all’astigiana con tartufo

Tradizione contadina però non significa solo ortaggi, in quanto anche i piccoli allevamenti sono all’ordine del giorno, garantendo tra le altre cose carne bovina di razza piemontese, con cui è possibile preparare la deliziosa carne cruda all’astigiana, un piatto semplicissimo a base di una battuta al coltello insaporita con aglio, olio, sale, pepe e talvolta rifinita con qualche lamella di tartufo. Completano poi il quadro i vari salumi e insaccati come i salami, nelle loro varianti cotta e cruda, ovvero il lardo, spesso triturato, speziato e spalmato sulle friciule, frittelle salate, ancora calde; o le salsicce, brasate poi col vino o cotte coi i cavoli come nella preparazione del sancrau.

I dolci

Food tour di Asti e dell'Astigiano - Bönet

Food tour di Asti e dell’Astigiano – Bönet

Se poi, dopo un pranzo o una cena a base di involtini di peperone, agnolotti d’asino, stufato di cinghiale con la polenta e robiola di Roccaverano, prodotto a denominazione di origine protetta, ci fosse ancora spazio nello stomaco, si avrebbe a disposizione un’abbondante varietà di dolci, a partire dalle pesche ripiene al cioccolato, incontrando altre squisitezze come la torta di nocciole; il bönet, dessert al cucchiaio affine al budino a base di cacao, caffè e amaretti, lo zabaione, rigorosamente preparato con il Moscato d’Asti; o il Mön, il mattone dolce tipico del comune di Mongardino, la cui ricetta è gelosamente custodita.

I vini dell’Astigiano

Food tour di Asti e dell'Astigiano - Uve moscato

Food tour di Asti e dell’Astigiano – Uve moscato

Accanto a un menù così ricco e vario non sarebbe potuta mancare una carta dei vini che fosse all’altezza. E infatti la tradizione vitivinicola dell’astigiano si sposa perfettamente con quella culinaria, con un rapporto simbiotico di reciproco arricchimento. Il fatto che sulla carta i confini della provincia di Asti riprendano la sagoma di un grappolo d’uva risulta decisamente emblematico della predisposizione al mondo dell’enologia.

Non mancano perciò grandissimi vini, bianchi e rossi, da pasto e da dessert, che con gli anni si sono garantiti la denominazione di origine controllata, talvolta anche garantita. A partire dall’Asti Spumante e dal Moscato d’Asti, scelti ormai in tutto il mondo per brindare durante le grandi occasioni, dai gusti rispettivamente meno e più dolce, ma entrambi figli delle uve moscato che hanno scelto il comune di Canelli come loro patria elettiva.

I vini rossi

Food tour di Asti e dell'Astigiano - Ruchè

Food tour di Asti e dell’Astigiano – Ruchè

Per gli amanti dei rossi decisamente più corposi, non si può che optare per la Barbera d’Asti, per la Barbera del Monferrato o per il Nizza; mentre per chi dovesse preferire un rosso dai sentori più fruttati ci sono a disposizione l’Albugnano di uve Nebbiolo, il Cisterna d’Asti o il Dolcetto. Sempre in tema di rossi, non bisogna dimenticarsi di altri vini dal sapore intenso come il Ruchè di Castagnole Monferrato, la Freisa e il Grignolino d’Asti.

I vini bianchi e i vini dolci

Food tour di Asti e dell'Astigiano - Alta Langa di Enrico Serafino

Food tour di Asti e dell’Astigiano – Alta Langa di Enrico Serafino

Sempre nel contesto del regno di Bacco, non vanno tralasciati i vini bianchi, che con il Cortese dell’Alto Monferrato raggiungono picchi d’eccellenza. Tali picchi sono garantiti anche dall’Alta Langa, un brut di prestigio che può essere altresì prodotto con uve rosé.

Passiamo dunque ai vini dolci, perfetti per accompagnare il dessert, ma anche da bere fuoripasto. Da menzionare necessariamente sono il bianco Loazzolo e le rosse Malvasia di Casorzo e Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, entrambe piacevolmente frizzanti.

Eventi enogastronomici nell’Astigiano

Food tour di Asti e dell'Astigiano

Food tour di Asti e dell’Astigiano

L’indiscutibile valore culturale, e perché no, anche economico, del ricco patrimonio enogastronomico astigiano è stato ulteriormente comprovato più e più volte su diverse scale. A partire da quella mondiale, in quanto l’UNESCO ha inserito tra i suoi siti i filari delle vigne che si snodano sui fianchi delle colline di questo territorio. A livello locale, invece, i vari enti, dalle comunità collinari ai comuni e alla provincia, si sono impegnati in una campagna di promozione e valorizzazione della zona.

Sono moltissimi dunque gli eventi che tra marzo e dicembre costellano l’area. Si spazia tra i più svariati temi, siano essi la bagna caoda, i tartufi, i vini o i peperoni quadrati. Tra questi sono assolutamente degni di nota la Fiera nazionale del tartufo di Moncalvo le ultime due domeniche di ottobre; la corsa delle botti di Nizza Monferrato nel mese di giugno, in cui alla gara “sportiva” si affianca la degustazione di prodotti locali; e soprattutto le due kermesse che caratterizzano il settembre del capoluogo, ossia il festival delle Sagre, in cui la piazza di Campo del Palio è animata dalle casette delle Pro loco della provincia impegnate a servire i loro piatti tipici, e la Douja d’Or, celeberrima esposizione enologica e paradiso dei sommelier.

