IL CAMMINO DEI FARI IN GALIZIA: UNO ZAINO, L’OCEANO, E POCO ALTRO

131
0
Condividi:

Il Cammino dei Fari, lungo la selvaggia Costa da Morte in Galizia, è un viaggio fra la potenza dell’oceano e la scoperta di piccoli villaggi costieri.

Il Cammino dei Fari in Galizia: uno zaino, l'Oceano e poco altro (Ph. by Andrea Ferro Photography)

Il Cammino dei Fari in Galizia: uno zaino, l’Oceano e poco altro (Ph. by Andrea Ferro Photography)

Non tutti i cammini che giungono a Finisterre, Galizia, passano per Santiago de Compostela. Il Cammino dei Fari della Costa da Morte consta di 200 chilometri di puro oceano e piccoli villaggi costieri, dei quali ci si innamora ad ogni passo. È un percorso che richiede un minimo di allenamento nel superare repentini dislivelli nel corso di tappe anche abbastanza lunghe, ma non esiste fatica che non venga poi ricompensata. A ogni svolta, dopo ogni salita o discesa, ciò che resta è meraviglia per la maestosità della natura, per un piccolo porto di pescatori o una spiaggia solitaria incastonata fra alte scogliere.

Tracciato da un gruppo di volontari locali, Los Trasnos, il percorso supera un dislivello totale di circa 5000 metri, potendo quasi considerarsi come un sentiero montano a livello del mare. Le tappe, in totale otto, sono in genere abbastanza lunghe e pensate per iniziare e terminare in località dove sia possibile pernottare o rifornirsi. La più breve di 17,7 Km è un’eccezione. Camminando per la maggior parte del tempo su terreni irregolari, non si affrontano mai meno di 22 Km al giorno, arrivando ai 32 km della tappa più lunga, allo stesso tempo una di quelle che restano di più nel cuore. In ogni caso esiste la possibilità di suddividere le tappe in base al proprio ritmo o alle proprie esigenze.

Organizzare il vostro Cammino

Le modalità per intraprendere questo magico percorso sono principalmente tre. Insieme alla Asociación Camiño dos Faros, che guiderà ogni partecipante lungo il cammino così come loro stessi lo hanno ideato; con la Agencia Travels to Finisterre, che si occuperà di tutto, dall’organizzazione al trasporto dello zaino, lasciando il piacere di camminare ma senza troppa fatica – ma sarebbe ancora un trekking? –; o per conto proprio. In quest’ultimo caso ognuno è libero di organizzare tappe, soste e pernottamenti nel modo considerato più opportuno. Anche se generalmente il campeggio al di fuori delle aree preposte – al momento scarse – non è consentito, probabilmente mancherebbe qualcosa a quest’esperienza non passando almeno una notte avvolti da un manto di stelle con in sottofondo il canto dell’oceano. Meteo permettendo, ovviamente. Nel preparare lo zaino è bene infatti prevedere un tempo all’insegna della variabilità. Non dimentichiamoci che ci si trova sulla costa atlantica. Ciò significa che, anche camminando in piena estate, le giornate possono registrare una certa escursione termica, passando dal caldo delle ore centrali al fresco ventilato della notte che, in condizioni di vento e umidità, può tranquillamente approssimarsi ai 10 gradi anche ad agosto.

In qualunque modo si decida di affrontare questo percorso, che si parta da soli o meno, saremo comunque sempre accompagnati da una profonda sensazione di meraviglia per la natura e di comunione con l’oceano, costantemente al nostro fianco. È lui il vero protagonista di questo cammino.

Fianco a fianco con l’oceano

Il Cammino dei Fari in Galizia: uno zaino, l'Oceano e poco altro (Ph. by Andrea Ferro Photography)

Il Cammino dei Fari in Galizia: uno zaino, l’Oceano e poco altro (Ph. by Andrea Ferro Photography)

Ma parliamo del percorso. Si parte da Malpica de Bergantiños, un piccolo comune di poco più di 6000 abitanti situato nella comunità autonoma della Galizia. È possibile arrivarci con un bus diretto dal capoluogo de A Coruña, oppure da Santiago de Compostela effettuando un cambio in località Carballo.

