IL CAMMINO DEI FARI IN GALIZIA: UNO ZAINO, L’OCEANO, E POCO ALTRO

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Cabo de Trece e il Cemitério dos Ingleses

Cabo de Trece in apparenza non è molto diverso da tante altre punte rocciose che si incontrano nel Cammino dei Fari. Vi si giunge dopo aver superato, non senza fatica, un promontorio sabbioso da cui si domina la costa per chilometri e dopo aver camminato per una lunghissima spiaggia dalla sabbia finissima.

Il Cemitério dos Ingleses non è un insieme di lapidi, come il nome potrebbe suggerire. A pochi metri dall’acqua si erge infatti un’innumerevole serie di mucchi di pietre sovrapposte di altezze diverse, simili a esili e incerte colonne. Conosciute in Galizia come Amilladoiros, sono un’usanza di origine molto antica. I celti infatti, credevano che l’anima di un defunto che non fosse stato in grado di compiere le proprie promesse in vita risiedesse nelle pietre. Se impiegati con funzione di memoriale, si pensava che questi mucchietti di sassi colti sul posto potessero aiutare le anime in esse contenuti a trovare finalmente il riposo. È certamente un luogo dall’aspetto mistico. Costruiti spontaneamente dalla popolazione locale o da chi vi passa negli anni, paiono materializzare le anime dei marinai qui naufragati, eternamente legate a questa punta rocciosa. È un luogo che non lascia indifferenti.

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