CICLOTURISMO TOSCANA: LA MAREMMA DA PEDALARE

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Gli itinerari di cicloturismo nel sud della Toscana: Maremma in bici tra laguna e mare, pinete e fortezze spagnole 

Cicloturismo Toscana: la Maremma da pedalare (Ph. by Filippo Nardozza)

Cicloturismo Toscana: la Maremma da pedalare (Ph. by Filippo Nardozza)

Da Orbetello all’Argentario, proteso verso il Tirreno e l’Arcipelago; o lungo la pianura costiera, verso Ansedonia, Marina di Grosseto e Castiglione della Pescaia. Il cuore della Maremma – quell’area meridionale di Toscana che tende al vicino Lazio – si presta bene ad essere scoperto e assaporato su due ruote. Complici la mitezza del clima, la struttura per lo più pianeggiante del territorio e i profumi irresistibili di macchia mediterranea – rosmarino, erica, ginepri, pini marittimi, lecci – che fino ad autunno inoltrato esaltano l’olfatto.

Maremma da pedalare: il punto di partenza

Il consiglio per vivere la Maremma in bici è fare base a Orbetello. Il grazioso comune dalla singolare forma allungata e circondato dalle acque (sorge su una lingua di terra protesa nell’omonima laguna, tra i due “tomboli” che uniscono la terraferma all’Argentario) è un vivace ma placido borgo turistico, in cui è ancora possibile scorgere i segni della dominazione spagnola cinquecentesca.

Se non siete già dotati di un mezzo, noleggiarlo qui per partire in varie direzioni sarà semplicissimo.

Cicloturismo Toscana: la Maremma da pedalare (Ph. by Filippo Nardozza)

Cicloturismo Toscana: la Maremma da pedalare (Ph. by Filippo Nardozza)

Maremma in bici, verso l’Argentario

Il primo itinerario consigliato (20 km circa), prende forma dal cuore di Orbetello e si dirige verso il Promontorio, percorrendo la strada sulla diga artificiale che collega la cittadina al Monte Argentario.

Qui l’impatto con la laguna è diretto: prima del tramonto non è raro scorgere, al passaggio, fenicotteri e altre specie animali acquatiche. Ma a catturare subito l’attenzione è l’unico esemplare di mulino ad acqua dei tempi del protettorato di Spagna in Toscana, che ancora si erge solitario sullo specchio lacustre.

Terminata la diga si prosegue verso destra, lungo la strada provinciale, in direzione del capoluogo del Monte Argentario, il borgo marinaro di Porto Santo Stefano, dominato dalla fortezza spagnola di epoca rinascimentale e punto di partenza per le Isole del Giglio e di Giannutri. Lungo il tragitto – superato il punto in cui la laguna, attraverso un canale artificiale, comunica con il mare aperto – scorci di costa e piccole calette mozzafiato.

Cicloturismo Toscana: la Maremma da pedalare (Ph. by Filippo Nardozza)

Cicloturismo Toscana: la Maremma da pedalare (Ph. by Filippo Nardozza)

Cicloturismo in Maremma, tra mare e laguna

L’alternativa, che ci porta al secondo itinerario (poco meno di 20 km in totale), consiste nello svoltare a sinistra al termine della diga di Orbetello, per raggiungere l’altro maggiore centro urbano dell’Argentario: Porto Ercole, uno dei Borghi più Belli D’Italia. Lo si scorge raccolto nella sua baia dominata dal promontorio su cui si erge la Rocca rinascimentale e il Faro ottocentesco.

Il rientro da Porto Ercole verso Orbetello ci porterà poi a pedalare percorrendo tutto il tombolo della Feniglia e la relativa Riserva Naturale, lingua di terra che separa la laguna dal mare aperto. Si imbocca la via per la Feniglia all’uscita del paese, svoltando a destra sulla provinciale e seguendo per la spiaggia. La strada è un tutt’uno con la natura, correndo all’interno di un sistema di macchia mediterranea a dir poco lussureggiante. Fermatevi ad assaporarla, godendovi l’eco dei versi di specie ornitologiche acquatiche, la brezza leggera, l’orizzonte piatto e placido.

Percorrendo tutta la Feniglia si raggiunge l’abitato di Ansedonia, sull’omonimo promontorio. Obbligatoria qui una visita al sito di Cosa, antica città etrusca e poi colonia dei Romani, abbandonata definitivamente nel trecento. Dirigendosi poi verso Nord, in direzione via Aurelia, e percorrendo la strada costiera che le corre parallela lungo la laguna, si torna a Orbetello.

Cicloturismo Toscana: la Maremma da pedalare (Ph. by Filippo Nardozza)

Cicloturismo Toscana: la Maremma da pedalare (Ph. by Filippo Nardozza)

Pedalando in Maremma tra immense pinete

Il terzo e più lungo itinerario proposto (circa 50 km) è un mix di bici e treno nel cuore del Parco Naturale della Maremma. Caricando il mezzo a due ruote su un regionale per Pisa e scendendo a Grosseto, attraversate la città in direzione ovest seguendo le indicazioni per Principina a Mare. Dalla piccola frazione di villeggiatura parte infatti una pista ciclabile costiera che giunge prima a Marina di Grosseto e poi nella nota Castiglione della Pescaia.

Qui pedalerete in una pineta che sorprende per la sua continuità (interrotta solo da ponti su canali e corsi d’acqua in cui si specchiano le nuvole), per il suo silenzio, i suoi profumi. Per i più resistenti è possibile rientrare a Grosseto (e da qui in treno a Orbetello) direttamente da Castiglione. Basta seguire per il Capoluogo attraverso le provinciali cui di tanto in tanto si affiancano corsie ciclabili: attraverserete la fertile pianura grossetana, punteggiata da bianche case coloniche.

Cicloturismo Toscana: la Maremma da pedalare (Ph. by Filippo Nardozza)

Cicloturismo Toscana: la Maremma da pedalare (Ph. by Filippo Nardozza)

Info pratiche

Orbetello è posta sull’importante linea ferroviaria Roma-Pisa attraverso la frazione di Orbetello Scalo, che si raggiunge in pochi minuti di autobus dal centro cittadino.

Per i più attenti a comfort ed eleganza consigliamo il soggiorno presso il San Biagio Relais. Una soluzione di charme con camere e suite l’una diversa dall’altra. Camera doppia con colazione da 135 €.

Per info turistiche e suggerimenti di visita: Orbetello Turismo, i cui offici sono situati proprio di fronte al piccolo Duomo. Orari: 10-13 e 16-19.

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