Uscendo agilmente dal paese, ben presto si inizia a prendere confidenza con le frecce verdi che saranno la nostra guida fino alla fine. Obiettivo di giornata è giungere alla piccola e solitaria spiaggia di Niñóns. Questa prima tappa di circa 22 km contiene in sé tutte le caratteristiche di questo magnifico percorso, e può considerarsi come il perfetto prologo all’intero cammino. A cominciare dal paesino di Malpica, col suo piccolo porto peschereccio, passando poi per una strada sterrata che lasceremo in prossimità dell’Ermida de San Adrián, risalente al XVI secolo. Da qui si scende su di uno stretto sentiero che corre lungo il fianco dei monti costieri, passando per brughiere di erica e ginestra, vere regine della flora della Costa da Morte.

Superato il piccolo Porto do Barizo, il sentiero si fa più impegnativo, salendo all’improvviso tra la fitta vegetazione e colmando un discreto dislivello in breve tempo. Si passa quindi tra peculiari formazioni rocciose scolpite dalla costante azione degli elementi, dominando dall’alto l’oceano, magnificati da una vista di un orizzonte che riempie gli occhi e lo spirito.

Il primo faro

Il Cammino dei Fari in Galizia: uno zaino, l'Oceano e poco altro - Il faro di Punta Nariga (Ph. by Andrea Ferro Photography)

Il Cammino dei Fari in Galizia: uno zaino, l’Oceano e poco altro – Il faro di Punta Nariga (Ph. by Andrea Ferro Photography)

Accarezzati dal vento, dopo svariati saliscendi tra le rocce, all’improvviso ecco comparire in lontananza il primo faro. A opera del famoso architetto spagnolo César Portela, è un piccolo gioiello architettonico incastonato tra le rocce su cui sorge. Inaugurata nel 1998, la costruzione è alta 50 metri e, con una portata di 22 miglia marine, simula la prua di una nave, arricchita da una scultura bronzea ad opera di Manolo Coia. Siamo a Punta Nariga, e da qui si può osservare parte del percorso fatto, e di quanto ancora resta da fare.

I giorni successivi saranno un carosello di ripidi sentieri su alte scogliere, spiagge isolate e selvagge – una delle quali lunga circa 2 km – piccoli porti di pescatori, profonde insenature dette rias, paesini costieri, pinete, boschi, qualche strada secondaria, ruscelli che attraversano il cammino, rocce dalle forme più curiose e tanto, tanto oceano. Le giornate sapranno essere talmente piene di meraviglia che spesso ci si potrebbe scordare la meta. Lì, dove per gli antichi romani terminava il mondo, il faro di Finisterre – dal latino Finis Terrae, fine della terra – sarà anche il nostro punto d’arrivo.

L’origine di un nome

Il Cammino dei Fari in Galizia: uno zaino, l'Oceano e poco altro - Il faro di Punta Nariga (Ph. by Andrea Ferro Photography)

Il Cammino dei Fari in Galizia: uno zaino, l’Oceano e poco altro – Il faro di Punta Nariga (Ph. by Andrea Ferro Photography)

Questo tratto di costa della Galizia si è guadagnato il suo sinistro appellativo a seguito di una lunga serie di naufragi avvenuti nel corso dei secoli. La conformazione irregolare del litorale, insieme a condizioni meteo spesso avverse, sono state una combinazione fatale per un gran numero d’imbarcazioni. Il naufragio più celebre risale al 1890. “La Serpent era una nave scuola inglese”, racconta Paco, un anziano pescatore, mentre dal punto in cui siede osserva in lontananza, dietro agli alberi, il Rio do Porto nei pressi di Punta Sandría. “Doveva andare da Plymouth a Freetown, nella Sierra Leone, ma è naufragata durante una violenta burrasca… Era il 10 novembre”, dice dopo un breve silenzio. “In tutto sono morti in 172. Si salvarono forse solo tre marinai. Nemmeno il cane del capitano è sopravvissuto, stremato nel tentativo di salvare quante più persone possibile.”

