I BORGHI ABBANDONATI PIÙ AFFASCINANTI D’ITALIA

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Se siete spiriti avventurosi e amate il fascino decadente dei luoghi abbandonati, non potete perdervi queste 10 sorprendenti mete in giro per l’Italia.
Il nostro viaggio alternativo vi porterà indietro nei secoli a scoprire il ricco patrimonio storico-artistico nei borghi dell’Italia dimenticata.

Poveglia (Veneto)

Poveglia - I borghi abbandonati più affascinanti d'Italia

Poveglia – I borghi abbandonati più affascinanti d’Italia

È un’isola situata a sud di Venezia, con una storia molto ricca. Nel corso dei secoli, Poveglia ha avuto percorsi sempre differenti. I primi a colonizzarla furono i romani; in seguito, nell’VIII secolo, divenne sede di un piccolo borgo e di un castello perché i longobardi, seminando morte e distruzione, fecero di quest’isola uno dei centri migratori della loro popolazione. Quando Venezia nacque come una vera città, capitale della Repubblica Veneta, Poveglia si alleò spesso a suo fianco negli scontri, e per questo ricevette in cambio enormi benefici, come l’esenzione per gli uomini dal servizio militare e dalle tasse. Furono gli anni più floridi per l’isola, in cui la sua economia e il suo sviluppo raggiunsero l’apice.

Purtroppo, come per ogni cosa, non tardò ad arrivare la fase di declino, segnata dalla storica rivalità tra Venezia e Genova come Repubbliche Marinare, in contrasto per avere il controllo delle rotte commerciali con il Mediterraneo e l’Oriente. L’isola fu occupata dai genovesi, che la bombardarono lasciandola quasi interamente distrutta.

Nel XVIII secolo venne usata a scopi sanitari come un lazzaretto dove venivano portati i malati di peste e in seguito si bruciavano i loro corpi. Poi, nel 1922, fu eretto sull’isola un ospedale psichiatrico, in cui si afferma ci fossero delle manifestazioni paranormali. Al momento l’isola si trova in stato di abbandono. È stata messa più volte all’asta senza successo.

Norchia (Lazio)

Norchia - I borghi abbandonati più affascinanti d'Italia

Norchia – I borghi abbandonati più affascinanti d’Italia

Situata in provincia di Viterbo, Norchia è un luogo intriso di storia. La prima testimonianza della presenza dell’uomo risale addirittura all’età del Bronzo, con il ritrovamento di alcune capanne. Al periodo di massimo splendore si giunge però con l’insediamento da parte degli Etruschi, a partire dal V secolo a.C. È tutt’oggi possibile, passeggiando per Norchia, osservare i resti della necropoli rupestre. Il suolo tufaceo della Tuscia, percorso da molti fiumi, ha fornito un ottimo territorio per l’insediamento umano, a tal punto da far diventare questa città uno dei più importanti centri dell’Etruria.

In seguito agli etruschi la zona fu di interesse romano per la sua posizione strategica. Furono proprio i romani ad insediarsi qui costruendo, intorno al III secolo a.C., la via Clodia, che collegava Roma alle province etrusche e che si presenta a noi oggi come un’immensa e suggestiva tagliata nel tufo. In seguito le notizie su Norchia si fanno sempre più rade, fino ad arrivare al periodo medievale, in cui la città ebbe una spiccata crescita di popolazione. Si sono dunque sovrapposte a quelle etruschi le strutture medievali, di cui oggi possiamo osservare i resti del castello e della chiesa di S. Pietro.

Oltre ad offrire un panorama mozzafiato, Norchia è patrimonio storico-artistico non indifferente della nostra nazione, lasciato purtroppo in uno stato di profonda decadenza.

Valle Pezzata (Abruzzo)

Valle Pezzata - I borghi abbandonati più affascinanti d'Italia

Valle Pezzata – I borghi abbandonati più affascinanti d’Italia

Questa piccola frazione di Valle Castellana si trova in Provincia di Teramo. Il suo borgo, posizionato a oltre 900 metri di quota, è raggiungibile solo a piedi percorrendo un sentiero sterrato. Se Valle Pezzata pare essere nata nel periodo medievale, qui si possono trovare costruzioni molto più recenti, risalenti agli anni Cinquanta. Nonostante la bellezza della natura circostante, il posto, un po’ per la lontananza da altre città e un po’ per il clima rigido, nel corso degli anni si è spopolato. Ad oggi si conta soltanto un abitante.

