AMORI, MUSEI, ISPIRAZIONE. AL BAGATTI VALSECCHI LA ISTANBUL DI ORHAN PAMUK

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“Il Museo dell’Innocenza sarà sempre aperto per gli innamorati che non trovano un posto a Istanbul dove baciarsi”. Orhan Pamuk, Il Museo dell’innocenza

Orhan Pamuk, Il Museo dell'innocenza

Orhan Pamuk, Il Museo dell’Innocenza

 LA MOSTRA E IL GENIO VISIONARIO DI ORHAN PAMUK

Quale storia nascondono gli oggetti? Da chi sono stati tenuti e quando sono stati usati? Chi li ha messi dietro una vetrina? E ancora, dove finisce il confine tra finzione e realtà? Una mostra internazionale si interroga sul ruolo della memoria e degli oggetti della nostra vita portando da Istanbul a Milano la celebre storia d’amore tra Kemal e Füsun, i protagonisti del romanzo Il museo dell’innocenza di Orhan Pamuk.

Al Museo Bagatti Valsecchi di Milano, fino al 24 giugno, saranno visitabili le teche arrivate dal celebre Museo dell’Innocenza di Istanbul, che The Italian Eye ha inserito tra i musei poco conosciuti più interessanti da visitare nel mondo.

Una delle teche del Museo dell'Innocenza esposte al Museo Bagatti Valsecchi di Milano

Una delle teche del Museo dell’Innocenza esposte al Museo Bagatti Valsecchi di Milano

LA FORZA EVOCATIVA DEGLI OGGETTI TRA FINZIONE E REALTÀ

La mostra porta a Milano 29 delle 83 vetrine installate al Museo dell’Innocenza di Istanbul. Le vetrine, nate dalla mente visionaria dello scrittore turco che per anni ha collezionato oggetti e feticci legati ai due personaggi del suo libro, raccontano l’amore tra Kemal e Fusun e aprono uno scorcio nostalgico sulla magica Istanbul degli anni a cavallo tra 70 e 80.

Il percorso della mostra è arricchito da installazioni in cui la voce dello scrittore ci racconta il senso di questa straordinaria operazione museale. Qual è il legame tra il romanzo di Pamuk, il suo museo di Istanbul e la mostra? Ancora una volta finzione e realtà danno vita ad un corto circuito nel quale il visitatore si troverà a seguire le orme dello stesso Kemal. Alla fine del libro, infatti, il protagonista passeggia proprio nelle sale del Museo Bagatti Valsecchi, un luogo che ama per la sua straordinaria capacità di dare risalto agli oggetti quotidiani e che Pamuk, scrittore e ideatore, ha scelto per creare questa sorta di museo nel museo.

Il legame tra romanzo, Museo dell’Innocenza e la mostra a Milano è dunque il fil rouge del collezionismo e della potenza evocativa della quotidianità. Ed è inseguendo questo fil rouge che percorriamo le orme di Kemal fino a Istanbul, la città dove è ambientato il romanzo. 

Una delle teche del Museo dell'Innocenza di Ohran Pamuk, un abito "indossato" da Fusun

Una delle teche del Museo dell’Innocenza di Ohran Pamuk, un abito “indossato” da Fusun

PAMUK E L’ANIMA MALINCONICA DI ISTANBUL

Cosa si nasconde infatti dietro a un portone? Lungo una strada o davanti a un paesaggio? La risposta è, quasi sempre, un sentimento. Il Museo dell’Innocenza è infatti prima di tutto un tributo d’amore di Pamuk verso la sua città, quella Istanbul degli anni 70 che l’autore turco ha cercato di ricostruire su carta e dal vivo. Quasi tutti i romanzi di Pamuk, infatti, sono ambientati nella zona di Istanbul in cui egli stesso è vissuto. Una città di cui possiamo cogliere ancora l’essenza guardandola attraverso i suoi occhi. O quelli di Kemal.

Percorriamo quindi la Postacılar Sokaĝi, che si diparte dalla Istiklal Caddesi verso il Bosforo e prosegue con Tom Tom Captan Sokak e arriviamo a Çukurcuma Caddesi all’altezza dell’omonimo hammam. Da qui intravediamo a un centinaio di metri l’edificio ad angolo rosso che risale al 1897. Siamo arrivati al Museo dell’Innocenza, nel cuore di Çukurcuma.

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PAMUK, CUKURCUMA E IL CULTO DELLA NOSTALGIA 

Çukurcuma è un quartiere di grande atmosfera, famoso per i suoi negozi di rigattieri e antiquari dove perdersi a curiosare tra mobili antichi, oggetti dismessi, memorie vintage, feticci di un tempo passato. Un tempo abitato da francesi, armeni ed ebrei, è adesso il quartiere bohémien della città. Moltissimi degli oggetti in vendita nelle botteghe arrivano proprio dalle case di una Istanbul fine anni 70 proiettata verso il cambiamento e la modernità; ed è proprio in questi negozi che Pamuk ha acquistato pezzi che avrebbe poi esposto al Museo dell’Innocenza e adesso a Milano.