Itinerari enogastronomici nell’Astigiano

Food tour di Asti e dell'Astigiano - Castello di Costigliole

Food tour di Asti e dell’Astigiano – Castello di Costigliole

Qualora poi gli eventi non dovessero ancora bastare, i gourmand che decidono di stazionare ad Asti possono altresì seguire diversi itinerari alla scoperta delle meraviglie paesaggistiche e gastronomiche locali. Andando verso sud si incontra la Langa astigiana, splendidamente rappresentata da Agliano TermeCostigliole con il suo imponente castello; Canelli, regno dello spumante; e Roccaverano, con la sua robiola. Sempre seguendo l’itinerario meridionale si raggiungono quindi perle monferrine come Nizza, dove si può assaggiare la Beli Cauda, variante della farinata; e Mombaruzzo, profumata dai suoi amaretti morbidi continuamente sfornati.

Chi scegliesse invece di andare verso nord-est si inoltrerebbe nel cuore del Monferrato, incontrando Castagnole Monferrato, impreziosita dal suo RuchèGrana e la sua collezione di arte sacra; Grazzano Badoglio che diede i natali al celebre Maresciallo; e Moncalvo, una delle antiche capitali dello storico Marchesato.

Ultima ma non meno importante direttrice da intraprendere è la strada verso nord-ovest, che ricopre la medievale Via Francigena. Da qui si arriva a Montiglio, dove assaggiare superbe specialità alle nocciole; Cocconato, importante centro caseario; Aramengo, nota per il suo centro di restauro; Tigliole, immersa nelle vigne, e l’incantevole borgo di San Damiano.

Dove mangiare e bere nell’Astigiano

La vastissima offerta di ottimi cibi e vini, tuttavia, non è circoscritta ai soli festival e fiere, essendo infatti disponibile nel corso dell’intero anno nei vari ristoranti, cantine, trattorie e agriturismi di certo abbondanti nell’astigiano.

Gli appassionati di degustazione vinicola, amatoriali e non, hanno la possibilità di scegliere tra un numero altissimo di enoteche. Qualora la decisione dovesse essere troppo ardua, possono contare sull’aiuto della Camera di Commercio di Asti, pronta a indirizzarli verso le eccellenze.

Le enoteche

Food tour di Asti e dell'Astigiano - Le cattedrali sotterranee di Canelli

Food tour di Asti e dell’Astigiano – Le cattedrali sotterranee di Canelli

Si hanno così a disposizione l’Enoteca Regionale di Canelli e dell’Astesana (Via Giuliani 29, Canelli), dove regnano gli spumanti; l’Enoteca Regionale di Nizza Monferrato (Via Carlo Alberto 58, Nizza M.to), che affianca la degustazione dei vini a quella di prodotti tipici; la Cantina Comunale di Bruno (Piazza Ivaldi 21, Bruno) e la Bottega del Vino della Langa Astigiana (Via Consortile 18, Bubbio), in cui si possono assaggiare anche formaggi tipici; la Bottega del Vino di Castagnole delle Lanze (Via Bettica 13, Castagnole delle Lanze), con degustazioni di vini DOC e DOCG; o ancora la Cantina Comunale di Costigliole d’Asti (Via Roma 9, Costigliole d’Asti), che offre ai suoi visitatori anche un’ampia scelta di grappe, altro prodotto di pregio della lavorazione vitivinicola.

I ristoranti ad Asti

Food tour di Asti e dell'Astigiano - Taste Vin

Food tour di Asti e dell’Astigiano – Taste Vin

Per chi invece alla degustazione dovesse preferire un comodo pasto, seduti alla tavola di un buon ristorante, può prendere una cartina della provincia, indicarne un punto a caso e quasi sicuramente ne troverà uno eccellente.

Partendo dal capoluogo, si può mangiare al Taste Vin (Via Carlo Vassallo 2), in un ambiente tanto curato quanto la sua cucina; all’Angolo del Beato (Vicolo Giuseppe Cavalleri 2), dall’enciclopedica carta dei vini; al Pompa Magna (Via Aliberti 65), nel cuore della città medievale; o magari al Tacabanda (Via Teatro Alfieri 5), per chi volesse provare una tradizione rivisitata in chiave moderna. Preferendo invece un ambiente immerso nell’autentica campagna, non si può che andare alla Regibussa (località Casabianca 110, Asti)

I ristoranti nell’Astigiano

Food tour di Asti e dell'Astigiano - Bagna cauda

Food tour di Asti e dell’Astigiano – Bagna cauda

Optando invece per le colline della Langa, da segnalare sono senza dubbio la Locanda Da Elsa a Calosso (Via San Siro 1), dalle porzioni abbondanti di cibo semplicemente autentico; il ristorante Madonna della Neve a Cessole (Regione Madonna della Neve 2), istituzione locale ormai dal 1957; e la Cà Rossa a Cisterna d’Asti (Piazza Rossino 1), dalla calda atmosfera familiare.

Ricadendo viceversa nella zona del Monferrato si hanno come valide alternative il Bonvino a Cocconato (Strada Vai 7), agriturismo dell’impronta contemporanea; la Fattoria Roico a Montiglio Monferrato (Strada Provinciale 22, km21,5); la Trattoria da Geppe a Castagnole Monferrato (Via Umberto I 10), dove il pasto è accompagnato da un ottimo Ruchè; o il Ciabot del Grignolin a Calliano (Via Asti 136), tra le cui specialità spicca il famoso fritto misto.

In mezzo a così tanti locali d’eccellenza, quindi, il dilemma non sarebbe tanto sul cercarvi del buon cibo, quanto piuttosto sullo scegliere in quale andare per primo, dal momento in cui nell’astigiano il mangiar e bere bene è praticamente una religione. Infatti, come si suol dire da queste parti, chi beve acqua campa cent’anni, chi beve vino non muore mai.

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