Sul luogo del naufragio si trova oggi un memoriale, una sorta di fortilizio in pietra a ricordo di quel giorno. “La lapide dice che lì giace il capitano”, prosegue Paco, “ma in realtà non è sicuro. Il capitano è probabilmente stato sepolto insieme al resto dell’equipaggio, là, dove li hanno recuperati. Questo perché, in quanto inglesi, erano di fede protestante, e il parroco dell’epoca non li volle tumulare in terreno consacrato”.

Cabo de Trece e il Cemitério dos Ingleses

Cabo de Trece in apparenza non è molto diverso da tante altre punte rocciose che si incontrano nel Cammino dei Fari. Vi si giunge dopo aver superato, non senza fatica, un promontorio sabbioso da cui si domina la costa per chilometri e dopo aver camminato per una lunghissima spiaggia dalla sabbia finissima.

Il Cemitério dos Ingleses non è un insieme di lapidi, come il nome potrebbe suggerire. A pochi metri dall’acqua si erge infatti un’innumerevole serie di mucchi di pietre sovrapposte di altezze diverse, simili a esili e incerte colonne. Conosciute in Galizia come Amilladoiros, sono un’usanza di origine molto antica. I celti infatti, credevano che l’anima di un defunto che non fosse stato in grado di compiere le proprie promesse in vita risiedesse nelle pietre. Se impiegati con funzione di memoriale, si pensava che questi mucchietti di sassi colti sul posto potessero aiutare le anime in esse contenuti a trovare finalmente il riposo. È certamente un luogo dall’aspetto mistico. Costruiti spontaneamente dalla popolazione locale o da chi vi passa negli anni, paiono materializzare le anime dei marinai qui naufragati, eternamente legate a questa punta rocciosa. È un luogo che non lascia indifferenti.

Cabo Vilán

È in seguito a quanto avvenuto con la Serpent che non molto lontano svetta oggi il faro di Cabo Vilán. Sostituto da una prima e più piccola struttura alimentata a vapore, è il primo faro a corrente elettrica realizzato in Spagna. Vi si arriva dopo qualche chilometro di comoda strada sterrata, eccezion fatta per una breve ma ripida salita fra piante di mora selvatica e ginestra, e per l’ultimo pezzo asfaltato.

La vista dalle rocce del faro è una volta ancora di quelle che lasciano contemplativi. Giungervi con il sole che si appresta al tramonto significa poi godere di uno spettacolo in grado di riconciliare corpo e spirito.

Vivere insieme al mare

Il Cammino dei Fari in Galizia: uno zaino, l'Oceano e poco altro (Ph. by Andrea Ferro Photography)

Il Cammino dei Fari in Galizia: uno zaino, l’Oceano e poco altro (Ph. by Andrea Ferro Photography)

“A dispetto del suo nome, questa costa non è solo tragedie”, racconta Victor, camminante solitario appassionato di poesia. “È un mare difficile, è vero, ma gli abitanti e i pescatori locali hanno sempre vissuto con lui in stretta comunione. Da lui ricevono da sempre di che vivere, anche se a volte c’è un prezzo da pagare, e l’oceano non fa sconti”.

Il profondo rispetto per il mare è qualcosa che si percepisce da subito parlando con chiunque viva in queste terre. Il Cammino dei Fari ci porta a contatto con tutto questo, ma prima ancora con noi stessi. Le lunghe camminate nel silenzio di un bosco profumato, facendoci strada tra alte felci e cespugli, o le attraversate di spiagge che sembrano non finire mai, appena sfiorate dalla timida luce del mattino, quando l’oceano pare ancora assopito, sono momenti che donano una quiete profonda che resta per giorni. Nulla ci è richiesto, se non di rimanere in ascolto e consegnarci anima e corpo al viaggio. Il cammino penserà al resto. E ciò vale per ogni cammino, di costa o meno.

Con tale attitudine, anche piccoli incontri casuali sapranno dare un più profondo significato a una giornata già di per sé memorabile. Ascoltando le persone del posto è possibile conoscere non solo la cultura locale, ma anche la storia di un luogo. Come sempre, sono le persone a fare la differenza.