Nel 2009 alcuni pionieri cercarono di creare, nelle rovine di questo borgo, un eco-villaggio, utilizzando delle abitazioni abbandonate come dormitorio e nutrendosi soltanto di ciò che offriva l’orto; ma il progetto fallì in pochi mesi. Una tradizione molto particolare e che potrebbe sembrare macabra, giunta a noi attraverso i racconti della popolazione che risedette in questo borgo, parla dell’usanza nella stagione invernale di mettere i morti sopra i tetti. In realtà si tratta di una specie di adattamento al territorio: essendo molto rigido il clima nei mesi più freddi, il terreno si gela e non permette di scavare le buche. La popolazione, per non lasciare i corpi a terra dove gli animali selvatici potevano depredarli, aveva stabilito che le salme andassero poste sopra i tetti delle case, in attesa della degna sepoltura che giungeva in primavera.

Roghudi (Calabria)

Roghudi - I borghi abbandonati più affascinanti d'Italia

Roghudi – I borghi abbandonati più affascinanti d’Italia

Il borgo abbandonato di Roghudi, costruito interamente su uno sperone di roccia, si trova in provincia di Reggio Calabria. Si estende a 600 metri di quota, incastrato tra le montagne, avvolto da un paesaggio mozzafiato. Le abitazioni sono poste al limite, sull’orlo del precipizio così da rendere il borgo poco stabile e pericolante. All’interno delle case si osservano spesso dei grossi chiodi conficcati nelle pareti. La loro funzione vi potrebbe stupire: servivano a garantire la sicurezza dei bambini piccoli che giocavano per le strade; infatti la corda attaccata da una parte al chiodo della casa era attaccata a sua volta alla caviglia dei bambini, onde ad evitare che precipitassero nel burrone che circonda tutto l’abitato. Il borgo fu abbandonato in seguito a due gravi alluvioni, prima nel 1971 e poi nel 1973, che resero le strutture già precedentemente precarie inagibili.

Curon Vecchia (Trentino Alto Adige)

Curon Vecchia - I borghi abbandonati più affascinanti d'Italia

Curon Vecchia – I borghi abbandonati più affascinanti d’Italia

Di questa città molto particolare, nata nel Medioevo, attualmente si può ammirare soltanto la punta del campanile, risalente al 1357, che si erge dall’acqua. Avete capito bene: l’intera Curon Vecchia si trova immersa nelle acque del lago Resia, il più grande dell’Alto Adige. Nel 1950 si è deciso di creare questo lago artificiale unendo i tre laghi presenti sul territorio, al fine di poter sfruttarne al meglio l’energia idroelettrica. Inutile dire che il punto migliore d’incontro tra questi tre è risultato essere questo centro abitato, che si è deciso di “sacrificare” per una buona causa, trasferendo la nuova città in un punto più alto. Ciò che ne rimane è questo meraviglioso paesaggio da cartolina che, oltre alla sua funzione primaria di fornire energia pulita, d’estate funge da sfondo ai giochi e sport acquatici, mentre d’inverno, ghiacciandosi, diventa interamente percorribile a piedi.

Saletta di Costanzana (Piemonte)

Saletta di Costanzana - I borghi abbandonati più affascinanti d'Italia

Saletta di Costanzana – I borghi abbandonati più affascinanti d’Italia

La piccola frazione di Saletta si trova nel comune di Costanzana, in provincia di Vercelli. Si tratta di un borgo rurale abbandonato composto da un castello risalente al 1272, una chiesa con un cimitero dedicata a San Bartolomeo (di cui si parla per la prima volta in un documento del 1280) ed il Tabernacolo di San Sebastiano, che si presenta come un tempio rotondo ad ordine dorico. La storia di Saletta non è ben nota; pare comunque che i primi documenti in cui viene menzionata risalgano all’XI secolo, ma non si esclude l’ipotesi di insediamenti precedenti.

La sua posizione isolata ha inciso molto sulla nascita di diverse leggende. Il cimitero è stato letteralmente inghiottito dalla vegetazione, al punto che è quasi impossibile scorgere le insegne delle tombe. La chiesa, vandalizzata in passato, sembra fosse stata negli anni Ottanta scenario di alcune messe nere. La polizia e la stampa locale all’epoca si interessarono molto all’accaduto, cercando di raccogliere più informazioni possibile ma senza successo.

Il tabernacolo, invece, oggi visitabile, porta con sé la leggenda di due innamorati appartenenti a due famiglie rivali, che come nella celeberrima opera di Shakespeare, trovarono la loro unione nella morte esattamente in quel luogo. Sembra che il tempio di San Sebastiano fu eretto dal padre della ragazza, in memoria dell’accaduto. Il castello è stata l’unica parte del borgo ad essere acquistato e ristrutturato, ed ora è proprietà privata. Nonostante tutte le storie macabre che nel tempo si sono intrecciate e hanno confluito a dare un’idea oscura del posto, Saletta rimane una splendida oasi tra le campagne varcellesi, e merita senz’altro una visita.

