10 LUOGHI MERAVIGLIOSI CON RESTRIZIONI TURISTICHE

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Ci sono momenti in cui viaggiare è sinonimo di relax e divertimento, e ce ne sono altri in cui per raggiungere un determinato posto servono passione e caparbietà. Questa è una lista per tutti quelli che amano le sfide e gli itinerari tortuosi. Ecco 10 luoghi meravigliosi con restrizioni turistiche da affrontare per potervi accedere. La pazienza sarà altamente ricompensata.

MONTE EVEREST, NEPAL

Restrizioni turistiche: Monte Everest

Restrizioni turistiche: Monte Everest

A seguito delle critiche per l’elevato numero di scalatori e per la scarsa sicurezza del luogo, il governo nepalese ha deciso di porre restrizioni turistiche per migliorare le condizioni di una delle sue principali attrazioni: il Monte Everest. Ciò anche perché, negli ultimi due anni, 34 persone hanno perso la vita tentando di raggiungere la vetta della montagna. Le nuove restrizioni includono una tassazione aumentata per scalatori stranieri (da $10 000 a $11 000), insieme con limitazioni per scalatori alle prime esperienze. È ancora in corso il dibattito sulle restrizioni a carico di scalatori con meno di 18 o più di 75 anni, o con una seria disabilità. Queste misure eviterebbero il sovraffollamento dei sentieri e li renderebbero più sicuri per tutti.

ISLANDA

Restrizioni turistiche: Islanda

Restrizioni turistiche: Islanda

L’Islanda diviene sempre più popolare per i suoi affascinanti paesaggi naturali. Soltanto nell’ultimo anno il paese ha convogliato 1.3 milioni di visitatori, con un aumento del quasi 32% dal 2014. Questa costante espansione del numero di visitatori ha però spinto il Consiglio per il turismo islandese a condurre ricerche su quante persone possono visitare un’attrazione prima di ritenerla “al completo”, con impatto notevole sull’esperienza dei turisti. Nel 2014, Ólöf Ýrr Atladóttir, direttore generale dell’Icelandic Tourist Board, ha spiegato: 

Non possiamo semplicemente ricevere sempre più persone all’infinito e assumere di star offrendo sempre quella stessa esperienza per la quale i turisti hanno pagato.

MACHU PICCHU, PERU’

Restrizioni turistiche: Machu Picchu

Restrizioni turistiche: Machu Picchu

Inserito nel Gennaio 2016 nella lista dei luoghi UNESCO in via d’estinzione, il governo peruviano, insieme alla stessa UNESCO, ha deciso di porre restrizioni turistiche più rigide sulla città Inca. 

Anche se era già presente un limite di 2500 visitatori al giorno, i piani di riconcettualizzazione del sito mirano a migliorarne l’organizzazione “cambiando l’asse esperenziale della visita.” Il progetto include l’utilizzo di guide certificate e l’installazione di telecamere di sicurezza, lo spostamento dell’entrata al sito nella giungla più in basso, e la creazione di 3 differenti percorsi con partenze ogni 10 minuti.

Il governo spera che queste misure aiuteranno nel controllo del flusso dei turisti; l’obiezione è che ciò diminuirà l’impatto della visita, visto che i turisti non saranno più liberi di girovagare a piacimento per le rovine.

CINQUE TERRE, ITALIA

Restrizioni turistiche: Cinque Terre

Restrizioni turistiche: Cinque Terre

Formate da cinque villaggi di pescatori e da spiagge mozzafiato, le Cinque Terre hanno ricevuto il titolo di UNESCO World Heritage Site nel 1997, e sono adesso una delle mete più popolari in Italia. Questo però inizia a essere fonte di problematiche. Dopo il picco di 2.5 milioni di visitatori dello scorso anno, il governo italiano ha deciso di prendere precauzioni. Per la stagione futura i biglietti per l’accesso ai borghi saranno venduti online, ma con un limite a 1.5 milioni di turisti.

Questa pianificazione mira a proteggere i villaggi e il loro ecosistema, evitando il sovraffollamento che ha subissato le comunità locali lo scorso anno.

ANTARTIDE

Restrizioni turistiche: Antartide

Restrizioni turistiche: Antartide

C’è ancor una terra che sul nostro pianeta non siamo riusciti a coinvolgere nella massiccia colonizzazione umana: l’Antartide. Nessuna città, nemmeno un piccolo villaggio. Questo luogo sconfinato fatto di ghiaccio e neve fa da casa solo a varie specie di pinguini e foche. Nonostante tutto nel 2009, per garantire la sua preservazione, l’Antarctic Treaty è stato redatto per limitare il numero di visitatori, stabilendo alcune regole come: non più di una nave può approdare in un dato momento, non può attraccare nessuna barca con più di 500 passeggeri, solo 100 passeggeri alla volta possono sostare sulla riva.

