VIAGGIO IN CINA DEL SUD. ELENA SENTI RACCONTA

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Elena Senti, fotografa milanese, racconta a The Italian Eye il proprio viaggio in Cina del Sud, attraverso le regioni dello Hunan, del Guangxi e dello Yunnan, per arrivare tra città, risaie e fiumi navigabili alla leggendaria Shangri La, porta d’accesso al Tibet orientale.

Zhangjiajie National Park, foto di Elena Senti

Zhangjiajie National Park, foto di Elena Senti

Cina è il nome di un paese. Della nazione più popolosa del globo. Di una terra lontana, ma mai più di oggi così vicina a noi e alle nostre cronache. Cina è il nome di un antico impero, di una grande repubblica e di una potente economia. Cina è anche il nome dell’ossimoro tra una tradizione, nonostante tutto, ancora viva e un’innovazione travolgente, in continuo divenire. Ma soprattutto Cina è il nome di un intero universo, di un mondo così vasto e così sfaccettato da risultare a chiunque sfuggente e vago.

‘Cos’è la Cina?’ o ancor peggio ‘Com’è la Cina?’ sono domande che, pur se poste a un grande esperto di sinologia, producono più dubbi che certezze. Un paese che fu unificato nel 221 a.C, ossia ai tempi delle Guerre Puniche, ha una storia ed una tradizione talmente vaste e complesse da non poter esser sintetizzate in nessuna risposta. Così come non si può parlare di un’unica Cina, ma delle tante (33), e assai diverse tra loro, province che compongono quest’enorme nazione. Una diversità che va dai deserti della Mongolia Interna alle vette del Tibet. Dalle foreste tropicali del Guanxi e del Guangdong alla valle del Fiume Giallo. Dalle mille luci di Shanghai e Pechino al silenzio desertico dei templi del Gansu.

Un unico viaggio in Cina, a meno che non duri mezzo lustro, non potrà mai dare una visuale completa e profonda del paese, perché queste differenze sono da scoprire lentamente ed altrettanto lentamente vanno assaporate. Elena Senti, fotografa milanese, ci racconta il suo viaggio in una parte della Cina ancora poco conosciuta dal turismo occidentale, la Cina del Sud, condividendo con The Italian Eye alcuni scatti e alcuni consigli su un itinerario che include luoghi magnifici ai limiti del surreale.

Dazhai Rice Terraces, Cina del Sud

Dazhai Rice Terraces, Cina del Sud

ITINERARIO

Giorno 1 

Volo intercontinentale per Chengdu.

Giorno 2 

Arrivo a Chengdu la mattina presto e volo per Guilin dove si pernotta.

Cina del Sud

Cina del Sud

Giorno 3 

Giornata intera dedicata alla visita alle risaie di Dazhai Jinkeng nella regione di Longsheng e dei villaggi dell’etnia Yao. Consigliato il trekking di 5-6 ore tra Dazhai e Ping’an, tra paesaggi meravigliosi e silenzio. Ritorno a Guilin.

Cina del Sud

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Giorno 4 

Crocera sul fiume Li tra Guilin e Yangshuo. Il pomeriggio giro in bicicletta (da affittare a Yangshuo) tra le campagne e le fattorie locali. Notte a Yangshuo.

Cina del Sud

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Giorno 5 

Visita dei dintorno di Yangshuo, giro sul fiume Li su delle barche di bambù ed esplorazione dei dintorni. Notte a Yangshuo.

Giorno 6 

Visita delle piccole e pittoresche cittadine di Fuli e Xingping. Notte a Yangshuo.

Giorno 7 

Ritorno a Guilin ed esplorazione della città e dei suoi dintorni, con la Red Flute Cave, e la città vecchia. Pernottamento a Guilin.

Cina del Sud

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Giorno 8 

Nella mattina si va con un autista a visitare la città vecchia di Daxu. Nel pomeriggio si parte da Guilin con un treno ad alta velocità verso Changsha, dove si cambia treno e se ne prende un altro per Huaihua. Trasferimento a Fenghuang, piccolo e carina cittadina sul fiume, dove si passa la notte.

Cina del Sud

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Giorno 9 

Giornata intera a Fenghuang, dove si può passeggiare per le sue piccole vie o fare un giro in barca sul fiume per ammirare la città emergere dall’acqua.

Cina del Sud

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Giorno 10 

Partenza da Fenghuang alla volta di Dehnag, piccolo villaggio della minoranza etnica Miao. Da qua si prosegue verso il Zhangjiajie National Park dove si pernotta.

Cina del Sud

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Giorni 11-12-13 

Intere giornate dedicate alla visita del Zhangjiajie National Park, alle sue montagne e ai suoi paesaggi lunari. Il tredicesimo giorno si vola da Zhangjiajie a Kunming, Yunnan.

Cina del Sud

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Giorno 14 

Intera giornata dedicata alla scoperta della foresta di roccia di Lunan, altro paesaggio mozzafiato. Treno notturno per Dali, dove si arriva la mattina successiva.

Cina del Sud

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Giorno 15 

Visita di Dali, della città vecchia e dei suoi dintorni tra templi, laghi e montagne.

Cina del Sud

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Giorno 16 

Partenza per la celeberrima città di Lijiang, una delle antiche città meglio conservate dell’intera Cina. Sulla strada visita al mercato di Zhoucheng e al villaggio dell’etnia Bai di Xizhou.

Cina del Sud

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Giorno 17 

Visita completa di Lijiang e dei suoi dintorni. Pernottamento a Lijiang.

Giorno 18 

Si parte la mattina presto e si va a Shangri La (Zhongdian), mitica città alle porte del Tibet Orientale. Giornata intera tra templi e monasteri buddisti in un atmosfera di grande pace. Pernottamento a Shangri La.

