BOTERO: A ROMA LA PRIMA GRANDE RETROSPETTIVA

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Al Vittoriano di Roma la prima grande retrospettiva di Botero in Italia. Nelle opere dell’artista la nostalgia fiabesca per un mondo che non c’è più.

Donna seduta, Fernando Botero, 1997

Donna seduta, Fernando Botero, 1997

LA MOSTRA

A Roma, nel Complesso del Vittoriano, 50 capolavori in prestito da tutto il mondo ripercorrono la carriera dell’artista colombiano Fernando Botero. Botero, noto in tutto il modo per il suo stile unico e inconfondibile, ha scelto infatti la capitale per festeggiare con una grande retrospettiva i suoi 85 anni. In mostra troviamo la prima opera esposta nel 1950 fino all’ultimo lavoro, realizzato nel 2016. 

Il viaggio nell’universo onirico di Botero inizia già fuori dalla mostra, davanti alla gigantesca scultura Cavallo con briglie che accoglie il visitatore anticipandogli quello che lo aspetterà all’interno.

Siamo nel mondo boteriano. Figure pingue ci sorridono – o forse no? -, conducendoci con loro in una dimensione sensuale e calorosa, nostalgica e primitiva. 

BOTERO E LA NOSTALGIA LATINO AMERICANA

Ritratti, animali, nature morte. Non importa quale sia il soggetto; ciò che distingue immediatamente un Botero sono i tratti decisi e i colori brillanti, le forme esuberanti come lo spirito dell’America Latina.

La cifra stilistica dell’artista colombiano non è data però solo dai tipici tratti arrotondati e morbidi delle figure, o dalla brillantezza dei colori. Ciò che la rende unica è lo sguardo neutrale dell’artista. Uno sguardo quasi distante, che non indaga la dimensione psichica dei suoi personaggi, ma li ritrae nella loro quotidianità con l’effetto dirompente di farli sembrare assolutamente non banali, al loro posto ma contemporaneamente fuori luogo, atipici. Botero attinge a piene mani dal mondo latino americano nelle sue opere, nelle scene di vita quotidiana, raffinando la sua poetica col passare degli anni, come in Atelier di Sartoria o in Fine della Festa.

«Si ritrova nella mia pittura – dice Botero – un mondo che ho conosciuto quando ero molto giovane, nella mia terra. Si tratta di una specie di nostalgia e io ne ho fatto l’aspetto centrale del mio lavoro». 

L’OMAGGIO AI GRANDI MAESTRI

La prima sezione della mostra è un vero e proprio omaggio di Botero ai grandi maestri della pittura: Velàzquez, Piero della Francesca, Rubens, Raffaello. Botero non imita ma ricrea i grandi capolavori, dando vita a personaggi suoi propri che dei quadri celeberrimi ripropongono lo spirito, non senza una punta di ironia.

Ed è così che il visitatore viene accolto dal Dittico di Piero della Francesca (il duca di Urbino Federico da Montefeltro e la moglie Battista Sforza), dalla Fornarina di Raffaello, da L’Infanta Margherita Teresa di Velasquez.

Le sorelle, Fernando Botero, 1969

Le sorelle, Fernando Botero, 1969

LE NATURE MORTE

Ai ritratti e alle scene di famiglia segue la sezione dedicata alle nature morte, ad oggetti inanimati: frutta, strumenti musicali, bottiglie e caraffe, ai quali Botero è riuscito a dare la sua tipica forma arrotondata, rendendoli in qualche modo vivi. Anche qui Botero non rinuncia ad una strizzata d’occhio ai grandi maestri, scegliendo quelli più famosi per le loro nature morte, con chiari riferimenti a Cèzanne e de Zurbaràn.

Natura morta davanti al bancone, Fernando Botero, 2000

Natura morta davanti al bancone, Fernando Botero, 2000

LA RELIGIONE E LA POLITICA

 Il nunzio, Fernando Botero, 2004

Il nunzio, Fernando Botero, 2004

La terza sezione è quella dedicata alla religione. Ed è qui che il pittore riesce a stupirci, immergendo i suoi personaggi in un mondo che sconfina nel soprannaturale. La pratica del soprannaturale impregna la quotidianità e si trasforma in sorpresa, in contemplazione. 

Davanti a Cardinale addormentato, Nunzio o alla Passeggiata in collina, il visitatore non può che sorridere e sentirsi catturato. Botero si è cimentato anche nella rappresentazione di Cristo, con una serie del 2010 – 2011 recentemente esposta nella mostra La via Cruicis al Palazzo delle Esposizioni. 

Anche nei dipinti legati al potere – che caratterizzano la sezione politica – Botero, nel descrivere militari, ministri, presidenti e ambasciatori, non lascia trapelare il proprio punto di vista. Ad attrarlo è piuttosto l’opulenza degli abiti e lo sfarzo degli ambienti, come nel Il Presidente e i suoi ministri. 

 I NUDI E IL CIRCO BOTERIANO

Contorsionista, Fernando Botero, 2008 

Contorsionista, Fernando Botero, 2008

Le ultime sale sono dedicate ai nudi femminili e al circo, uno dei temi preferiti dal pittore, documentato in mostra con diverse opere. I gesti, i movimenti, i colori che rappresentano la vita quotidiana dei circensi, fatta sia di fatica che di convivialità, sono magistralmente rappresentati in Pierrot, nel Contorsionista, ne I Musici e nel Pagliaccio. Il circo come luogo dello stupore per antonomasia non poteva non trovare un posto di rilievo nel mondo boteriano.

Anche il nudo femminile è rappresentato con una squisita grazia. Nonostante le dimensioni tonde e generose e i contesti particolari, le donne di Botero sono dotate di infinita grazia; come nel dipinto Il bagno o in Adamo ed Eva

Secondo Rudy Chiappini, il curatore della mostra, Botero «ha avuto come stella polare la riconoscibilità e la coerenza, restando fedele a uno stile e a una pittura divenute inconfondibili».

«Se a prima vista – continua Chiappini – a colpirci è l’inconfondibilità del suo stile, occorre immaginare che al di là della perfezione e dell’eleganza di un linguaggio sempre misurato sta l’inquietudine di una vita trascorsa, la pienezza di una partecipazione sentimentale mai gridata, ma non per questo meno intensa».

INFO 

Botero, Complesso del Vittoriano fino al 27 agosto 2017

Orari

Dal lunedì al giovedì 9.30 – 19.30

Venerdì e sabato 9.30 – 22.00

Domenica 9.30 – 20.30

Biglietti

Intero € 12,00 

Ridotto € 10,00 

Indirizzo

Via di San Pietro in Carcere, 00186 Roma

T +39 06 678 0664

Per info e prenotazioni + 39 06 87 15 111

www.ilvittoriano.com

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