Queste misure sono state prese dopo un ingente aumento nel numero di visitatori, insieme ad un aggravarsi degli incidenti fra imbarcazioni. Le 28 nazioni firmatarie dell’accordo si impegnano nella conservazioni del fragile ecosistema.

FERNANDO DE NORONHA, BRASILE

Restrizioni turistiche: Fernando de Noronha

Restrizioni turistiche: Fernando de Noronha

Fernando de Noronha, un arcipelago a largo delle coste brasiliane, ha conquistato il titolo di UNESCO Natural World Heritage Site nel 2001 per la sua vasta popolazione di uccelli tropicali e per la sua fauna marina. Avendo il sito un ecosistema fragile e risorse limitate, il governo brasiliano ha posto delle restrizioni per proteggerlo dall’influenza umana; ad esempio, non possono esserci più di 460 visitatori sull’isola nello stesso momento. In tutti i casi i visitatori devono pagare una tassa ambientale di preservazione (Environmental Preservation Tax), la quale contribuisce alla conservazione dell’isola e a vari progetti ambientali. Questo consente a Fernando de Noronha di rimanere incontaminata, rendendola una destinazione non proprio low cost.

ISOLE GALAPAGOS, ECUADOR

Restrizioni turistiche: Galapagos

Restrizioni turistiche: Galapagos

Rimosse nel 2010 dalla lista UNESCO dei siti in via d’estinzione, le autorità equadoregne ne monitorano il turismo con estrema attenzione. Il turismo in crescita e la popolazione locale minacciano l’ecosistema dell’isola; questo ha portato il governo a prendere provvedimenti impopolari.

Nessun visitatore può rimanere sull’isola per più di 4 giorni e 5 notti, e tutti hanno il permesso di visitare solo siti specifici. Tutti i viaggiatori devono sottostare a una lista di 14 regole, le quali includono visitare il Galàpagos National Park solo con una guida certificata e rimanere sempre sui percorsi tracciati.

LORDE HOWE ISLAND, AUSTRALIA

Restrizioni turistiche: Lorde Howe Island

Restrizioni turistiche: Lorde Howe Island

Una popolazione permanente di 350 persona e solo 400 visitatori accreditabili. Ci sono davvero poche chance di incontrare una folla su Lorde Howe, un lembo di terra a 700 km dalla costa australiana. Questo sito patrimonio UNESCO ha una delle popolazioni marine più variegate del mondo, con più di 400 specie di pesci e 90 specie di corallo. Grazie alle restrizioni, l’isola è considerata uno dei luoghi più puliti al mondo, con più del 75% della flora che rimane perfettamente intatta. 

BHUTAN

Restrizioni turistiche: Bhutan

Restrizioni turistiche: Bhutan

Il Regno Buddista del Bhutan mira ad un equilibrio fra turismo e preservazione. Per questo tutti i visitatori devono ottenere un visto e pagare una tassa giornaliera, il tutto per controbilanciare l’impatto ambientale. Qualsiasi viaggiatore deve prenotare in anticipo un itinerario prepagato tramite un tour operator certificato. Questo permette al governo di tenere sotto controllo l’afflusso dei turisti senza dover porre un limite al loro numero.

Situato sull’Himalaya, lo scarso numero di visitatori ha permesso al Bhutan di mantenere un forte senso di cultura e tradizioni, preservando al contempo le proprie bellezze naturali. 

ARABIA SAUDITA

Restrizioni turistiche: Arabia Saudita

Restrizioni turistiche: Arabia Saudita

L’Arabia Saudita differisce dagli altri luoghi su questa lista: non ha in realtà mai aperto i propri confini. Mentre lo stato accoglie più di 5 milioni di pellegrini ogni anno, non viene mai concesso nessun tipo di visto; questo significa che l’unico modo per ammirare questi scenari è tramite un viaggio d’affari o una visita alla famiglia. Il governo saudita comprende che accogliere i turisti gioverebbe alla comprensione della cultura locale; tuttavia è anche consapevole che la nazione non è pronta ad accogliere i turisti, specialmente se occidentali. Come spiega il presidente della Commissione per il turismo saudita, il Principe Sultano bin Salman bin Abdul Aziz al-Saud:

“Quando si vogliono invitare ospiti in casa propria bisogna fare in modo che la casa sia pronta ad accoglierli.

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