Giorno 19 

Volo da Shangri La a Chengdu dove si passa la notte.

Giorno 20 

Volo internazionale da Chengdu.

Cina del Sud

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Perché hai deciso di compiere questo viaggio in Cina del Sud?

L’idea iniziale era quella di andare nel Nepal. L’intenzione era di documentare gli effetti del terremoto sul territorio e sulla vita della popolazione. Però le problematiche sanitarie mi hanno spinta a riconsiderare il mio itinerario e, osservando la cartina geografica, il mio occhio si è subito posato sulla Cina. A quel punto ho aperto Google e ho analizzato tutte le province. Dovevo trovarne tre da visitare.

La ricerca è stata lunghissima e scegliere dove andare è stato difficilissimo, non solo perché la Cina è quasi tutta interessante ma soprattutto per la sua immensità: pescare 3 provincie per me interessanti e, allo stesso tempo, contigue così da poterle visitare in 3 settimane non è stato facile. In più non volevo recarmi in alcuna città o luogo turistico o troppo cosmopolita come Shanghai o Hong Kong. Per tutto questo il mio interesse alla fine si è concentrato su Guanxi, Yunnan e Hunan. Tre province del sud entroterra.

La Cina che hai trovato è stata come quella che ti aspettavi?

Assolutamente si. Me l’ero immaginata esattamente come l’ho trovata. Nella mia testa c’erano paesaggi mozzafiato e tante facce interessanti. E così è stato. Per quanto riguarda la cucina cinese… forse ho sperato troppo!

Cosa ti ha meravigliato di più in senso positivo?

Decisamente la bellezza dei paesaggi. Ci sono meraviglie naturali che non trovi da nessun’altra parte!

E in senso negativo?

Ciò che forse diminuisce la bellezza dei luoghi è l’immensa mole di gente. La Cina ha oltre un miliardo di abitanti e la cosa si vede.. Dovunque ci si rechi si trovano folle infinite. La sensazione di solitudine e pace è impossibile da provare all’interno delle principali attrazioni turistiche. Anche la totale incomunicabilità non aiuta il viaggio. Abbiamo comunicato a gesti per tutto il tempo. Farsi capire era difficilissimo e trovare qualcuno che parlasse in inglese è stato impossibile.

La cosa più bella che hai visto?

Sicuramente il parco nazionale dello Zhangjiajie in Hunan. Proprio a questo parco James Cameron si è ispirato per girare il suo colossal, Avatar. E’ costituito interamente da alti picchi di pietra ricoperti da vegetazione sulla cima. Quando le nuvole all’alba si addensano alla base, i picchi sembrano proprio fluttuare nel cielo e spostarsi, come nel film.

La Cina rurale è rimasta intatta o il progresso si sente?

In molti luoghi la vita non dev’esser cambiata molto rispetto a cinquanta o cento anni fa, anche se almeno un negozio di souvenir, ormai, lo si trova quasi sempre, anche nel più sperduto paesino cinese. Mi è sembrato anche di vedere lo smartphone tra le mani di qualche ultracentenario seduto affianco alla sua capra, ma tutto sommato l’atmosfera è rimasta quella del nostro immaginario collettivo.

L’esperienza più bella del viaggio?

Cavalcare all’interno degli immensi parchi nazionali senza sentire un rumore oltre a quello degli zoccoli sul terreno.

La peggiore?

L’intossicazione alimentare durata qualche giorno quando ero in Yunnan, a 3000 metri di altitudine, in una guest house senza riscaldamento. Febbre e dolori per una settimana.

Come ti è sembrata la popolazione?

Non sono male dopo tutto, aldilà della totale assenza d’igiene che li contraddistingue. Un po’ scortesi alle volte (tra uno spintone e l’altro per farsi strada) ma alla fine sempre disponibili. Sono decisamente un popolo rumoroso e a tavola non ci sono regole.

Consiglieresti a qualcuno il viaggio che hai fatto?

Certamente, ma di sicuro non a Luglio o Agosto, sia per le altissime temperature, sia per il cielo che non è mai terso e la vegetazione che non si esprime al massimo, sia per la questione dell’affollamento: è periodo di vacanza anche per molti cinesi. La stagione migliore per visitare la Cina è la primavera, anche Ottobre è un buon momento.

Quali consigli daresti?

Il primo è organizzarsi con un autista che è decisamente consigliato se non obbligatorio, almeno per alcuni spostamenti, quando non sono disponibili ne aerei ne treni. Non tutte le distanze sono infatti colmabili senza un autista, innanzitutto perché certe volte sono immense, in più perché capire le segnaletiche stradali è impossibile dato che sono scritte in ideogrammi. Infine, non sempre ci sono mezzi di trasporto pubblici che ti portano fino a destinazione.

Tutte le mete o solo alcune?

Consiglierei tutti i posti in cui sono stata. Toglierei sicuramente qualche tappa intermedia, obbligatoria però per raggiungere le mete successive che non erano mai troppo vicine. Mi azzarderei anche a sconsigliare la crociera sul fiume Li, molto turistico, anche se però rimane il modo più efficace per ammirare il paesaggio di montagne molto caratteristico del Guanxi. Consiglio caldamente i parchi nazionali dello Hunan, da non perdere per nulla al mondo.

Rivolgendoci agli appassionati di fotografia che volessero intraprendere un viaggio in Cina per realizzare delle foto, cosa consiglieresti?

Consiglierei di addentrarsi il più possibile tra le minoranze etniche. Questo in particolare per gli amanti della ritrattistica. Da non dimenticare di portarsi sempre dietro delle banconote, non fanno sconti a nessuno! Per chi ama i paesaggi, ancora una volta, consiglio dia andare in Hunan.

Intervista di Federico Sigali

Foto di Federico Sigali

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