San Paolo in Alpe (Emilia Romagna)

San Paolo in Alpe - I borghi abbandonati più affascinanti d'Italia

San Paolo in Alpe – I borghi abbandonati più affascinanti d’Italia

La piccola fortezza di San Paolo in Alpe è situata in provincia di Cesena a più di 1000 metri di altitudine. Parliamo di un posto che ha svolto un ruolo molto importante durante la Seconda guerra mondiale, e che ha inciso profondamente sulle sorti del conflitto in quella zona. Gli abitanti locali usavano questo stazzo appenninico per nascondere i partigiani – nonostante fosse una zona tedesca – ed aiutarli con le provviste che puntualmente venivano lanciate per paracadute dagli alleati. Molte volte il posto è stato scenario di brutalità e di omicidi quando i tedeschi venivano a scoprire i nascondigli oppure trovavano i rifugiati che la gente locale cercava di aiutare. Al giorno d’oggi lo stazzo è molto facile da visitare in quanto parte di numerosi programmi escursionistici.

Gravero (Liguria)

Gravero - I borghi abbandonati più affascinanti d'Italia

Gravero – I borghi abbandonati più affascinanti d’Italia

Questa volta ci troviamo in provincia di Genova, nella piccola frazione di Rapallo. Questa zona è conosciuta soprattutto per il cimitero di animali, uno dei più antichi al mondo. Per arrivarci bisogna inerpicarsi nel bosco, sperando che la vegetazione non abbia divorato l’ultimo sentiero. Il borgo è abbandonato dagli anni ’90 a causa del cattivo collegamento con le altre città e la totale assenza di strade. L’unico modo per giungere a Gravero è a piedi, attraversando il cimitero nel bosco pieno di buche.

Dopo che gli ultimi abitanti del posto morirono o si trasferirono altrove, fu presentato un progetto molto ambizioso che prevedeva la trasformazione delle vecchie rovine del borgo in un residence di lusso alternativo, ma purtroppo alcune famiglie non vollero vendere le case ereditate e il progetto non andò in porto. Oggi Gravero si presenta in uno stato di abbandono totale come un paese che non ha futuro, solo il passato alle spalle.

Fabbriche di Careggine (Toscana)

Fabbriche di Careggine - I borghi abbandonati più affascinanti d'Italia

Fabbriche di Careggine – I borghi abbandonati più affascinanti d’Italia

La città subacquea di Fabbriche di Careggine, abbandonata nel 1947, si trova in provincia di Lucca. Fondata nel XIII secolo, la città a lungo tempo fu abitata da una colonia di fabbri ferrai che la fecero diventare uno dei maggiori fornitori dello stato. In seguito le Fabbriche ebbero un lungo periodo di declino che terminò soltanto agli inizi del Novecento, quando l’economia di tutto il Paese si risollevò. Sotto il regime fascista si decise di edificare una diga al fine di creare qui un bacino idroelettrico. Fabbriche di Careggine fu gradualmente sommersa e gli abitanti trasferiti nella nuova città di Vagli Sotto. Il lago, per lavori di manutenzione della diga, fu svuotato quattro volte, una volta ogni dieci anni, facendo riemergere le strade, il cimitero e la chiesa del borgo medievale, che adesso più che mai emanano un fascino irresistibile.

San Pietro Infine (Campania)

San Pietro Infine - I borghi abbandonati più affascinanti d'Italia

San Pietro Infine – I borghi abbandonati più affascinanti d’Italia

Situato in provincia di Caserta al confine con il Lazio, San Pietro Infine sembra dovere il suo nome proprio alla sua posizione di limite. Il borgo di edificazione medievale fu distrutto in seguito ai bombardamenti (durati 15 giorni consecutivi) del 1944. Qui la storia viene tristemente ricordata presso il museo della guerra, in cui si è cercato non solo di esporre oggetti, ma di far vivere ai visitatori sulla propria pelle l’esperienza del conflitto. La visita si fa in penombra ed è accompagnata da un sottofondo musicale erogato da più sorgenti; davanti agli occhi scorre un filmato che mette in risalto la storia e il dramma che la popolazione fu costretta a vivere in quei giorni. San Pietro Infine è rimasta famosa per le scene del film “La grande guerra”, diretto qui nel 1959 da Mario Monicelli; e per il documentario “The Battle of San Pietro” di John Huston.

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