Là, dove giungono i pellegrini

The Lighthouse Way in Galicia: a Backpack, the Ocean, and Little More (Ph. by Andrea Ferro Photography)

Come detto, la fine di questo viaggio è il solitario faro di Cabo Fisterra. Ma prima di giungervi mancano ancora tre giorni di cammino. Quattro, se si decide di dividere in due la tappa di 32 Km che collega Camariñas a Muxia. Se il cammino fosse una collana, quest’ultima sarebbe una delle perle più splendenti.

Ci siamo lasciatici da poco alle spalle Cabo Vilán e lei appare là, all’orizzonte, oltre la Ría de Camariñas. Nell’approssimarci percorreremo la tappa con più asfalto del cammino, allontanandoci per qualche tempo dall’oceano, sempre all’orizzonte. Passata Camariñas, con il suo ampio porto peschereccio, si camminerà addentrandoci per la Ría che ne porta il nome, con un bellissimo e lungo tratto di bosco. Costeggiando costantemente le tranquille acque di questa insenatura, si osservano mariscadores – pescatori di molluschi – al lavoro nel fondo melmoso lasciato scoperto dalla bassa marea. Attorno a loro gruppi di garzette e altri uccelli di fiume.

È un tratto di una Galizia autentica, quasi arcaica, con piccoli paesini che conservano molte delle vecchie costruzioni in pietra che si mischiano a quelle più recenti in strette viuzze, tra un cane che ci accompagna per qualche metro o un gatto che ci osserva svogliatamente. Come ogni qualvolta ci si trovi nei pressi di centri abitati o campagne coltivate, saranno onnipresenti i tipici hórreos. Costruzioni in pietra o legno – più rare queste ultime per via della difficile conservazione nel tempo – sono i tipici granai del nord-ovest della penisola iberica. La forma ricorda quella di una capanna, sopraelevata per mezzo di grossi pilastri per proteggere il raccolto dall’umidità o dai roditori. Se ne vedono di diverse dimensioni. Anticamente, più un hórreo era grande, più raccolto poteva contenere, più ricco era il proprietario del terreno..

L’arrivo a Muxia

Poco distante il Cammino dei Fari inizierà a incrociarsi con il Cammino che da Santiago passa per Muxia giungendo a Finisterre. Poco prima di entrare a Muxia si attraversa una bellissima pineta, quasi a voler celare il paesino all’ultimo istante per poi risvelarlo all’improvviso. Dal mare così come dalla terra si ricava ancora molto, anche la legna per cucinare. “Con questo mia moglie ci cucina per i prossimi giorni”, dice Jesús sbucando senza fretta dalle felci con un tronco appena tagliato sulla spalla sinistra e un bastone per camminare nella destra. 83 anni, e a vederlo non si direbbe.

“Nel ’36 nacqui io, al tempo della guerra in Spagna. Così che già… già ne è passata di acqua sotto ai ponti” dice pensieroso accennando al molto tempo passato. A Muxia dal ’47 senza aver mai lasciato la Galizia, ha alle spalle quarant’anni da pescatore.

Nosa Señora da Barca

Il Cammino dei Fari in Galizia: uno zaino, l'Oceano e poco altro (Ph. by Andrea Ferro Photography)

Il Cammino dei Fari in Galizia: uno zaino, l’Oceano e poco altro (Ph. by Andrea Ferro Photography)

Si entra nel paesino per lo stesso percorso indicato dalle conchiglie del Cammino di Santiago, passando per due tranquille spiagge e un tratto di passerelle di legno. Una volta arrivati, si è subito attratti come magneticamente verso la punta di questa piccola penisola. Lì, tra le rocce levigate dal vento e dalle onde, sorge la Cappella di Nosa Señora da Barca. L’ingresso è rivolto all’oceano, evidenziandone fin da subito la stretta relazione votiva. Vuole infatti la tradizione che in questo punto San Giacomo ricevette l’apparizione della Madonna su di una barca di pietra, mentre era raccolto in preghiera.

La struttura sorge a poca distanza dalle cosiddette pietre sante, già sito di culti pagani in tempi antichissimi. A poca distanza dalla Cappella si erge invece La Herida, imponente scultura a memoria del grave naufragio della petroliera Prestige avvenuto nel 2002, che si mostra come un’enorme breccia tra due blocchi di pietra. Per chi ne abbia il tempo, un giorno in più speso da queste parti è un giorno ben speso.