Uno dei tanti negozi di tessuti e tappeti di Çukurcuma, nei pressi del Museo dell'Innocenza

Uno dei tanti negozi di tessuti e tappeti di Çukurcuma, nei pressi del Museo dell’Innocenza

Il quartiere è un paradiso per chi vuole scoprire l’anima autentica della città e per chi adora perdersi tra vecchi cimeli spendendo anche un’intera giornata tra tappeti antichi e orologi, entrando a conoscere i proprietari dei negozi, personaggi che sembrano davvero usciti da un libro e che vi accoglieranno per raccontarvi le loro storie e offrirvi una tazza di tè, rigorosamente nel tradizionale bicchiere di vetro.

Un paio di indirizzi fra tutti: per gli appassionati di tessuti antichi, argenti e mappamondi l’indirizzo giusto è A la Turca (Faikpasa Yokusu 4, tel. 0090.212.2452933); gli amanti di tazzine dorate, candelieri di bronzo e modernariato anni 40 andranno invece da Asli Güns, iray (Cad.58. Cukurcuma. tel. 0090.212.2525986). 

Prima di lasciare il quartiere, possiamo fermarci a degustare un bicchiere di Ayran, la bevanda turca a base di yogurt, oppure un Nar Suyu, il succo di melograno, in uno dei tanti chiostri lungo la strada. Oppure, come sempre faceva Kemal, un bicchiere di Raki, il tradizionale liquore di anice. 

NISANTASI: DOVE KEMAL CONOSCE FUSUN

Buona parte del romanzo di Pamuk si svolge nelle vie di Nişantaşı, zona elegante a nord di Piazza Taksim dove Kemal conosce la sua amata Fusun, che lavora come commessa in una boutique di alta moda. Nişantaşı, infatti, è l’altro quartiere emergente di Istanbul, soprattutto per la moda.

Curiosando per il quartiere si trovano negozi di gioielli etnici e caftani di seta ispirati ai costumi dei danzatori dervisci, come da Gönul Paksoy (Atiye Sokak 6A, Tesvikiye, tel. 0090.212.2619081), oggetti tradizionali rivisitati, scatole in marmo nero e argento come da Armaggan (Abdi Ipekci Cad. Bostan Sok. No: 8, Nisantasi, tel. 0090.212.2916292) e ancora gioielli artigianali come i bracciali in argento intrecciati con foglie d’oro di Alef (Hac Emin Efendi Sokak No. 4/A tel. 0090.212.2413558).

BEYOGLU E IL PONTE DOVE KEMAL OSSERVA IL MARE 

La torre di Galata, simbolo di Beyoglu, vista al tramonto 

La torre di Galata, simbolo di Beyoglu, vista al tramonto 

Dopo aver curiosato per i bric à brac di Çukurcuma e per le vie eleganti di Nişantaşı, ci concediamo una pausa dal collezionismo per ammirare la città dall’alto. Ci spostiamo in un altro quartiere del libro, Beyoglu, abitato dall’intelligentsia di Istanbul nel diciannovesimo secolo e che oggi conserva un aspetto retrò tornato di moda. Conosciuto anche come la Soho di Istanbul, Beyoglu è uno dei centri della vita notturna frequentato da giovani creativi che vogliono mantenere l’atmosfera autentica della Istanbul storica. Per un aperitivo possiamo salire al 360° (Istiklal Cad. Misir Apt. 32 K:8, tel. 0090.212.2511042) per una vista mozzafiato sulla città: dalla Moschea Blu e Topkapi al Bosforo, al Mar di Marmara. 

Arriviamo al ponte di Galata, da attraversare a piedi per godersi il paesaggio, che brulica dei suoi pescatori ed è famoso per i suoi ristoranti di pesce. Per uno spuntino è perfetto anche un autentico balik ekmek, il tradizionale panino di pesce di Istanbul. Una delizia da gustare ammirando lo spettacolo meraviglioso del Corno d’Oro e del Bosforo, perdendosi a seguire il volo dei gabbiani su questo ponte lanciato tra due mondi, tra finzione e realtà, tra Pamuk e Kemal, tra gli oggetti che usiamo davvero e quelli che ci piace collezionare ripensando a quella tazzina sbeccata, quel bracciale intarsiato, quel vecchio orologio comprati a Istanbul che presto si uniranno alla nostra personalissima Memoria. 

INFORMAZIONI SULLA MOSTRA

Amore, musei, ispirazione. Il Museo dell’innocenza di Orhan Pamuk a Milano

Museo Bagatti Valsecchi, Via Gesù 5 – Milano
19 gennaio – 24 giugno 2018
Da martedì a domenica, 13 – 17.45 (chiuso tutti i lunedì)

Biglietti: Intero € 9 – Ridotto € 6

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