JUSTIN RANDOLPH THOMPSON RACCONTA IL BLACK HISTORY MONTH FLORENCE

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Il nonno

Aviatore nelle fila del Tuskegee Armen, reparto di piloti da bombardamento destinato a soli uomini di colore attivo durante il secondo conflitto mondiale e a cui aderirono moltissimi soldati spinti dal desiderio di contrastare la discriminazione razziale, combatté anche in Italia. Del resto, la madre dell’aviatore Randolph era italiana di origini parmensi, immigrata e adottata negli USA da una famiglia afroamericana. Ma torniamo all’amato nonno.

Dopo la guerra, lavorò per la bianchissima University of Massachusetts, e arrivò addirittura a ricoprirvi un ruolo prossimo al nostro rettorato. La stessa università nel 1908 aveva conferito un dottorato onorario a W.E.B. Du Bois, scrittore che firmò documenti di primaria importanza per la sociologia afroamericana. Negli anni ’50, forte del prestigio ormai guadagnatosi a livello accademico, conferì vari incarichi a famosi jazzisti afroamericani presso l’università, così da permetter loro di continuare a fare musica senza dover più vivere più di stenti. Una figura dunque di fondamentale ispirazione per Justin.

Dopo quel primo viaggio a Firenze, Justin torna negli USA e porta a compimento un iter di studi artistici che lo porterà prima alla University of Tennessee, poi allo Skidmore College e infine al Chicago Art Institute.

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