Ad un passo dall’arrivo

Ci sono però altri due giorni per Finisterre. Bisogna ancora passare per il faro di Cabo Touriñán, il faro più occidentale della Spagna peninsulare. Ma, come in un buon film, il meglio arriva alla fine. L’ultimo giorno infatti, a pochi chilometri da Nemiña – conclusione della penultima tappa – e dopo aver nuovamente camminato per alti promontori con piccoli ruscelli ad attraversare il sentiero, i nostri passi e il nostro sguardo saranno liberi di spaziare lungo la pura vastità di Praia do Rostro. Due chilometri di una distesa di candida sabbia che a perdita d’occhio separa il blu dell’oceano dal verde delle colline. Gruppi di gabbiani si levano in volo al nostro passaggio per poi posarsi poco più in là.

E dopo alcuni chilometri di sola costa montagnosa, all’ennesima svolta ecco l’apparizione. È il Cabo de Fisterra con il suo faro. Laggiù il Cammino dei Fari converge per l’ultima volta con il Cammino di Santiago, e la nostra storia con le mille e più dei pellegrini giunti da ogni parte. Tra chi brucia un indumento usato durante il cammino, chi cerca un angolo di raccoglimento – non sempre facile a causa dei molti turisti –, chi lascia il proprio bastone fra le rocce o chi semplicemente fa ritorno verso il paese di Finisterra, tutti con il loro zaino e i propri pensieri.

Un Cammino con carattere

Il Cammino dei Fari in Galizia: uno zaino, l'Oceano e poco altro (Ph. by Andrea Ferro Photography)

Il Cammino dei Fari in Galizia: uno zaino, l’Oceano e poco altro (Ph. by Andrea Ferro Photography)

Il Cammino dei Fari è a buon diritto da considerarsi uno dei più bei itinerari a piedi da farsi in Europa. È forse ancora un po’ acerbo, come un adolescente già consapevole delle proprie qualità. Forse in futuro alcuni tratti saranno accorciati, o forse resterà inalterato. Probabilmente l’offerta di alloggi seguirà una crescente domanda. Quel che è certo, è che è difficile trovarne un altro simile e che non lo si vorrebbe diverso. In molti, dopo essere arrivati a Finisterre per il Cammino di Santiago, decidono adirittura di farne almeno un pezzo, come supplemento. Soprattutto i due giorni fino a Muxia.

Ciò che lo contraddistingue da altri percorsi escursionistici di più giorni, oltre alla maestosità dell’oceano e ai sentieri che lo costeggiano in un susseguirsi di promontori e insenature, è – almeno per ora – una scarsissima presenza di camminanti lungo il percorso. Eccezion fatta per la gente del luogo, si può tranquillamente camminare per giorni senza trovare altri escursionisti anche in piena estate. Non è probabilmente un percorso adatto a tutti, e richiede un minimo di preparazione. Forse anche per questo sono in pochi a percorrerlo dall’inizio alla fine. Molti ne fanno giusto alcune tappe.

Conta solo il puro camminare

In attesa che venga riconosciuto ufficialmente, il Cammino dei Fari resta, fra molti cammini, uno dei più contemplativi e spettacolari. In un contesto in cui il turismo di massa tende ad appiattire il significato di esperienze e luoghi – da ciò non sfugge lo stesso Cammino di Santiago – il Cammino dei Fari ci trasporta in una realtà dove conta solo il presente. Un mese o una settimana fa già non contano più. Sono come evaporati alle nostre spalle. Conta solo il puro camminare. A volte ci si scorda pure di dove sia la sua conclusione. L’anima di questo cammino coincide col proprio carattere, e sta nel cammino stesso, indipendentemente dalla sua meta.

Testo e foto di Andrea Ferro Photography

Web: www.andreaferrophoto.com

Instagram: andreaferrophotography

Facebook: andreaferrophotography

Mail: info@andreaferrophoto.com

Pages: | Multi-Page

Condividi: