I CAFÉ LETTERARI PARIGINI : UN VIAGGIO TRA I MIGLIORI 10

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I migliori 10 café letterari parigini da visitare assolutamente. Un viaggio tra ottimo cibo e suggestioni del passato

Se è vero che i francesi, come diceva Henry James, sono maestri nell’arte di vivere, o, per chiamarla a modo loro, l’entente de la vie, una delle più visibili manifestazioni in cui trovare rappresentata quest’arte è con certezza il cafè. Ai cafè francesi, e soprattutto parigini, infatti, si può sedere per ore senza l’assedio di camerieri impazienti o clienti in attesa. Si può leggere o scrivere. Circondati da quella confusione che riesce ad isolare da tutto e da tutti più di qualsiasi silenzio. Si possono fare incontri d’affari, di piacere o di semplice apparizione sociale. Si può fare festa con gli amici, ridere, scherzare e protrarsi fino a tardi. In sintesi il cafè è assolutamente centrale nella vita di qualsiasi francese e, soprattutto, di qualsiasi parigino. Un po’ il motto ‘dimmi in che cafè vai e ti dirò chi sei’.

Thomas Wolfe nel suo ‘Of Time and the River’ descrive la ‘depravata e sensuale, sottile ed oscena ebbrezza’ di odori dei cafè parigini. Un miscuglio di costose essenze, di vino, birra e brandy, dell’acre e nostalgico odore del tabacco francese, di caldarroste e misteriosi alcolici, di centinaia di inebrianti colori e dell’elegante apparizione di donne improfumate.

Dai grandi pensatori illuministi a Simone de Beauvoir, da Ernest Hemingway ad Apollinaire, da Leòn Paul Fargue a Sartre: questi sono stati solo alcuni dei grandi letterati che frequentavano assiduamente i cafè parigini. Del resto Parigi è sempre stata la mecca per qualsiasi artista e letterato in cerca di successo. E nei secoli centinaia di loro, spesso i più grandi, hanno frequentato la capitale francese e i suoi cafè. Il cafè infatti, serviva da studio per molti scrittori che vi potevano ricevere amici, scrivere, mangiare, pensare. E, ultimo ma non da ultimo, avere una stanza riscaldata per la giornata alla modica cifra di un caffè.

The Italian Eye propone un percorso alla scoperta di dieci dei più bei cafè letterari parigini, in cui si respira ancora odore d’arte e di scrittura. Dove magari, mentre gustate una deliziosa Croque Monsier, state sedendo sulla sedia su cui James Joyce ha scritto un pezzo del suo celebre Ulixes. Qua la lista dei migliori café letterari parigini. 

LE DOME CAFE

08 Boulevard du Montparnasse, 75014, Paris. Tel. +33 1 43 35 25 81

Les cafés crèmes du matin,
Montparnasse, le Café du Dôme,
Les faubourgs, le Quartier latin,
Les Tuileries et la Place Vendôme

Così Edith Piaf descrive Parigi indicando anche il Cafè du Dome, di cui era assidua frequentatrice. Questo locale, fondato nel 1897, ha visto passare la storia tra i suoi tavoli. Durante la prima guerra mondiale divenne luogo d’incontro degli esiliati russi come Lenin e Trotsky. Oltre che di artisti del calibro di Picasso, Soutine e Modigliani. Gli anni ’20 lo elessero poi a luogo prescelto della grande intellighenzia parigina. Divenne presto uno dei cafè più frequentati della città. Luogo d’assemblea per esponenti di partiti politici. Ufficio per scrittori ed editori e zoo per turisti in cerca di celebrità da spiare. Celebrità che sono tutt’oggi presenti nelle numerose fotografie appese alle pareti del cafè. Oggi il Du Dome sono è diventato, oltre che cafè, ristorante di pesce, con una bouillabaisse che da sola vale una visita. 

café letterari parigini

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CAFE DE LA MAIRIE 

08 Place St. Sulpice, 75014, Paris. Tel. +33 1 43 26 67 82

Questo caffè ha aperto i battenti negli anni ’20 di fronte alla splendida cattedrale di St. Sulpicee. Da subito è stato eletto a luogo di incontro di molti letterati e scrittori: Simone de Beauvoir, Sartre, Henry Miller e Saul Bellow per citarne alcuni. Il locale è molto semplice ma dal dehors si gode della vista di uno degli angoli più belli di Parigi. Da ordinare l’omelette al formaggio che è la specialità della casa. 

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 LA PALETTE

43 Rue de Seine, 75006 Paris. Tel. +33 1 43 26 68 15

Votato ad interim come ‘miglior cafè all’aperto di Parigi’ nella classifica stilata ogni anno da Le Figaro, La Palette è probabilmente lo specchio dell’idea del cafè parigino presente nell’immaginario collettivo. La boiserie scura, le piastrelle colorate, gli specchi antichi, le foto e le decorazioni fin de siècle conferiscono a questo locale, aperto nel 1900 anno tondo, una patina tremendamente attraente. Ai suoi tavoli erano di casa Hemingway, Sartre, Alfred Jerry, Andrè Salomon, Jacques Prévert. Oltre a molti altri grandi scrittori e filosofi che alloggiavano alla vicinissima Pensione Louisiana, anch’essa cenacolo di moltissimi grandi pensatori novecenteschi.

La Palette ha inoltre una grande terrazza fiorita dove, nella bella stagione, si può sorseggiare un ottimo café creme (una specie di mini cappuccino) circondati dal verde. In una delle zone più pittoresche e affascinanti del VI arrondissement. La specialità della casa sono i taglieri di salumi e formaggi misti assolutamente da provare.

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LE PROCOPE

13 Rue de l’Ancienne Comédie, 75006 Paris. Tel +33 1 40 46 79 00

Quando Benjamin Franklin morì nel 1790 Le Procope espose dei drappi neri in segno di rispetto. Franklin era stato infatti uno dei suoi clienti più affezionati. Questo locale, aperto nel 1686, può infatti essere considerato il primo vero café di Parigi e probabilmente di tutta Europa. L’età dell’oro de Le Procope fu proprio il XVIII secolo quando i più grandi pensatori illuministi qua si riunivano per disquisire di filosofia. Voltaire, Rousseau e Beaumarchais qua si incontravano spesso. Si narra che addirittura la grande Enciclopédie di Diderot e D’Alembert fu ideata dai due tra i tavoli de Le Procope.

Dopo vari cambiamenti di aspetto, Le Procope ha subito alla fine degli anni ’80 del novecento una radicale ristrutturazione che ha tentato di riportarlo il più possibile al suo aspetto originario. Tuttavia tra i suoi tavoli non si alternano più grandi pensatori, ma folle di turisti che a caro prezzo tentano di rivivere la magia dell’atmosfera di un tempo. Meglio una visita di passaggio a questo grande tempio del sapere che fermarsi a mangiare.

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LA ROTONDE

105 Boulevard du Montparnasse, 75006 Paris, Tel. +33 1 43 26 48 26

Naturale e storico avversario del dirimpettaio Café du Dome, La Rotonde aprì nel 1911. Fin da subito attrasse gran parte del mondo letterario e filosofico di Montparnasse. Negli anni ’10 e ’20 erano di casa pittori come Picasso, Derain, Vlaminck, Salmon, Jacob, Modigliani e Kisling. Oltre ad esiliati russi come Lenin e Trotsky che qua teorizzavano i presupposti della rivoluzione. La Rotonde era inoltre all’epoca conosciuto nei cenacoli artistici e letterari per la scortesia del suo personale che trattava molto male i clienti. Peggy Guggenheim, Malcom Cowley, Louis Aragon e Lawrence Vail presentarono varie lamentele scritte al proprietario del locale. Alcuni smisero addirittura di andarci, preferendo il vicino Cafe du Dome che proprio da questa mancanza di attenzione de La Rotonde fece la propria fortuna.

Oggi ovviamente non è più così. E La Rotonde è un ottimo bar e bistrot dove fermarsi per una pasto o dove oziare con caffè e dolci della casa. All’interno del locale o sulla spaziosa terrazza che ha una delle posizioni più invidiabili di tutta Parigi poiché è soleggiata dall’alba al tramonto. 

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LAPEROUSE 

51 Quai des Grands Augustins, 75006 Paris. Tel. +33 1 43 26 68 04

Se volete vedere come fosse un ristorante di alto livello 150 anni fa andate da Lapérouse: una pietra miliare dello stile Belle Epoque. Soprattutto alla sera, illuminato da centinaia di luci soffuse, si mostra in tutto il suo ricco e decorato splendore. Legni scuri, dettagli dorati, antichi dipinti, balconi decorati e tanta patina decorano sia il bar a pian terreno sia le sale del ristorante ai due piani superiori. Il tutto crea un’atmosfera veramente degna di nota. Fondato nella seconda metà dell’800, Lapérouse divenne famoso verso la fine del secolo, quando entrò nel gotha dei ristoranti parigini di alto livello.

Tra i clienti abituali si sono annoverati scrittori dal calibro di Dumas, Hugo, Maupassant, Thackeray e Robert Louis Stevenson. Il ristorante non è a buon mercato ma la qualità del cibo e l’ambiente giustificano la spesa. Un’alternativa più a la page può essere quella di bere un drink nel bar a pian terreno. 

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CAFÈ DES DEUX-MAGOTS

6 Place Saint-Germain des Prés, 75006 Paris. Tel. +33 1 45 48 55 25

Sicuramente il più celebre dei café inseriti in questa rassegna, il des Deux-Magots fu fondato nel 1875. Divenne ben presto un café molto attraente per via della sua posizione. All’angolo con Place Saint Germain-des-Prés, il locale vanta una vista sul verde e sulla chiesa al centro della piazza invidiabile. Il menù tutt’oggi recita nell’incipit la frase ‘Rendez-voud de l’élite intellectuelle’  (ritrovo dell’élite intellettuale) che, nonostante l’affermazione serva più che altro a giustificare i prezzi non proprio modici delle consumazioni, è abbastanza veritiera. Tra i pionieri del café ci furono infatti Verlaine, Mallarmé, Rimbaud. Oscar Wilde faceva colazione qua ogni giorno nell’ultimo anno di vita. E nei primi anni del novecento André Breton, Soupault e Luis Aragon scrissero il Manifesto Surrealista proprio tra i tavoli del Deux-Magots. 

Gli incontri, gli scontri, i discorsi e gli avvenimenti che sono accaduti dentro le quattro mura di questo café sono tante da poter riempire un libro. Il Deux-Magots divenne inoltre, dagli anni ’20 in poi, ritrovo di parte della bonne societé parigina; pur non perdendo le frequentazioni letterarie ed artistiche. Oggi, pur conservando intatto il fascino d’un tempo, il Deux-Magots è diventato uno po’ turistico ed i parigini, con la snobberia che li contraddistingue, preferiscono sedersi al vicino Café de Flore o alla dirimpettaia Brasserie Lipp, anch’essi storici luoghi di incontro di artisti e letterati. Tuttavia per posizione, fascino e soprattuto per la fantastica Croque Monsier il Deyx-Magots a assolutamente da provare. 

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MA BOURGOGNE

19 Place des Vosges, 75004 Paris. Tel. +33 1 42 78 44 64

All’incrocio di Rue des Francs Bourgeois e della splendida Place des Voges si trova Ma Bourgogne, il caffè più affollato del Marais. Frequentato soprattutto da abitanti della zona, Ma Bourgogne è perfetto sia per un caffè, per un bicchiere di vino o per un pasto a base di specialità della Borgogna. Reso celebre dai romanzi di Simenon (l’ispettore Maigret si fermava spesso da Ma Bourgogne), questo locale è sempre stato un ritrovo di artisti che risiedevano nella zona. Inoltre a pochi metri da Ma Bourgogne si trova la casa Museo di Victor Hugo che vale la pena certamente visitare se si è in zona. E poco più in là il sensazionale Museo Picasso.

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LE MONTANA

28 Rue Saint-Benoît, 75006 Paris. Tel. +33 1 53 63 79 20

Le Montana, eletto più volte miglior bar di Parigi, è stato luogo d’incontro di dozzine di scrittori lungo tutto il XX secolo. Oltre al café, al piano interrato c’è una piccola discoteca nella quale, oggi, entrare senza conoscere è praticamente impossibile: la selezione all’ingresso è severissima. Le Montana è anche un piccolo boutique hotel recentemente rinnovato. Sartre era solito venire qua dopo la seconda guerra mondiale quando masse di turisti  avevano iniziato ad affollare Le Sélect, suo solito bar. Beauvoir diceva di andare spesso al piccolo e fumante inferno rosso del Montana per un bere qualcosa. Registi come Goddard, Resnais, Truffaut e Vian si ritrovavano spesso al Montana per discutere di filmografia. Oggi il Montana continua la sua tradizione ed è sicuramente uno dei posti più trendy di tutta Parigi

café letterari parigini

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CREMERIE RESTAURANT POLIDOR

41 Rue Monsieur le Prince, 75006 Paris. Tel. +33 1 43 26 95 34

La Cremerie Polidor, situata dietro la Sorbonne, è stata, sin dalla sua apertura nel 1845, un rifugio economico per bohémien e studenti universitari in cerca di menù a basso costo. Ciò ha permesso al locale di attrarre molti letterati ed artisti che, nei periodi di magra, venivano qua per il poco costoso menù BOF (burro, uova e formaggio). Tra i grandi frequentatori del locale si annoverano James Joyce, Verlaine, Rimbaud, Max Ernst. Woody Allen ha scelto questo locale, in cui pochissimo è cambiato dall’anno della sua fondazione, per l’ambientazione di alcune scene del celebre film ‘Midnight in Paris‘.  

Tutt’oggi il Polidor attrae una clientela giovane di universitari e moderni bohémien. I prezzi, infatti, nonostante la fama, sono rimasti alla portata di tutti. La tarte tatin della casa è un must per chiunque passi da questo  locale.

café letterari parigini

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Testo di Federico Sigali

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