BARBIE THE ICON IN MOSTRA AL MUDEC DI MILANO

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Il museo delle Culture di Milano dedica una mostra a Barbie: la celebre bambola che ha accompagnato l’infanzia di molte bambine diventando un mito. Barbie The Icon, appunto. La mostra, curata da Massimiliano Capella, prodotta da 24 ore Cultura e promossa dal comune di Milano in collaborazione con Mattel, resterà al MUDEC fino al 13 marzo 2016.

Barbie The Icon

Barbie The Icon

L’esposizione si compone di ben 448 pezzi. Tra cui un modello realizzato in esclusiva per il Museo delle Culture che la ospita. Barbie MUDEC , disegnata da Magia 2000 in edizione limitata è essa stessa un tributo al museo e viene presentata per la prima volta. L’abito in seta che indossa presenta il logo del MUDEC: è completamente ricamato a mano con lustrini, perline e cristalli di Swarovski. Anche il mantello è un rimando all’architettura del MUDEC: ariosa e luminosa. La bambola è stata realizzata in due versioni, quella Caucasica e quella Afro-americana. Un pezzo unico, imperdibile.

Barbie Presidente

Barbie Presidente

L’allestimento della mostra è articolato in cinque sezioni. Precedute da una sala introduttiva Who is Barbie?.

Chi è Barbie?

È la questione alla base del successo che la caratterizza. Un giocattolo che si pone come una donna in miniatura, non un semplice prodotto di consumo. Barbara Millicent Roberts, segno zodiacale leone, figlia di Robert e Margareth Roberts ha una forte collocazione realistica. Infatti il fantastico mondo di Barbie permette ai bambini di giocare a fare gli adulti. E mostra un modello idealizzato di perfezione:

“Barbie ricrea intorno a sé quell’universo fatto di splendida apparenza ancora allo stato puro. Incontaminato. Al riparo dalle nevrosi e dalle motivazioni di status che tormentano i veri adulti, per i quali apparire diventa spesso il fardello opprimente del quotidiano”. (Marco Tosa, Barbie I mille volti di un mito)

Un’ icona globale che “è riuscita ad abbattere ogni frontiera linguistica, culturale, sociale e antropologica”. Così viene presentata dagli organizzatori della mostra. E così Barbie The Icon narra il mito di Barbie. Di quel mondo ideale che ha saputo andare oltre i confini geografici, razziali, culturali e sociali dal 1959, data della sua creazione, ad oggi.

Barbie, The Icon

Barbie The Icon

La Mostra

Nella sala introduttiva ci accolgono da subito sette pezzi rappresentativi delle diverse decadi di cui Barbie si fa simbolo. Teche di vetro, che sembrano voler riprodurre il tipico piedistallo della bambola, accolgono poi al loro interno una time-line storica di Barbie. Richiamata da un nastro a parete che mette in rapporto i modelli ai periodi storici in cui si inseriscono. Una narrazione che mira più a mostrare come Barbie sia sempre stata al passo coi tempi piuttosto che a raccontare l’evoluzione storica. Ecco allora la celebre Barbie n.1 del 1959. Col suo costume da bagno a righe bianche e nere, gli orecchini a cerchio e i sandali neri col tacco, identifica perfettamente il gusto di quegli anni.

Seguono poi svariati modelli che passano in rassegna gli anni ’60, ’70, ’80. Per poi arrivare ai fantastici anni ’90 con la Totally Hair Barbie del 1992: caratterizzata dai suoi lunghissimi capelli biondo platino e un mini-abito ispirato alle fantasie del fiorentino Emilio Pucci. E come non rimanere incantati dalla collezione Basic Dolls, creata dal designer di Mattel Bill Greening nel 2009. Qua Barbie indossa quei modelli basic che ogni donna ha nel suo guardaroba. Mostrandosi sempre più al passo con i tempi e sempre più realistica, facendoci quasi dimenticare che sia una bambola.

Barbie Basic Dolls

Barbie Basic Dolls

L’allestimento prosegue con cinque sale che riflettono sull’ identità sociale di Barbie. Tralasciando l’evoluzione tecnica e industriale, cui la mostra non fa menzione poiché rischierebbe di ridurla alla stregua di un qualsiasi comune oggetto. 

Barbie Millicent Roberts, 1959

Barbie Millicent Roberts, 1959

Barbie nella storia 

La prima sala Barbie e i fashion designer ci vuole mostrare come la moda sia legata a Barbie: un oggetto disponibile alla creatività artistica nella produzione di uno sconfinato guardaroba. Fashion designer come Bob Mackie, Vera Wang, Armani o Dior propongono l’eleganza e la contemporaneità che solo Barbie riesce a mostrare. Un vasto assortimento di capi, tra cui il celebre modello Dior con giacca a spalle strette e ampia gonna nera a pieghe: il New Look del 1947.

La seconda sala: Barbie House. Case, arredi, barche, automobili, camper: uno scorcio su tendenze e aspirazioni della società di cui Barbie ha fatto parte. 

Barbie è però anche un modello con forti contenuti ideologici, impegnato nel diffondere messaggi ambientali e sociali. La terza sala, Barbie and career, ci mostra le aspirazioni di Barbie e i suoi grandi ideali. Più di 150 carriere all’insegna del motto I Can Be. Ecco allora che Barbie diventa assistente di volo Alitalia, astronauta Nasa o dipendente del Mc Donald. Barbie ha incoraggiato da sempre bambine di ogni generazione a sognare, scoprire ed esplorare un mondo che appariva senza limiti. 

Barbie e le sue carriere

Barbie e le sue carriere

Barbie Poliedrica 

L’arte di Barbie consiste anche nella natura poliedrica e nella fortissima identità, oltre che nella ricerca continua di nuove fisionomie e caratterizzazione culturali e geografiche. Nella quarta sala, Barbie nel mondo, Barbie cambia pelle, capelli, vestiti andando ad interpretare etnie provenienti dai quattro angoli della terra. 

Barbie Audrey Hepburn

Barbie Audrey Hepburn

Nell’ultima sala, Regine, Dive e Celebrities, Barbie, diva per eccellenza, si confronta con le grandi protagoniste della storia. Cilindri disposti a creare una sorta di piramide, elevano Barbie a celebrità. Barbie diventa così Cleopatra, Elisabetta I e Maria Antonietta, ma anche personaggi cinematografici, come Rossella O’Hara, Dorothy del Mago di Oz e Mary Poppins, o star del cinema, come Cher, Marylin, Liz Taylor, Grace Kelly o Audrey Hepburn.

Barbie The Icon

Barbie The Icon

Senza dubbio una mostra evento che ci ha permesso di rivivere quel mondo rosa shocking che è Barbie, fatto di uno sconfinato guardaroba, di ville lussuose, di yatch, catamarani e Ferrari, ma anche di mille diverse e ambitissime carriere, look e nazionalità, miti e leggende.

di Valentina Ripamonti

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